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È sicuro che nella Finanziaria ci sarà la proroga degli incentivi previsti dal programma “transizione 5.0” oltre a finanziamenti per l’innovazione digitale. Esclude la possibilità di estendere al Centro Nord le agevolazioni finanziarie della Zes Unica previste nel Sud. Mentre sul fronte del caro-carburanti assicura che ci saranno interventi per gli autotrasportatori. L’intervista al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso parte, però, da un tema che sta molto a cuore agli automobilisti della Campania, l’Rc-Auto.

Ministro, il governo ha deciso di accelerare sulla riforma dell’Rc auto, intervenendo sul sistema bonus-malus, sulle classi di merito e sul risarcimento diretto. Possiamo aspettarci finalmente una riduzione del costo delle polizze per gli automobilisti?

«È questo l’obiettivo della riforma che abbiamo presentato in Parlamento nel ddl annuale sulla Concorrenza, soprattutto per quanto riguarda i guidatori virtuosi che devono essere premiati, a maggior ragione se operano in un contesto difficile come quello della Campania e di altre aree del Mezzogiorno. Vanno premiati e non penalizzati, come invece accade oggi».

A Napoli e in altre città del Mezzogiorno un automobilista virtuoso continua a pagare molto più di un assicurato con le stesse caratteristiche residente al Nord. Non crede che sia arrivato il momento di ridimensionare il peso del fattore geografico nella determinazione delle tariffe?

«Sì, e lo si può fare valorizzando, oltre ai sinistri, anche altri fattori legati alla condotta di guida dell’assicurato. Penso, ad esempio, alle infrazioni che hanno comportato la decurtazione di punti della patente o allo stile di guida che oggi è rilevabile attraverso i sistemi telematici presenti nelle auto di nuova generazione. Un primo passo era già stato fatto in passato con gli sconti legati all’utilizzo della scatola nera, ma non basta. È uno dei temi su cui stiamo lavorando nell’ambito della riforma».

A giugno lei ha aperto un confronto con Ivass e compagnie assicurative per premiare maggiormente gli automobilisti virtuosi. A che punto siamo? Quali novità saranno introdotte e, soprattutto, entro quando i cittadini potranno vedere i primi benefici sul costo dell’assicurazione?

«La legge dovrebbe essere approvata entro gennaio. Nel frattempo stiamo già lavorando ai decreti legislativi necessari, così da renderla subito esecutiva, prima della conclusione della legislatura».

Intanto sul trasporto pesa il caro carburanti. Nei giorni scorsi ci sono state proteste. Nella prossima manovra ci sarà spazio per nuovi interventi per dare una risposta alle categorie più in sofferenza?

«Stiamo reperendo le risorse per fare altri interventi per gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori, oltre quelli già in vigore. Non è facile in un quadro internazionale che rischia di aggravarsi. Il prezzo del carburante è cresciuto in tutta Europa e anche negli Stati Uniti come effetto diretto del conflitto nel Golfo Persico che purtroppo perdura. Noi siamo riusciti a contenerlo prima con il taglio delle accise e ora con il price cap adottato dalle compagnie su impulso del Governo, ma ovviamente non basta. Al momento comunque in gran parte dei distributori italiani si applicano sconti, con la benzina sotto i 2 euro e il gasolio a circa 2,25 euro al litro. E stiamo lavorando perché questo sistema sia esteso e prorogato per il tempo necessario».

La prossima manovra nasce in una situazione difficile, tra rincari energetici, inflazione e margini molto stretti di finanza pubblica. Quali risorse saranno destinate al sistema produttivo?

«Questa è la settimana decisiva. Le risorse dipendono, ovviamente, dalle coperture disponibili e quindi dalle entrate. Per quanto ci riguarda, le priorità dovranno essere innovazione, investimenti e crescita dimensionale, insieme al sostegno ai giovani che intendano avviare nuove imprese e, più in generale, alle startup e alle imprese innovative».

Le imprese chiedono soprattutto certezze sugli incentivi agli investimenti: possiamo aspettarci un rafforzamento degli strumenti esistenti oppure una revisione complessiva delle agevolazioni?

«Abbiamo già adottato il Codice degli incentivi e realizzeremo la seconda parte della riforma nella legge di Bilancio, con la razionalizzazione, revisione e armonizzazione degli incentivi. È inoltre già attivo il portale unico www.incentivi.gov.it, per orientarsi al meglio. Con il decreto imprese realizzeremo inoltre il Business Wallet, il portafoglio digitale per le imprese. Ed è nostra intenzione prorogare Transizione 5.0 oltre il 2028 e prevedere incentivi anche sul cloud».

Sul fronte dell’energia si poteva ottenere di più dall’Europa?

«Sul fronte del gas si è ottenuto più di quanto in molti pensassero, con significativi benefici attesi sulla bolletta. Un risultato riconosciuto anche da Confindustria, che ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento. Ma non basta, dobbiamo perseverare su altri fronti, a partire dalla revisione del sistema ETS. Noi non molliamo».

Il Mezzogiorno negli ultimi anni ha registrato una crescita superiore alla media nazionale, anche grazie alla spinta degli investimenti pubblici e del Pnrr. Ora c’è il rischio di una brusca frenata? Quali settori possono diventare i nuovi motori della crescita?

«La Blue Economy e la Space Economy, le tecnologie digitali e quelle green, ma anche la farmaceutica e il comparto del turismo, che sta registrando nuovi record di presenze e una crescita costante dell’occupazione».

La Zes unica rappresenta uno dei principali strumenti per attrarre investimenti nel Mezzogiorno. Che cosa prevederà la manovra? L’estensione della Zes al Nord non rischia di ridimensionare la riduzione dei divari?

«Stavolta è il Sud a essere portato a modello, grazie al grande successo della Zes unica, al punto che le Regioni del Nord chiedono di estendere anche ai loro territori questo modello. È questo il vero segno del cambiamento che il governo Meloni è riuscito ad imprimere. Stiamo valutando come raggiungere questo obiettivo per quanto riguarda l’aspetto più significativo: quello delle autorizzazioni rilasciate in tempi certi dalla Struttura di missione, rispondendo così alla prima richiesta delle imprese. Non sarà, invece, possibile estendere al Nord gli stessi incentivi che vengono destinati agli investimenti nel Mezzogiorno, perché non lo consente il regime degli aiuti di Stato dell’Unione europea».




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