Il Parlamento europeo ha accolto la proposta della Commissione ambiente dell’Ue: tra sette anni entrerà in vigore il divieto di usare il piombo nelle munizioni spezzate, cioè le cartucce caricate a pallini o pallettoni. Il provvedimento sta per diventare esecutivo; si attende a breve la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Da quel momento le aziende dovranno cominciare a studiare nuovi materiali e nuovi processi produttivi per realizzare munizioni atossiche. Dopo le modifiche al testo originario della normativa (più che raddoppiata la durata della transizione, all’inizio fissata in tre anni; escluse dal divieto le munizioni metalliche e cartucce a palla singola, usate per lo più per la caccia al cinghiale), la Federazione internazionale (Face), che riunisce le principali associazioni venatorie nazionali, non si è opposta alla formulazione definitiva del testo. Rimandare il dossier alla Commissione avrebbe creato una notevole incertezza e dunque “il rischio significativo di una nuova proposta dalla portata più ampia con condizioni meno favorevoli per i cacciatori”.
Il divieto totale di utilizzo di questo tipo di munizionamento si aggiunge a quello identico già in vigore dal 2023 nelle zone umide, per il quale l’Italia è già sotto procedura di infrazione europea non avendolo applicato correttamente. È stato proprio l’allungamento del periodi di transizione da 3 a 7 anni ad agevolare il via libera della Face, il cui presidente, il veterinario olandese Laurens Hoedemaker, ha pragmaticamente dichiarato: “Dobbiamo garantire ai cacciatori munizioni di buona qualità senza piombo, informazioni chiare e supporto pratico a tutte le associazioni venatorie nazionali, condividere le migliori pratiche e aiutare i cacciatori a prepararsi alla transizione”.
La reazione degli animalisti e l’inquinamento ambientale
Il voto dell’Europarlamento è stato accolto con favore dal mondo animalista e ambientalista. La Lipu Birdlife ha parlato di “decisione fondamentale per la tutela di 135 milioni di uccelli a rischio di avvelenamento”. Le munizioni al piombo sono infatti particolarmente tossiche e sono molti gli animali selvatici, l’avifauna in particolare, che finiscono per assimilare questa tossicità direttamente, per ferimento o per ingestione di pallini dispersi, o per essersi cibati di resti di animali che a loro volta erano stati colpiti e intossicati. Una forma di inquinamento intollerabile e anacronistica che mette a rischio decine di specie di uccelli e ne uccide circa un milione. Sono 44mila le tonnellate di piombo rilasciate in ambiente ogni anno tramite le attività di caccia e pesca, secondo i dati diffusi dalla Lipu. Grazie a questa restrizione, nell’Ue saranno tutelati 135 milioni di uccelli. Soddisfazione per il divieto è stata espressa anche dal Club alpino italiano che ha però evidenziato come i tempi di transizione concessi risultino troppo lunghi.
Ad essere ancora più “amareggiato” per la decisione dell’Ue è Pietro Fiocchi, un altro deputato di FdI. E per più motivi. Fiocchi, appassionato di caccia e tiro a segno, è uno dei maggiori produttori di munizioni con stabilimenti oltre che in Italia, dal 1998 anche in Usa (con vendite pari a 90 milioni di dollari), dal 2007 nel Regno Unito ed è nel cda di una azienda neozelandese. Insomma è a capo di un impero mondiale che adesso dovrà sottostare alle nuove regole riconvertendo parte della produzione. Punta il dito sulla Face. “Siamo stati traditi dal fuoco amico! E siamo stati traditi proprio dai cacciatori”, ha commentato a caldo la decisione dell’Ue che ha votato contro la sua obiezione al divieto assoluto di utilizzo delle munizioni al piombo.
Un tutorial su come per eviscerare un capriolo
Intanto gira sul web, in un sito dedicato alla caccia, un video-tutorial di sette minuti su come eviscerare sul campo un capriolo colpito a morte. Il cacciatore esordisce affermando di avere appena “prelevato una bella femmina di capriolo” e prosegue sottolineando che “il colpo è stato piazzato correttamente nella spalla senza intaccare lo stomaco o l’intestino dell’animale che è caduto sul posto, quindi non ha sofferto”. Le immagini scorrono: il capriolo è in piedi, immobile, guarda dritto il suo carnefice. Si sente il botto dello sparo. L’animale si accascia. Quindi lo sventramento. Durante le operazioni di asportazione degli organi interni il cacciatore mette da parte il cuore “che poi verrà cucinato”, dice. Non altrettanto si potrà fare con il fegato perché compromesso nella sua integrità da una scheggia del proiettile. Difficile pensare che l’animale non abbia sofferto. E parlando del capriolo appena ucciso, il cacciatore non dice neppure “abbattuto”, ma “prelevato”, termine che con grande ipocrisia nasconde il significato di morte.
Torna in Commissione agricoltura della Camera l’esame
degli emendanti sulla revisione della legge 157/1992
Riprenderà martedì 13 in Commissione agricoltura della Camera, dopo la mancata discussione la settimana scorsa (i componenti erano stati trattenuti dai lavori dell’Aula), l’esame del progetto di revisione della legge quadro 157 del 1992 su caccia e ambiente proposto dal centrodestra. Una dozzina gli emendamenti, che saranno presentati da M5S, AVS, Noi Moderati e Futuro Nazionale. È previsto il voto.
Domenico Diaco
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