#Finsubito news dalla rete – Modica, Comune con 117 milioni di debiti: la vicenda a Roma diventa emblematica a livello nazionale


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La Corte dei conti porta Modica al Parlamento come esempio di tutto ciò che, nel risanamento dei Comuni, non funziona. Nella relazione 2025 sui Comuni in crisi finanziaria, approvata dalla Sezione delle autonomie il 24 settembre scorso, la Città della Contea ha una scheda tutta sua. Il giudizio è netto: Modica è «un caso emblematico».

Sette versioni del piano di riequilibrio, sei rimodulazioni, una procedura durata oltre dodici anni e un disavanzo arrivato a 117,6 milioni di euro. Adesso c’è un documento ufficiale che ricostruisce le vicende contabili dell’ente e dedica particolare attenzione a quanto accaduto tra il 2013 e il 2022, gli anni in cui alla guida dell’amministrazione comunale c’era Ignazio Abbate, oggi deputato regionale. La Corte definisce Modica un caso emblematico delle difficoltà del sistema di risanamento degli enti locali. Il Comune ha adottato sette versioni del piano: quella originaria del 2012, una rimodulazione nel 2013, due nel 2014 e ulteriori interventi nel 2016, 2017 e 2018. L’ultima versione è stata definitivamente approvata soltanto nel 2022, dopo un’istruttoria ministeriale durata 1.155 giorni. Nel frattempo, secondo la Corte, il piano era diventato “strutturalmente inadeguato” a fronteggiare un disavanzo di 117.621.832 euro.

Le contestazioni durante la sindacatura Abbate

La parte più significativa della relazione riguarda le criticità rilevate dalla magistratura contabile proprio durante gli anni dell’amministrazione Abbate. Nel 2015 la Corte segnalava gravi irregolarità contabili, difficoltà nella riscossione delle entrate, debiti fuori bilancio in aumento e anomalie nella gestione del personale. Tra queste, l’incremento dell’orario contrattuale di 117 dipendenti, con conseguente aggravio per il bilancio. Su tale vicenda il Ministero dell’Interno dispose la trasmissione degli atti alla Procura contabile per verificare l’eventuale sussistenza di danno erariale. Nel 2017 arrivò uno dei passaggi più pesanti. La Sezione regionale rilevò che il piano di riequilibrio non era più adeguato alla reale situazione finanziaria. I residui attivi avevano raggiunto 107,6 milioni di euro, la riscossione delle somme pregresse registrava percentuali anche del 15% e il recupero dell’evasione produceva risultati inferiori al 4%. Il Comune accumulava inoltre ritardi medi nei pagamenti superiori a 211 giorni e presentava anticipazioni di tesoreria non restituite per oltre 20 milioni di euro. Particolarmente severo il giudizio sull’utilizzo delle anticipazioni di liquidità. La Corte censurò il loro impiego per finanziare spese correnti anziché estinguere debiti pregressi e qualificò alcune operazioni contabili come un’applicazione “formalistica e acritica” della normativa, finalizzata a rinviare il dissesto. La Sezione regionale intimò quindi all’ente di dichiarare il dissesto. Il Comune presentò ricorso e nel 2018 le Sezioni riunite lo accolsero parzialmente, riconoscendo che nel periodo 2013-2015 alcuni obiettivi erano stati sostanzialmente rispettati. Questo consentì di proseguire il percorso di riequilibrio.

Nel 2020 pagamenti con 570 giorni di ritardo

La relazione ricostruisce anche quanto accaduto negli ultimi anni della sindacatura Abbate. Nel 2020 l’indice di tempestività dei pagamenti raggiunse 570,73 giorni, mentre la capacità di riscossione dei residui scese al 5,71%. La Corte evidenzia inoltre accantonamenti ritenuti insufficienti, criticità nella gestione delle società partecipate e debiti e crediti non riconciliati. Il disavanzo passò da 17,8 milioni nel 2018 a 76,9 milioni nel 2019, soprattutto per effetto dei nuovi obblighi di accantonamento derivanti dalle regole contabili e dalla giurisprudenza costituzionale. Il rendiconto 2022, approvato nel 2024, avrebbe successivamente fatto emergere un disavanzo di 117,6 milioni di euro.

Il dissesto nel 2025

Il dissesto è stato dichiarato il 30 gennaio 2025, durante la successiva amministrazione comunale. La relazione, tuttavia, documenta che le difficoltà finanziarie erano precedenti e che numerose criticità si erano manifestate durante i nove anni di governo cittadino di Ignazio Abbate. Un elemento significativo riguarda infine l’Organismo straordinario di liquidazione, insediatosi nel giugno 2025, la cui competenza comprende i fatti e gli atti di gestione antecedenti al 31 dicembre 2022.

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