La stagione estiva 2026 è ormai alle battute finali, ma per il litorale di Terracina si apre già la partita della prossima estate. Il Comune ha infatti avviato una procedura ad evidenza pubblica per l’assegnazione di 74 concessioni demaniali marittime distribuite lungo la costa cittadina. Una gara destinata a ridisegnare, almeno in parte, il volto del litorale nei prossimi anni, tra stabilimenti balneari, attività sportive e ricreative, ristorazione e punti di ormeggio.
La procedura, predisposta dall’Unità di Progetto Patrimonio e Demanio Marittimo, recepisce gli indirizzi approvati dalla Giunta comunale con la deliberazione numero 45 del 30 marzo 2026. La gara sarà gestita interamente online attraverso la piattaforma certificata TuttoGare e l’aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Responsabile del procedimento è l’architetto Maria Palombi, mentre il dirigente dell’Unità di Progetto è il dottor Michele Orlando.
Il grosso dei lotti riguarda gli stabilimenti balneari: sono infatti 60 le concessioni destinate alla balneazione. Le strutture potranno prevedere, tra le altre cose, zone d’ombra, spogliatoi, cabine, servizi igienici, punti di ristoro e spazi destinati ad attività sportive e ricreative.
Accanto agli stabilimenti ci sono poi tre lotti destinati ad attività ricreative e sportive, riservati a enti sportivi ed enti del Terzo Settore. Sette sono invece i lotti destinati ai punti di ormeggio, costituiti da aree demaniali e specchi acquei destinati alla nautica da diporto, comprese le attività di alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni fino a 24 metri. Infine, quattro lotti saranno destinati ad attività di ristorazione e alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.
Nelle more dell’approvazione definitiva del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili, la durata delle concessioni sarà compresa tra un minimo di sette e un massimo di dieci anni, in linea con quanto previsto dalla normativa sulla concorrenza.
Anche i canoni annuali sono già indicati nel bando, seppure in via provvisoria per il 2026. Gli importi saranno infatti successivamente rideterminati sulla base delle caratteristiche dei progetti presentati e ai canoni dovrà essere aggiunta l’imposta regionale del 15%.
Per gli stabilimenti balneari si parte da circa 3.525 euro annui e si arriva a oltre 25.081 euro, mentre per i quattro lotti destinati alla ristorazione i canoni a base di gara oscillano tra circa 5.813 e 14.690 euro all’anno.
Il Comune ha previsto anche una serie di limitazioni per evitare concentrazioni e favorire la concorrenza. Ogni operatore potrà presentare un’offerta per una sola tipologia di concessione e per un unico lotto e, in ogni caso, ciascun concorrente potrà aggiudicarsi un solo bene.
Il vincolo non riguarda soltanto il singolo operatore, ma viene esteso anche alle imprese controllanti, controllate o collegate, alle associazioni e ai consorzi. La restrizione coinvolge inoltre i componenti dello stesso nucleo familiare, secondo quanto risulta dagli archivi anagrafici.
Nel bando è prevista anche una clausola sociale: il nuovo concessionario dovrà assumere l’impegno irrevocabile a riassumere con priorità, compatibilmente con la propria organizzazione, il personale già impiegato dal precedente gestore sullo specifico lotto.
Non sarà soltanto il rialzo sul canone a determinare l’esito della gara. La valutazione avverrà infatti sulla base di un punteggio massimo di 100 punti, dei quali 90 saranno assegnati all’offerta tecnica e soltanto 10 a quella economica.
La parte tecnica potrà ottenere fino a 55 punti per la qualità della proposta progettuale, considerando aspetti gestionali e architettonici, impatto ambientale, accessibilità e pulizia. Altri 26 punti saranno attribuiti in base all’esperienza specifica maturata nel settore, con premialità legate anche all’impiego di personale under 36. Gli ultimi 9 punti riguarderanno certificazioni ambientali e di qualità, tra cui la UNI ISO 13009, e il possesso della certificazione sulla parità di genere.
L’offerta economica, invece, dovrà indicare la percentuale di aumento proposta rispetto al canone posto a base d’asta e dovrà essere accompagnata dal Piano Economico-Finanziario, necessario a dimostrare la sostenibilità dell’investimento.
Tra gli aspetti più delicati della nuova procedura c’è quello relativo agli eventuali indennizzi spettanti ai concessionari uscenti per gli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati.
In attesa dei decreti ministeriali attuativi, il Comune ha avviato un’istruttoria estimativa affidata a professionisti individuati nell’ambito del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti. In via provvisoria è stato fissato un importo massimo cautelativo di 100mila euro per ciascun lotto.
L’eventuale indennizzo dovrà essere sostenuto dal nuovo concessionario prima della firma del contratto. A questo si aggiungono la garanzia definitiva, pari a due annualità del canone, e una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi con massimali che possono arrivare fino a tre milioni di euro.
C’è infine un elemento destinato a incidere sul futuro delle concessioni: il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili, attualmente in corso di approvazione.
Il bando prevede infatti una clausola di salvaguardia che obbliga i futuri concessionari ad adeguarsi alle disposizioni del nuovo PUA. Nel caso in cui il piano dovesse modificare in maniera sostanziale l’utilizzo del bene, il gestore potrà rinunciare alla concessione senza avanzare pretese risarcitorie.
La gara sarà interamente telematica. Gli operatori dovranno presentare la documentazione attraverso la piattaforma TuttoGare, utilizzando SPID o strumenti eIDAS, un domicilio digitale e una firma digitale valida. Ogni offerta dovrà inoltre essere accompagnata da una garanzia provvisoria, sotto forma di cauzione o fideiussione, pari ad almeno il doppio del canone annuo previsto per il lotto.
Il termine per la presentazione delle offerte è fissato alle 23.59 del centoventesimo giorno successivo all’ultima pubblicazione dell’avviso. Le candidature saranno suddivise in tre buste telematiche: documentazione amministrativa, offerta tecnica e offerta economica.
Sarà poi una commissione giudicatrice, nominata dopo la scadenza del bando, a valutare le proposte. Per il litorale di Terracina, dunque, la prossima estate potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase: 74 concessioni da assegnare e un nuovo assetto della costa destinato a prendere forma attraverso i progetti dei futuri concessionari.
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