Trasferire la propria residenza fiscale all’estero ed evitare la doppia imposizione sulla pensione è un diritto garantito dalle Convenzioni internazionali. Tuttavia, per chi pianifica questo importante passo di vita, il percorso per ottenere l’applicazione dei trattati internazionali e la defiscalizzazione della pensione può essere provante e labirintico.
Basandoci sul nostro storico ormai quasi decennale in merito alle pratiche di trasferimento di residenza fiscale, non è raro imbattersi in anomalie e inefficienze nei rapporti con i Comuni e l’INPS.
Riteniamo utile condividere alcuni consigli per difendere i propri diritti e fare in modo che essi vengano rispettati.
1. Solleciti formali tramite PEC
In caso di incongruenze nell’iscrizione all’A.I.R.E. (ndr, risultava l’iscrizione della moglie ma non del marito sebbene la procedura fosse stata avviata per entrambi contestualmente), consigliamo un intervento fermo e mirato tramite solleciti formali attraverso PEC prima al Comune e poi al Consolato competente in modo che quest’ultimo confermi al Comune la data esatta di trasmissione dei dati di entrambi i coniugi. Non basta la semplice effettuazione della domanda: è utile un monitoraggio costante e la capacità di far interloquire formalmente le istituzioni.
2. Conservare le prove relative alla spedizione e consegna dei documenti
Un’altra problematica può riguardare la gestione della documentazione cartacea inviata agli uffici territoriali.
Una situazione a cui prestare attenzione è la possibilità che un ufficio INPS sostenga di non aver mai ricevuto la documentazione cartacea relativa alle Convenzioni Internazionali. La presenza di codici di tracciamento e ricevute di consegna può provare l’avvenuta consegna in modo incontrovertibile.
3. Conoscere i propri diritti e doveri
Uno degli aspetti più complessi è la mancanza di un’applicazione omogenea delle direttive nazionali: per esempio diverse sedi INPS possono adottare prassi e interpretazioni differenti.
Possibili criticità:
- Canali di presentazione: mentre alcune sedi INPS richiedono la presentazione della domanda sia in formato cartaceo sia online, altre esigono la tripla modalità (cartaceo, PEC e portale online);
- Tempistiche di presentazione: esiste una certa difformità sull’interpretazione del periodo di residenza estera, alcune sedi infatti accettano la richiesta subito dopo l’iscrizione AIRE mentre altre rifiutano la domanda se presentata prima dello scorrere dei 6 mesi e un giorno (183 giorni) dall’iscrizione, imponendo di presentare da capo l’intera pratica dopo tale termine.
Il nostro consiglio è quello di conoscere pienamente i propri doveri ma anche i propri diritti relativi all’applicazione degli articoli della Convenzione tra gli Stati di interesse nonché la normativa interna riguardante la residenza fiscale e le corrette tempistiche a cui attenersi secondo la legge italiana.
4. Utilizzo degli sportelli INPS in caso di “rimbalzi” delle competenze
Tra le situazioni più frustranti, vi può essere il fenomeno del rimbalzo di competenze tra le varie sedi territoriali dell’INPS.
Per esempio una sede INPS può dichiarare di non essere competente e di aver trasferito il fascicolo a una seconda struttura. Quest’ultima a sua volta può inoltrare la pratica ad una terza sede territoriale. Purtroppo può accadere.
Extrema ratio: la soluzione per risolvere una complessità burocratica è recarsi fisicamente agli uffici territoriali.
In sintesi: rigore procedurale, tempestività e assistenza professionale
Affrontare la burocrazia e, in generale, la Pubblica Amministrazione prima, durante e dopo un trasferimento all’estero richiede sicuramente pazienza ma soprattutto rigore procedurale:
- Conservare ogni ricevuta: dalle conferme del portale Fast It alle ricevute di consegna delle raccomandate e delle PEC. Ogni passaggio deve essere documentabile;
- Monitorare l’iter senza dare nulla per scontato: un’assenza di risposta o un silenzio dell’Amministrazione non sempre significa: “tutto sta procedendo bene”;
- Affidatevi ad un’assistenza professionale: avere al vostro fianco una organizzazione strutturata con professionisti certificati e di grande esperienza che conoscono le prassi delle diverse sedi territoriali e sanno come interfacciarsi con Comuni, Consolati, INPS o altri Enti previdenziali, Agenzia delle Entrate e altro ancora, permette di prevenire gli errori e di intervenire tempestivamente di fronte ai blocchi burocratici.
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