Un appartamento di 80 metri quadrati a Rivarolo Canavese costa oggi, sulla base dei prezzi medi richiesti negli annunci immobiliari, oltre 111mila euro. A Ivrea ne servono quasi 93mila, mentre a Castellamonte la stessa superficie si ferma intorno ai 64mila euro. Sono valori indicativi, che non considerano lo stato dell’immobile e le spese accessorie, ma mostrano quanto possa cambiare il costo di una casa spostandosi di pochi chilometri. E soprattutto quanto il mercato immobiliare del Canavese stia diventando difficile da interpretare per chi cerca un’abitazione.
Il dato più sorprendente riguarda Rivarolo, dove nell’arco di dodici mesi i prezzi richiesti per gli immobili in vendita sono cresciuti del 18,38%. Un aumento decisamente superiore alla media piemontese, che conferma come il rincaro delle abitazioni non sia un fenomeno limitato alle grandi città. A fotografare la situazione sono le rilevazioni dell’Osservatorio di Immobiliare.it, aggiornate a settembre 2026, dalle quali emerge un mercato in crescita ma caratterizzato da forti differenze tra territori.
In Piemonte il prezzo medio richiesto per acquistare un’abitazione è arrivato a 1.467 euro al metro quadrato, con un incremento annuo del 5,31%. Anche gli affitti seguono una traiettoria simile: il canone medio regionale ha raggiunto 10,59 euro mensili al metro quadrato, il 5,16% in più rispetto a settembre 2025. Due aumenti che incidono in modo diverso sulle famiglie: chi vuole comprare deve confrontarsi con prezzi più elevati e spesso con la necessità di accendere un mutuo; chi cerca una sistemazione in affitto deve invece sostenere una spesa ricorrente che può assorbire una parte significativa dello stipendio.
A Ivrea, il mercato appare meno aggressivo rispetto a quello di Rivarolo, ma la tendenza rimane evidente. Il prezzo medio delle abitazioni in vendita è salito a 1.158 euro al metro quadrato, registrando un aumento del 5,37% in un anno. Per gli affitti si arriva invece a 7,53 euro mensili al metro quadrato, con una crescita del 5,17%. Tradotto in termini concreti, un alloggio di 70 metri quadrati comporterebbe un canone indicativo di circa 527 euro al mese, senza considerare spese condominiali, utenze ed eventuali altri costi.
È però a Rivarolo Canavese che si registra una delle variazioni più consistenti. Qui le richieste per le compravendite hanno raggiunto 1.391 euro al metro quadrato. L’incremento del 18,38% rispetto al settembre precedente significa che, a parità di superficie, oggi vengono richieste cifre sensibilmente maggiori. Anche il mercato delle locazioni si muove al rialzo, sebbene con un’intensità inferiore: 7,13 euro al metro quadrato al mese, pari a un aumento del 4,55%.
La situazione cambia ancora a Castellamonte. Il prezzo medio degli immobili resta più contenuto, 797 euro al metro quadrato, ma l’aumento annuale raggiunge comunque il 15,34%. In altre parole, anche un comune dove acquistare casa costa ancora meno rispetto ad altri centri della zona sta vivendo un’accelerazione delle richieste economiche. Diverso l’andamento degli affitti, sostanzialmente stabili a 7,38 euro al metro quadrato mensili, con una lievissima flessione dello 0,14%.
Il vero paradosso emerge però osservando alcuni centri più piccoli. A Borgofranco d’Ivrea, per esempio, i prezzi delle abitazioni in vendita sono diminuiti del 10,94%, attestandosi mediamente a 594 euro al metro quadrato. Nello stesso periodo, gli affitti sono aumentati del 14,14%, arrivando a 5,49 euro mensili al metro quadrato. Significa che il valore richiesto per acquistare un immobile può scendere mentre il costo per abitarci in locazione continua a crescere.
Un andamento simile si registra a Bollengo, dove i prezzi delle case in vendita sono calati dell’8,17%, con una media di 663 euro al metro quadrato, ma gli affitti sono saliti del 14,21%, raggiungendo i 6,59 euro mensili. Anche a Pavone Canavese, secondo il quadro territoriale emerge una divergenza tra compravendite in diminuzione e locazioni in aumento.
Queste oscillazioni mostrano perché sia difficile parlare di un unico mercato immobiliare canavesano. Le condizioni cambiano da comune a comune e persino tra immobili dello stesso territorio. Inoltre, i valori elaborati dai portali immobiliari rappresentano i prezzi richiesti negli annunci, non necessariamente le cifre alle quali vengono poi concluse le compravendite o firmati i contratti di locazione. Nei mercati più piccoli, dove l’offerta può essere limitata, anche le caratteristiche delle abitazioni proposte possono incidere sensibilmente sulle medie.
A fare da termine di paragone rimane Torino, dove il prezzo medio delle abitazioni è salito a 2.292 euro al metro quadrato, l’8,73% in più rispetto a settembre 2025. Gli affitti hanno raggiunto 12,99 euro mensili al metro quadrato. Per un appartamento di 70 metri quadrati il canone teorico sfiora quindi 910 euro al mese. Una differenza considerevole rispetto a Ivrea o Rivarolo, che non rende però automaticamente accessibili le abitazioni del Canavese: per stabilirlo occorre confrontare le richieste economiche con i redditi effettivamente disponibili sul territorio.
Il costo della casa, infatti, non si esaurisce nel prezzo indicato da un’agenzia immobiliare. Chi acquista deve valutare l’anticipo necessario, le imposte, le spese notarili e l’eventuale mutuo. Chi affitta può dover sostenere cauzione, mensilità anticipate e altri oneri iniziali. Per un giovane lavoratore con un contratto precario, oppure per una famiglia che dispone di un solo reddito, la difficoltà può essere rappresentata non soltanto dalla cifra mensile, ma anche dalle garanzie richieste per ottenere un’abitazione.
Il Rapporto immobiliare residenziale 2026, realizzato dall’Agenzia delle Entrate insieme all’Associazione Bancaria Italiana, aiuta a comprendere questa contraddizione. Nel 2025 in Italia sono state compravendute quasi 767mila abitazioni, il 6,4% in più rispetto all’anno precedente. La riduzione dei tassi di interesse sui mutui ha contribuito a compensare parte dell’effetto negativo prodotto dall’aumento dei prezzi. L’indicatore nazionale di accessibilità all’acquisto è rimasto positivo, ma si tratta di una valutazione costruita sulla famiglia media: non significa che tutti i nuclei abbiano la stessa capacità di ottenere un finanziamento.
Per chi cerca casa in affitto il problema assume caratteristiche differenti. Disporre di un reddito sufficiente per pagare il canone non garantisce necessariamente la possibilità di firmare un contratto. Un proprietario può richiedere garanzie aggiuntive, mentre lavoratori con occupazioni discontinue, giovani alla prima esperienza professionale e famiglie in difficoltà possono incontrare ostacoli anche quando sarebbero in grado di sostenere la spesa mensile.
A Ivrea il tema dell’accesso alla casa è già entrato nell’agenda delle politiche sociali. Attraverso il progetto Living Better, promosso con il coinvolgimento del Consorzio In.Re.Te e di altri soggetti del territorio, sono stati avviati interventi per favorire l’incontro tra proprietari e persone che cercano una sistemazione stabile. Tra questi figura la sezione canavesana della cooperativa La Tenda, impegnata nel recupero e nella gestione di abitazioni da destinare a persone e famiglie a canoni calmierati.
Un ulteriore strumento è il fondo Habita.garantito, pensato per agevolare l’immissione sul mercato degli affitti di immobili altrimenti non utilizzati, riducendo alcune delle preoccupazioni dei proprietari. Accanto a queste iniziative si colloca RESTO, progetto rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, che punta a favorire percorsi di autonomia abitativa attraverso soluzioni condivise e locazioni più accessibili. La sua partenza operativa è indicata per l’inizio di novembre.
A Torino, invece, il Comune sostiene da tempo i contratti a canone concordato attraverso l’agenzia sociale LoCARe, che mette in relazione proprietari e aspiranti inquilini, prevedendo contributi economici, incentivi e forme di garanzia in presenza dei requisiti richiesti. Sono strumenti diversi, accomunati dal tentativo di intervenire su una difficoltà che il normale andamento delle compravendite non riesce a risolvere da solo.
Il mercato piemontese presenta infine divari territoriali molto marcati. La provincia del Verbano-Cusio-Ossola registra i valori medi più elevati per l’acquisto, con 2.109 euro al metro quadrato, mentre Biella si ferma a 633 euro. La provincia di Torino raggiunge i 1.746 euro, Novara i 1.492 e Cuneo i 1.287. Sotto la soglia dei mille euro rimangono Alessandria, Asti e Vercelli. La stessa regione comprende quindi mercati con prezzi profondamente differenti, ai quali non corrispondono necessariamente condizioni di accessibilità altrettanto diverse.
Per il Canavese, i dati del 2026 mettono in evidenza soprattutto una trasformazione: l’abitazione resta meno costosa rispetto al capoluogo piemontese, ma le richieste economiche stanno aumentando rapidamente in alcuni dei suoi centri più importanti. A Rivarolo il rincaro delle vendite supera il 18%, a Castellamonte il 15%, mentre a Borgofranco e Bollengo la discesa dei prezzi d’acquisto convive con affitti decisamente più elevati rispetto a un anno fa.
La questione, per chi cerca un tetto, è dunque più complessa del semplice aumento dei prezzi. Una casa può essere relativamente economica da acquistare e allo stesso tempo difficile da affittare. Può esserci un appartamento disponibile senza che chi ne ha bisogno riesca ad accedervi. Ed è proprio su questa distanza tra il mercato immobiliare e le possibilità economiche delle persone che si misurerà l’efficacia delle politiche abitative dei prossimi anni.
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