#Finsubito news dalla rete – Azioni Eni tra trimestrale e dividendo: cosa aspettarsi? Le previsioni


Conti trimestrali di Eni sotto ai riflettori (www.risparmioggi.it)


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Giovedì 22 ottobre sarà una giornata campale per gli azionisti Eni. Come previsto dal calendario degli eventi societari, il Consiglio di Amministrazione del Cane a Sei Zampe esaminerà i conti del terzo trimestre 2026 e delibererà sulla seconda tranche del dividendo relativo all’esercizio 2026, con pagamento previsto a novembre. Fin qui tutto come negli anni passati. La vera novità che potrebbe far schizzare il potenziale hype dell’evento è la presenza sul tavolo del CdA anche del dossier riguardate il dividendo straordinario. La possibile distribuzione di una cedola extra, legata all’evoluzione dello scenario di raffinazione del petrolio, è in assoluto la questione più attesa del “blocco” anche perchè il meccanismo di calcolo di questa eventuale remunerazione suppletiva esula dalla procedura classica. n

Trimestrale e decisioni sul dividendo Eni, ordinario e straordinario, saranno poi comunicati al mercato il successivo venerdì 23 ottobre, prima dell’apertura di Piazza Affari (e quindi è lecito attendersi una reazione delle azioni Eni fin dal primo istante di seduta).

Il titolo del Cane a Sei Zampe arriverà all’appuntamento con una performance a dir poco forte. Mentre è in corso la redazione dell’articolo le azioni Eni guadagnano l’1% a 26,22 euro, portando il rialzo dell’ultimo mese all’11% e quello da inizio 2026 al 60%! Numeri da record che si spiegano solo alla luce della crisi geopolitica mondiale che è in atto da mesi.

Trimestrale Eni: le previsioni sui conti del terzo trimestre 2026

Punti di riferimento per le previsioni sulla trimestrale Eni sono le stime degli analisti pubblicate sul sito ufficiale del Cane a Sei Zampe. Per il periodo luglio-settembre il consensus vede un utile operativo adjusted proforma di 5,69 miliardi di euro e un netto adjusted è atteso a 2,48 miliardi. Il lusso di cassa operativo prima delle variazioni del capitale circolante dovrebbe raggiungere 4,3 miliardi di euro.

Sono numeri che delineano un trimestre consistente, ma la verifica decisiva sarà il confronto con le attese. I risultati effettivi dovranno essere valutati anche alla luce della composizione dei profitti e della capacità del gruppo di trasformare la redditività operativa in liquidità.

Scontata la performance robusta, sarà importante soprattutto capire quanto abbiano contribuito le attività di esplorazione e produzione, insieme al contributo delle altre divisioni. Le stime indicano infatti che il comparto E&P dovrebbe rappresentare la componente più rilevante dell’utile operativo atteso.

Parametro della trimestrale Eni su cui porre l’attenzione non può che essere la produzione di idrocarburi. Le previsioni la collocano a 1,81 milioni di barili equivalenti al giorno, contro 1,76 milioni nel terzo trimestre 2025 e 1,79 milioni nel secondo trimestre 2026. Si tratta quindi di un incremento sia su base annua sia rispetto ai tre mesi precedenti.

Utili, produzione e flusso di cassa: dove si concentra l’attenzione

Per valutare i conti Eni non sarà sufficiente fermarsi all’utile netto. Il flusso di cassa operativo, previsto a 4,3 miliardi di euro prima delle variazioni del capitale circolante, sarà un parametro importante anche per comprendere i margini a disposizione del gruppo per sostenere gli investimenti e la remunerazione degli azionisti.

Sul fronte industriale, la crescita attesa della produzione costituisce un altro elemento da monitorare. Un aumento dei volumi può contribuire ai risultati, ma il suo impatto economico dipende anche dai prezzi degli idrocarburi e dai costi di estrazione.

Ci sarà poi da verificare il contributo della raffinazione. Proprio l’evoluzione dei margini di questa attività è diventata uno dei punti centrali in vista della decisione sul possibile dividendo straordinario. Eni ha infatti collegato la distribuzione di eventuale liquidità aggiuntiva all’andamento del proprio scenario operativo, secondo la politica di remunerazione comunicata al mercato.

La trimestrale offrirà quindi una fotografia aggiornata della capacità del gruppo di sostenere i propri obiettivi finanziari. Per le azioni Eni, eventuali scostamenti rispetto alle stime potrebbero contare più del semplice raggiungimento di risultati già attesi dagli investitori.

Dividendo Eni 2026: la decisione sulla seconda tranche

Come abbiamo già anticipato ad inizio articolo, il calendario ufficiale indica che il 22 ottobre il CdA sarà chiamato a deliberare sulla seconda tranche del dividendo relativo all’esercizio 2026, con pagamento previsto il 25 novembre e stacco cedola il 23 novembre. L’importo indicato è di 0,27 euro per azione. La tranche va distinta dalla terza, da 0,28 euro, prevista per marzo 2027.

Per l’intero esercizio 2026, Eni ha annunciato un dividendo annuo di 1,10 euro per azione, in crescita del 5% rispetto al 2025. La prima rata, pari a 0,27 euro per azione, è già stata pagata a settembre; il calendario prevede poi una seconda rata da 0,27 euro a novembre, una terza da 0,28 euro a marzo 2027 e una quarta da 0,28 euro a maggio 2027.

Insomma tutto già noto. Il CdA servirà solo ad ufficializzare la tranche del dividendo e la data di stacco.

Dividendo straordinario Eni: la raffinazione può fare la differenza

La parte potenzialmente più inattesa riguarda il dividendo straordinario Eni. Il colosso oil ha spiegato che, alla luce dello scenario di raffinazione aggiornato, nel mese di ottobre avrebbe valutato l’eventuale attivazione di una distribuzione aggiuntiva, a condizione che i margini si mantenessero oltre il 50% del livello di riferimento.

Non si tratta quindi di una cedola già certa. La decisione dipenderà dalle condizioni previste dalla politica di remunerazione e dalle valutazioni del management.

L’eventuale distribuzione aggiuntiva si affiancherebbe al dividendo ordinario e al programma di riacquisto di azioni proprie. Dopo la revisione successiva ai conti del secondo trimestre, Eni ha aumentato a 3,4 miliardi di euro la previsione di buyback per il 2026, rispetto ai 2,8 miliardi precedentemente indicati.

✅ Risorsa utile: Come si calcola il dividendo straordinario Eni, esempio pratico

Azioni Eni in borsa: rally del 60% da inizio anno

Nel frattempo, le quotazioni continuano a salire. Con il rialzo odierno dell’1% a 26,22 euro, le azioni Eni portano il progresso da inizio anno al 60%. Un balzo in avanti maturato come riflesso della corsa delle quotazioni petrolifere innescata dalla guerra Usa-Iran prima e poi dalla conseguente crisi geopolitica e delle forniture.

Una performance come quella messa a segno dalle azioni Eni nel 2026 renderà cruciale il confronto tra risultati effettivi della trimestrale e aspettative della vigilia (quelle su cui abbiamo fatto il punto in questo articolo). I conti saranno molto osservati da un mercato che ha già incorporato nel prezzo una significativa rivalutazione del titolo.

Per questo, anche dati in crescita potrebbero non bastare a generare nuovi acquisti se risultassero inferiori alle attese o se le indicazioni sulla remunerazione fossero meno favorevoli del previsto. Al contrario, risultati superiori alle stime, accompagnati da conferme sul dividendo e da una decisione positiva sulla componente straordinaria, potrebbero rafforzare il quadro.


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