Qui si fa l’Europa. L’Europa federale e unita, che da ieri e fino a domani si ritrova sull’isola di Ventotene per la seconda edizione della Conferenza europea per la libertà e la democrazia. Nemmeno il tempo di sbarcare al piccolo porto dell’isola pontina che si palesano ragazzi e ragazze dell’organizzazione: badge, magliette a tema, portachiavi.
Mentre a Roma diluvia a Ventotene splende il sole, e l’isola sta accogliendo dissidenti e personalità internazionali da tutto il mondo per una tre giorni di incontri, formazione, cinema, arte e musica. L’idea è della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, ormai da qualche mese fuoriuscita dal Pd per fondare Spazio Pubblico e cercare assieme a Carlo Calenda e Luigi Marattin di rompere quel sentiero «bipopulista» sul quale l’Italia sembra ormai incamminarsi. La banda suona l’Inno di Mameli e l’Inno alla gioia.
«Come ha detto il presidente Mattarella il mondo ha bisogno dell’Europa per non soccombere ai regimi – dice Picierno – L’Ue è messa sotto pressione dalle autocrazie che minacciano i nostri confini ma anche dall’interno per il crescere di forze che mettono a rischio lo Stato di diritto e relativizzano le dittature: l’unica soluzione è un’Europa più forte, più solida e più coesa e la conferenza di Ventotene serve proprio a questo».
Presenti, tra gli altri, Yulia Navalnaya, moglie del dissidente russo Alexey Navalny ucciso in carcere dal regime di Putin, e Svetlana Thikanovskaya, leader in esilio dell’opposizione al regime bielorusso di Lukashenko. Ma anche il premio Sacharov Lorent Saleh, attivista venezuelano detenuto prima nel centro di tortura conosciuto come La Tumba e poi nel carcere di El Helicoide, e la premio Nobel per la pace Oleksandra Matviichuk, avvocata e presidente del Center for Civil Liberties di Kyiv.
Proprio Matviichuk è stata protagonista ieri del panel “Il tempo dell’Ucraina, il tempo dell’Europa” assieme al direttore editoriale de La Stampa Maurizio Molinari, nel pieno dei bombardamenti russi che continuano su Kyiv e Sumy e all’indomani dell’allarme sul drone che ha sfiorato l’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Moldavia.
La Conferenza si è aperta con l’inaugurazione della mostra “Il Manifesto di Ventotene e l’europeismo nella lotta di Liberazione”. Per la prima volta è esposta sull’isola la copia numero 15 del Manifesto di Ventotene, stampata clandestinamente nel 1944 e consegnata a Pietro Nenni da Eugenio Colorni. La mostra comprende anche un carteggio del 1943 tra Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, testimonianza di straordinario valore storico sulla formazione del progetto federalista europeo.
«Rossi, Spinelli e Colorni scrissero il Manifesto mentre il nazifascismo devastava l’Europa: Ventotene ci ricorda che servire le istituzioni e fare politica significa scegliere e non rinunciare alla voglia di costruire il futuro, anche quando sembra molto complicato – ha detto la vicepresidente del Parlamento Ue – La riunificazione dell’Ue è stata possibile solo grazie al fatto che donne e uomini hanno creduto in quell’idea e questo valeva ieri e vale ancora oggi: ogni generazione ha il dovere di scegliere tra la rassegnazione e l’impegno».
Si vede Ilaria Salis, che oggi sarà protagonista di un incontro sulla situazione delle carceri in Italia e in Europa e ci sono i ragazzi del Democracy Camp.
Dopo una lectio di Molinari su Yulia Navlanya dal titolo “Il coraggio della leadership” e il panel “Come indebolire le fondamenta di un regime autoritario” curato dalla Fondazione Anticorruzione Alexey Navalny si è passati al dialogo sul tema “L’alleanza tra cleptocrazie e mafie – strategie per difendere l’Italia e l’Europa” tra la stessa Picierno e Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare Antimafia.
«L’allarme che lancio da qui è che cleptocrazie e mafia utilizzano gli stessi strumenti, che però grazie al nostro lavoro stiamo neutralizzando», ha spiegato Colosimo.
Spazio poi a un panel sul contrasto alla disinformazione e alla manipolazione cognitiva in Europa con, tra gli altri, il senatore dem Filippo Sensi che mercoledì aveva partecipato in Senato assieme alla deputata dem Lia Quartapelle a un incontro con testimonianze di attivisti e non solo presenti negli ultimi mesi in Ucraina. Si parla poi di contrasto al “tecnosovranismo globale” , dell’eredità di Yitzhak Rabin e del futuro di Israele. Tra oggi e domani particolare attenzione sarà dedicata alla crisi democratica in Georgia e alla vicenda di Mzia Amaglobeli, giornalista georgiana, premio Sacharov, attualmente detenuta e prima donna prigioniera politica nel Paese dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. La sua voce sarà portata sull’isola assieme a quelle di Nona Mikhelidze, dell’Istituto Affari Internazionali, Vano Chkhikvadze, responsabile delle politiche europee dell’associazione pro-diritti Araminta, e Marika Mikiashvili, esponente del partito di opposizione Droa.
«Bisogna prendere consapevolezza di quel che sta accadendo e aprire una nuova fase di rafforzamento dell’Ue – aggiunge Picierno – Basta guardare a quel che accade in Germania: questo tempo così fragile necessita di soluzioni più articolate rispetto a quelle di sempre: ci siamo abituati a dare per scontate le nostre libertà e considerare la democrazia come una sorta di regalo e invece essa ha bisogno di istituzioni forti, cittadini consapevoli e una politica che scelga non cioè che è più comodo ma ciò che più giusto». A Ventotene anche la “Biennale del Dissenso”, con le opere degli artisti che negli scorsi mesi, a Venezia, si erano opposti alla riapertura del Padiglione della Federazione Russa: Angel Uliyanov, Boginya Von Art, Lev Nikitin, Yana Tarakanova e il collettivo Party of the Dead. Sull’isola arriverà domani anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Il futuro dell’Europa? Non sono nè ottimista nè pessimista, sono realista – ha concluso ieri Picierno – Bisogna avere consapevolezza che c’è tanto da lavorare e bisogna essere determinati a farlo: noi siamo al lavoro e le persone che sono in giro per l’isola e che stiamo ascoltando in questi giorni si intestano ogni giorno un pezzo di scomodità e sono pronte a continuare a lottare senza dare niente per scontato».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



