#Finsubito news dalla rete – EFPA supera le 100.000 certificazioni in Europa


Oltre 100 mila certificazioni attive in Europa, una presenza ormai consolidata nei maggiori mercati della consulenza finanziaria e nuovi Paesi nel mirino per la prossima fase di espansione. A venticinque anni dalla nascita, l’European Financial Planning Assocition (EFPA) entra in una nuova fase della propria storia: da sistema di certificazione presente soltanto in alcuni grandi mercati a rete propulsiva sempre più continentale, con l’obiettivo dichiarato di estendere ulteriormente il proprio perimetro.

La fotografia per Paese, diffusa a giugno di quest’anno su dati 2025 racconta nello specifico di 101.577 certificazioni attive e mostra un forte traino da parte di quattro mercati: in testa (non è una novità) c’è nettamente la Spagna, con 33.866 certificazioni, circa un terzo del totale europeo. È il Paese in cui EFPA ha raggiunto la maggiore penetrazione (perchè di fatto sopperisce alla mancanza di un albo e di un ente di vigilanza paragonabile al nostro OCF) e quello in cui l’offerta appare più diversificata: 17.741 EFA, 12.902 EIP, 2.074 ESG, 1.045 EFP e 273 EIA.

Alle sue spalle si colloca il Regno Unito, con 28.143 certificazioni attive, quasi interamente concentrate sui livelli professionali più elevati: 22.016 EFA e 6.127 EFP. Le prime due piazze rappresentano insieme oltre il 60% dell’intero universo EFPA europeo.

Sul terzo gradino sale l’Irlanda, con 14.791 certificazioni, tutte EFA. Subito dietro c’è l’Italia, quarta con oltre 13.200 certificazioni attive (si legga l’intervista Fabrizio Quaglio, presidente di Efpa Italia, ndr). 

Il distacco aumenta scendendo la graduatoria. L’Austria conta 3.932 certificazioni, davanti alla Francia, a quota 2.568. Seguono la Polonia con 1.899, la Germania con 1.466, la Repubblica Ceca con 426, l’Ungheria con 375 e il Portogallo con 319. Chiudono la fotografia europea il Lussemburgo, con 151 certificazioni attive, e la Slovacchia, con eroiche 12.

Ma la mappa è destinata ad allargarsi. Nel documento dedicato al progetto di espansione europea, EFPA individua già alcune delle prossime direttrici di crescita. Un primo laboratorio è stato l’Armenia, dove il progetto è partito nel marzo 2025 con la certificazione ESG Advisor e ha portato, tra maggio e dicembre dello stesso anno, alla certificazione di oltre cento professionisti nell’ambito dei programmi EIA ed ESG Advisor.

Più rilevante in prospettiva, per dimensioni potenziali, è però il dossier Paesi Bassi. EFPA ha avviato il confronto con il Register Financieel Planners e il business plan predisposto dall’organizzazione olandese prevede una possibile EFPA Netherlands con oltre 1.200 aderenti iniziali, con la prospettiva successiva di estendere il progetto anche al più ampio segmento dei consulenti specializzati nei mutui.

I contatti si stanno contemporaneamente muovendo verso sud e verso nord. EFPA ha infatti avviato interlocuzioni con la Hellenic Banking Association in Grecia e ha aperto canali con interlocutori in Finlandia, Norvegia e Danimarca, delineando così una possibile futura espansione nell’area nordica. 

Nell’annuale report, il presidente di EFPA Europe, l’italiano Emanuele Carluccio (in foto), ha citato inoltre incontri e contatti in Bulgaria e Montenegro, parlando esplicitamente di una prossima fase della crescita europea dell’associazione.

La distribuzione geografica è però soltanto una parte della storia. Guardando alle singole qualifiche, emerge in maniera ancora più evidente quale sia oggi il cuore del sistema EFPA. 

Su 101.577 certificazioni attive, ben 63.494 sono EFA, pari a oltre il 62% del totale. L’European Financial Advisor è quindi, con largo margine, lo standard più diffuso a livello continentale.

Molto più staccata si trova la certificazione EIP, che raggiunge 18.586 professionisti, circa il 18% del totale. Al terzo posto si colloca ormai la certificazione ESG Advisor, con 10.176 attestazioni, poco più del 10% del totale. È anche una delle aree che hanno maggiormente modificato la composizione del sistema negli ultimi anni: dal grafico storico EFPA emerge infatti come il segmento ESG, praticamente assente nella prima parte del periodo considerato, abbia acquistato rapidamente peso dal 2021 in avanti.

Seguono le certificazioni EFP, che ammontano a 9.095, quasi il 9% del totale. La qualifica più avanzata nel financial planning ha una presenza particolarmente forte nel Regno Unito, che da solo ne conta 6.127, mentre la Francia ne registra 1.456 e la Spagna 1.045. Molto più contenuta resta infine la diffusione della EIA, con 543 certificazioni, poco più dello 0,5% del totale.La crescita di EFPA emerge con particolare evidenza se si allarga lo sguardo al lungo periodo. Il grafico storico mostra un sistema che nel 2010 contava meno di 10 mila certificazioni e che ha accelerato soprattutto nella seconda metà dello scorso decennio, superando prima quota 50 mila e poi avvicinandosi rapidamente alla soglia dei 100 mila. Nel corso del 2025 quella soglia è stata definitivamente oltrepassata.

È proprio su questo traguardo che ha insistito il già citato Emanuele Carluccio nel bilancio del venticinquesimo anniversario. “Quello che una volta sembrava un obiettivo ambizioso oggi è una realtà”, ha affermato riguardo alle oltre 100mila certificazioni EFPA attive detenute da professionisti finanziari in Europa. Carluccio lega il risultato alla fiducia che consulenti, istituzioni, regolatori e clienti hanno progressivamente riposto nel sistema di certificazione. Ma indica anche il passaggio successivo: il rafforzamento del ruolo della consulenza all’interno delle politiche europee su risparmio, investimenti ed educazione finanziaria.

L’ultimo anno ha visto EFPA aumentare anche la propria attività istituzionale, con otto risposte a consultazioni pubbliche dell’Unione europea, incontri con europarlamentari e interlocuzioni con la DG FISMA e con il gabinetto del commissario europeo Maria Luís Albuquerque. E sempre negli ultimi 12 mesi considersti l’associazione ha riunito i professionisti certificati dei Paesi aderenti nel proprio Think Tank dedicato all’intelligenza artificiale nella consulenza finanziaria.

La conclusione tracciata da Carluccio sintetizza quindi una strategia che non punta più soltanto ad aumentare i numeri. 

La nuova frontiera diventa estendere geograficamente il modello e, parallelamente, ampliare il perimetro delle competenze certificate: dall’ESG all’intelligenza artificiale e alla digitalizzazione, senza perdere quello che EFPA continua a indicare come il fulcro della professione, cioè la qualità della relazione umana tra consulente e cliente.


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