Soluzioni di intelligenza artificiale in affitto per le pmi e gli studi professionali. Nei primi 8 mesi dell’anno il mercato cresce del + 0,6% a quota 960 milioni. La leader di mercato Grenke è cresciuta del 17%
L’intelligenza artificiale si compra o si affitta? Un tempo le imprese acquistavano direttamente beni e attrezzature necessari alla propria attività. Oggi, invece, sempre più aziende scelgono di utilizzarli attraverso formule di noleggio operativo, evitando l’investimento iniziale e preservando la liquidità. Una tendenza che interessa un numero crescente di settori e che oggi comprende anche software, piattaforme digitali e applicazioni di intelligenza artificiale.
Dal computer all’intelligenza artificiale: cosa si può noleggiare
Il noleggio operativo consente a imprese, professionisti e artigiani di utilizzare beni e servizi strumentali attraverso il pagamento di un canone periodico, senza doverli acquistare direttamente. Il contratto può includere servizi aggiuntivi come assistenza, manutenzione e assicurazione.
Tra i principali vantaggi figurano la possibilità di evitare esborsi iniziali elevati, preservare la liquidità aziendale, pianificare i costi e rinnovare più facilmente le dotazioni tecnologiche, riducendo il rischio di obsolescenza. I canoni, inoltre, possono essere deducibili fiscalmente nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa vigente.
Dai computer alle soluzioni di AI
I beni più richiesti restano computer, server, stampanti e altre apparecchiature informatiche, insieme a macchinari industriali, arredi e attrezzature per uffici, dispositivi di sicurezza e apparecchiature medicali. La formula si sta diffondendo anche nel turismo, nella ristorazione, nel commercio e nel settore del benessere.
La gamma delle soluzioni disponibili si sta tuttavia ampliando. Accanto alle attrezzature tradizionali trovano spazio software, licenze e piattaforme gestionali, strumenti di cybersecurity e applicazioni di intelligenza artificiale. Tra le nuove opportunità figurano anche colonnine di ricarica, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo energetico, robot industriali, ledwall e tecnologie per eventi e videoconferenze.
Un’evoluzione che amplia il ruolo del noleggio operativo: da strumento per finanziare l’utilizzo di attrezzature a leva per accompagnare la trasformazione digitale ed energetica delle imprese.
La leadership di Grenke
Nei primi 9 mesi dell’anno il mercato cresce dell’1,6% a quota 1 miliardo e 77 milioni. La società leader di mercato Grenke è cresciuta del 17,8%.
Un volta le aziende compravano tutto, adesso per tanti versi è più comodo affittare. Oggi si può prendere in affitto anche l’Intelligenza Artificiale. Il mercato italiano del noleggio operativo di beni e servizi strumentali, secondo i dati Assilea, lo scorso anno ha toccato quota 1,464 miliardi di euro. Nei primi nove mesi di quest’anno la crescita, rispetto allo stesso periodo del 2025, si attesta all’1,6% superando il miliardo di euro (1,077 miliardi). I contratti stipulati fino a fine settembre sono stati 82.400, in crescita del 6,6%.
Senza Grenke Italia, leader di mercato da anni, che ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un +17,8% a valore, il mercato arretrerebbe del 4,9%. Grenke detiene una quota del 33,5% a valore e del 50% per numero di contratti ed è ancora più forte nel segmento “small ticket” i contratti fino a 25 mila euro.
Il focus sulle piccole e medie imprese
Un passaggio importante per lo sviluppo di Grenke Italia è arrivato nel 2025, con l’operazione tra Grenke e Intesa Sanpaolo che ha portato al conferimento di RentForYou, società della banca specializzata nel noleggio operativo strumentale, in Grenke Italia. In cambio, Intesa Sanpaolo ha acquisito una partecipazione del 17% nella società risultante dall’integrazione.
L’operazione ha unito le competenze e la leadership di Grenke alla rete commerciale del principale gruppo bancario italiano, che può contare su oltre un milione di imprese clienti. L’obiettivo è accelerare la diffusione del noleggio operativo tra piccole e medie imprese, professionisti e artigiani, mettendo a disposizione circa 2 miliardi di euro nell’arco di tre anni per sostenere investimenti, innovazione e crescita.
Il potenziale di sviluppo è legato anche alle difficoltà che molte PMI incontrano nell’accesso al credito bancario e alla necessità di affrontare investimenti tecnologici senza compromettere gli equilibri finanziari.
«Le piccole e medie imprese italiane chiedono soprattutto soluzioni flessibili che consentano di investire in tecnologie, beni e attrezzature, favorendo il rinnovo e superando l’obsolescenza, e preservando al tempo stesso la loro capacità finanziaria», spiega Aurelio Agnusdei, country manager di Grenke Italia. «I risultati dei primi otto mesi dell’anno confermano la solidità del nostro modello e la capacità di accompagnare concretamente gli investimenti delle imprese italiane», aggiunge Agnusdei.
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