È stato presentato oggi nella sala degli Stucchi del Comune di Vicenza il progetto “A casa più che posso”, promosso da Fondazione Gabaldo e sviluppato con il supporto organizzativo e gestionale della Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità della Vita (QuVi). L’obiettivo del progetto è quello di sostenere la permanenza a domicilio di anziani fragili e soli e di persone con demenza nel territorio vicentino. Il Comune di Vicenza e il Comune di Monticello Conte Otto partecipano alla sperimentazione con un ruolo di raccordo territoriale attraverso i propri Servizi Sociali e le attività di supporto previste dall’accordo sottoscritto.
Il progetto avrà uno sviluppo graduale e arriverà a regime al terzo anno. Il piano economico prevede 240 mila euro all’anno per tre anni, per un totale di 720 mila euro nel primo triennio. Tutte le spese saranno a carico di Fondazione Gabaldo attraverso un Fondo, che prende lo stesso nome del progetto, costituito presso la Fondazione Vicentina per la Qualità della Vita. L’obiettivo è di raggiungere ogni anno tra 350 e 450 anziani non autonomi e altrettante famiglie, attraverso oltre 5.500 ore di lavoro di professionisti e più di 5.700 accessi di volontari a domicilio, ciascuno della durata compresa tra una e tre ore. Una stessa persona o famiglia potrà accedere, in base alle necessità, a più servizi.
Contestualmente è stato condiviso anche il protocollo d’intesa tra i Comuni di Vicenza e di Monticello Conte Otto, Fondazione Gabaldo e QuVi, che disciplina per tre anni le modalità di collaborazione e di raccordo istituzionale tra le parti per l’attuazione coordinata delle azioni del progetto nei rispettivi territori.
«Questa iniziativa – ha detto il sindaco Giacomo Possamai – dimostra che lavorare su queste tematiche così urgenti e complesse si può. Nel ringraziare le fondazioni Gabaldo e QuVi per il fondamentale apporto, faccio un appello alla Regione del Veneto chiedendo che buone pratiche come queste diventino strutturali».
«Siamo convintamente favorevoli all’iniziativa – ha aggiunto Gilberta Pezzin, sindaca di Monticello Conte Otto – innanzi tutto perché siamo consapevoli che le famiglie che vivono il problema della non
autosufficienza sono davvero tante, anzi tantissime. In un Comune come Monticello Conte
Otto (poco più di 9.000 abitanti) sono centinaia le famiglie che vivono questa situazione e il numero dei grandi anziani aumenterà del 15-20 % nel prossimo
quinquennio. Questo progetto si inserisce in un percorso che il nostro Comune ha avviato con iniziative come un Centro Sollievo, un Caffè Alzheimer e uno sportello psicologico, cui contribuirà in maniera importante, con servizi innovativi e con una carica d’energia rinnovata e benvenuta».
«I due Comuni – ha precisato l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto – senza oneri finanziari a carico dei rispettivi bilanci, collaboreranno attraverso i Servizi Sociali all’individuazione delle situazioni di fragilità e alla valutazione dei casi complessi, oltre a garantire supporto logistico e a promuovere l’animazione territoriale. Le due Fondazioni cureranno invece l’organizzazione operativa degli interventi, il reclutamento, la formazione e il coordinamento dei volontari, le azioni rivolte a caregiver e assistenti familiari e il raccordo di professionisti e volontari con i Servizi Sociali territoriali. Per la città di Vicenza la sperimentazione partirà dalle famiglie residenti a San Pio X».
«Fondazione Gabaldo sostiene progetti che possano migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e creare legami più forti nella comunità. “A casa più che posso” rispecchia pienamente questi valori, perché affronta una fragilità che coinvolge non soltanto la persona anziana ma anche la famiglia che le è accanto – ha dichiarato Gea Gabaldo, presidente di Fondazione Gabaldo e membro del comitato fondatore del progetto intervenuta con il consigliere Gianluca Cosaro –. Con l’età, la solitudine può diventare più pesante e anche le famiglie possono sentirsi senza punti di riferimento: per questo sapere che intorno a una persona anziana può esserci una rete attenta, fatta di competenze ma anche di disponibilità umana, conta molto. Ringrazio chi ha costruito questo progetto e quanti, professionisti e volontari, contribuiranno a tradurlo in un aiuto concreto».
“A casa più che posso” integra interventi professionali a domicilio, volontariato e azioni di sostegno alle famiglie con il rafforzamento di servizi già presenti sul territorio e una sperimentazione di comunità. Tra le attività previste rientrano la valutazione e l’adattamento dell’abitazione e brevi cicli di terapia occupazionale a domicilio, la presenza di volontari formati per supervisione e compagnia e percorsi di sostegno, formazione e informazione per familiari, caregiver e assistenti familiari. Il progetto prevede inoltre il potenziamento del trasporto accompagnato, per facilitare l’accesso ai centri sollievo e agli altri servizi pubblici, la diffusione degli Alzheimer caffè (spazi di incontro informali e protetti per persone con demenza, familiari e caregiver) e il sostegno ai centri sollievo per la demenza già attivi.
«A casa più che posso nasce dalla vocazione più autentica di QuVi: mettere in rete le energie del territorio per rispondere ai bisogni reali delle persone – ha detto Sante Bressan, presidente della Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità della Vita (QuVi) –. Occuparci della fragilità degli anziani soli e delle famiglie che li accompagnano significa investire sulla coesione della nostra comunità, oggi e per gli anni a venire. Il protocollo firmato con i Comuni di Vicenza e Monticello Conte Otto e con Fondazione Gabaldo dimostra come, unendo competenze diverse, si possa costruire una risposta strutturata e duratura. Ringraziamo Fondazione Gabaldo e l’equipe del progetto per la fiducia accordata a QuVi nella gestione di un progetto così importante, e ci impegniamo a garantire che ogni euro investito si traduca in un aiuto concreto per chi ne ha bisogno».
In allegato, la presentazione del progetto.
Per informazioni
+39 345 2543184
acasa@fondazionegabaldo.it
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