(Teleborsa) – Il settore dei pagamenti aziendali e commerciali sta vivendo una trasformazione radicale: il pagamento sta cessando di essere una funzione distinta e separata per diventare una componente integrata e quasi “invisibile” all’interno dei sistemi operativi e dei software gestionali, così come di dispositivi wearable e dei cellulari, e con carte di pagamento sempre più personalizzate. Questi temi sono stati al centro del convegno “Payments in Motion 2026”, organizzato da Visa, in cui è emerso come il panorama dei pagamenti B2B, il valore potenziale delle piccole e medie imprese e l’affermazione degli Embedded Payments stiano ridefinendo le dinamiche di mercato tra banche, fintech e piattaforme digitali.
I pagamenti B2B stanno quindi convergendo verso un modello unico in cui la gestione finanziaria è nativa nel flusso di lavoro, come ha spiegato Eva Ruiz, Head of Visa Commercial Solutions Southern Europe: “Stiamo assistendo a una trasformazione nei pagamenti B2B che sta convergendo verso un unico modello: i pagamenti stanno diventando parte integrante del sistema operativo aziendale, piuttosto che una funzione separata. Molte PMI utilizzano il proprio fornitore di software aziendale come fornitore di servizi di pagamento, aspettandosi che i propri partner software si integrino con questi ultimi. Contabilità, fatturazione, gestione delle spese, credito, cambi valuta: tutto avviene sempre più all’interno dello stesso ecosistema.”
Altra grande direttrice dell’innovazione è rappresentata dall’intelligenza artificiale agentica, che promette di automatizzare l’intero ciclo operativo della spesa aziendale, come spiega Ruiz: “Non si tratta più solo di integrare i pagamenti in un processo, ma di automatizzare il processo stesso. Entro il 2028, circa 15 mila miliardi di dollari di spese B2B potrebbero scorrere attraverso interazioni gestite da agenti di IA (fonte: digitalcommerce360.com), coprendo qualsiasi attività, dall’onboarding alla fatturazione, fino al procurement e al finanziamento. Quindi, per gli operatori tradizionali, la questione non è semplicemente quale tecnologia adottare. La vera domanda è: dove si sta spostando il valore e come rimanere vicini al cliente?.”
Un elemento centrale di questa evoluzione riguarda la valorizzazione del segmento delle piccole e medie imprese attraverso il cosiddetto “SMB Multiplier“, dove le PMI non vanno considerate come semplici clienti privati con volumi maggiori, bensì come realtà con esigenze finanziarie articolate, come ha spiegato Eva Ruiz: “Il punto di partenza è un cambio di prospettiva: una piccola impresa non è semplicemente un cliente privato leggermente più grande, ma è un cliente con esigenze finanziarie molto più complesse. In Italia ci sono circa 3,7 milioni di PMI (fonte: report commissione europea), che collettivamente rappresentano 2,72 mila miliardi di dollari di spesa, ma il dato più significativo è un altro: in media, un cliente PMI genera il doppio dei ricavi lordi rispetto a un cliente privato.”
Questo potenziale non può però essere intercettato offrendo un singolo prodotto, e le imprese cercano soluzioni per il cash-flow, il capitale circolante e la gestione dei fornitori; non a caso, il 62% dei titolari d’azienda utilizza banche diverse per le proprie esigenze personali e aziendali, e questi clienti generano il 31% in più di valore complessivo, confermando come il mercato sia di fatto ancora aperto. In quest’ottica, la carta non è il punto d’arrivo ma la porta d’ingresso per soddisfare i bisogni successivi, come ha affermato Eva Ruiz: “Il vero moltiplicatore deriva dal soddisfare l’esigenza successiva dell’azienda, che si tratti dell’accesso al credito o della semplificazione di un processo.”
Parallelamente, il concetto di pagamento sta cambiando natura grazie alla diffusione degli Embedded Payments, come ha spiegato Luca Moroni, Visa Commercial Solutions Lead: “Gli Embedded Payments non sono semplicemente una nuova modalità di checkout, ma rappresentano una nuova architettura del valore. Oggi possiamo pagare mentre prenotiamo un servizio, utilizziamo una piattaforma, gestiamo una nota spese o approviamo una fattura all’interno di un software gestionale. Il pagamento non interrompe più il processo, ma diventa una sua componente nativa.” Il pagamento “tradizionale”, in passato in un certo senso di fatto separato dall’esperienza d’acquisto, sta quindi progressivamente scomparendo, per integrarsi nelle piattaforme operative. I dati confermano che il mercato dell’Embedded Finance in Europa potrebbe raggiungere i 180 miliardi di euro entro il 2028, con il 43% delle PMI che ha già adottato almeno un servizio finanziario embedded.
L’integrazione nativa nei software redistribuisce ruoli e responsabilità tra gli attori del mercato, senza che questo comporti necessariamente la scomparsa delle banche. Le piattaforme diventano quindi punti di distribuzione, le fintech accelerano l’innovazione ed i network garantiscono l’interoperabilità, come continua Moroni: “Questo non significa necessariamente che le piattaforme sostituiranno le banche. Significa che i ruoli stanno cambiando. Le piattaforme diventano nuovi punti di distribuzione dei servizi finanziari; le fintech accelerano innovazione e time-to-market; le banche possono entrare nei processi quotidiani dei clienti, anziché aspettarli esclusivamente all’interno dei propri canali; tutto questo mentre i network collegano e rendono interoperabili ecosistemi differenti. La vera competizione, quindi, non sarà tra banca e piattaforma prese singolarmente. Sarà tra ecosistemi, e vincerà chi saprà combinare meglio distribuzione, tecnologia, fiducia, dati e capacità di pagamento. Il pagamento diventerà invisibile, ma il valore non scomparirà. Si sposterà verso chi saprà essere presente nel momento esatto in cui nasce il bisogno.”
Questa trasformazione sta trovando riscontro concreto anche nel mercato italiano, dove l’integrazione tra servizi finanziari e operativi si sta consolidando in progetti specifici. Conclude infatti Moroni: “Anche in Italia questa trasformazione sta iniziando a diventare molto concreta. Stiamo vedendo sempre più spesso il pagamento integrarsi direttamente nei servizi, nelle piattaforme e nei processi che aziende e consumatori utilizzano ogni giorno. Ci sono già alcuni esempi interessanti che mostrano molto bene questa dinamica, uno di questi è Buffetti Finance, l’istituto di pagamento del Gruppo Buffetti, nato con l’obiettivo di integrare servizi finanziari e di pagamento all’interno dell’ecosistema software utilizzato da professionisti e PMI, che inizierà a breve la distribuzione delle carte di debito Visa Business.”
(Foto: Un frame del video di introduzione all’incontro)
(Teleborsa) 16-10-2026 12:45
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