#Finsubito news dalla rete – San Michele Salentino, nasce il Tavolo Tecnico post Xylella. I Comuni del Brindisino fanno rete per la rigenerazione del territorio


La bomba d’acqua non ferma istituzioni, agricoltori e associazioni di categoria. Il presidente della Provincia Elio Ciccarese e la presidente della V Commissione regionale Loredana Capone raccolgono l’invito del sindaco Giovanni Allegrini. Verso un documento condiviso per sostenere la micro-olivicoltura, tutelare la biodiversità e favorire nuovi investimenti.

Neppure la bomba d’acqua che nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre si è abbattuta su San Michele Salentino è riuscita a fermare la volontà di fare squadra per il futuro dell’agricoltura brindisina. Istituzioni, sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria, professionisti e agricoltori si sono ritrovati nell’area dell’Oktober Fesct, presso il Campo Sportivo comunale, per il primo incontro del Tavolo Tecnico Comunale per l’emergenza e il contrasto alla Xylella fastidiosa, promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Allegrini.

Una partecipazione significativa, con una nutrita rappresentanza dei venti Comuni della provincia di Brindisi, a conferma della necessità di affrontare insieme una delle sfide più complesse per il futuro dell’economia agricola e del paesaggio rurale.

A raccogliere l’invito del primo cittadino anche il presidente della Provincia di Brindisi, Elio Ciccarese, e Loredana Capone, presidente della V Commissione del Consiglio regionale della Puglia, che ha offerto un importante contributo alla discussione sulle prospettive di rilancio del comparto.

Dall’emergenza alla rigenerazione del territorio: questo il filo conduttore dell’incontro, che ha posto al centro soprattutto il destino della micro-olivicoltura, una realtà spesso poco considerata nei grandi programmi di sostegno economico, ma fondamentale per la tutela del paesaggio e dell’identità rurale.

I numeri di San Michele Salentino raccontano chiaramente la dimensione del problema: l’86% della superficie comunale è interessata dalla presenza di ulivi e oltre l’80% di questa superficie appartiene a piccoli proprietari, molti dei quali pensionati, lavoratori dipendenti o coltivatori non professionali. Un patrimonio diffuso che la Xylella ha profondamente compromesso, con conseguenze economiche, ambientali e sociali.

Nel corso della serata sono intervenuti sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali del Brindisino, esponenti del mondo agricolo e un rappresentante degli agronomi, offrendo contributi e testimonianze sulle difficoltà che ostacolano la ripresa del settore.

Particolarmente significativo l’intervento della presidente Loredana Capone, che ha richiamato la necessità di fare sistema, costruire reti tra piccoli imprenditori e sperimentare nuove forme di aggregazione, capaci di dialogare con le istituzioni europee e intercettare le opportunità di finanziamento.

Un invito a superare la frammentazione della proprietà agricola attraverso strumenti innovativi di cooperazione, affinché anche chi possiede appezzamenti di dimensioni ridotte possa partecipare ai programmi di rilancio.

La rappresentante regionale ha inoltre manifestato la propria disponibilità a promuovere un successivo incontro presso la Commissione regionale competente, per approfondire le proposte emerse e individuare possibili percorsi istituzionali.

Particolarmente concreti gli interventi degli agricoltori, che hanno riportato la discussione alle difficoltà quotidiane di chi continua a lavorare la terra. Il caro carburante, l’aumento dei costi di produzione, le difficoltà di accesso al credito e una crisi strutturale che da decenni interessa il comparto rappresentano ostacoli sempre più pesanti per chi vorrebbe tornare a investire nelle proprie campagne. La Xylella ha aggravato questo scenario, rendendo ancora più difficile sostenere economicamente nuovi impianti e programmare investimenti a lungo termine.

È emersa inoltre la necessità di guardare oltre il solo reimpianto degli ulivi, attraverso la salvaguardia della biodiversità e il recupero delle colture tradizionali, dai fichi ai mandorli, dai peri alle altre specie che hanno storicamente caratterizzato il paesaggio agricolo dell’Alto Salento.

«La partecipazione registrata, nonostante le condizioni meteorologiche particolarmente difficili, dimostra che esiste una volontà comune di affrontare un problema che riguarda il futuro delle nostre comunità – sottolinea il sindaco Giovanni Allegrini –. Abbiamo voluto questo Tavolo perché siamo convinti che nessun Comune possa affrontare da solo le conseguenze della Xylella. Dobbiamo coinvolgere tutti, soprattutto quei piccoli proprietari che, pur non essendo imprenditori agricoli professionali, rappresentano una componente essenziale nella cura e nella salvaguardia delle nostre campagne». Il primo cittadino ribadisce la necessità di tradurre le riflessioni emerse in iniziative operative.

«Non vogliamo che questo appuntamento rimanga un momento isolato di discussione. Il nostro obiettivo è costruire proposte concrete insieme alle istituzioni, alle associazioni di categoria, agli agricoltori e ai professionisti del settore. Occorrono strumenti che consentano anche a chi possiede pochi ettari, o persino piccoli appezzamenti, di accedere ai finanziamenti e tornare a investire nella propria terra. La disponibilità manifestata dalla presidente Capone e la presenza del presidente Ciccarese, insieme ai rappresentanti dei Comuni, costituiscono un segnale importante per proseguire il lavoro avviato».

Il prossimo passo sarà la predisposizione di un documento condiviso, nel quale far confluire le principali criticità e le proposte emerse durante l’incontro, da sottoporre alla sottoscrizione dei partecipanti e portare all’attenzione della Regione Puglia e degli organismi istituzionali competenti.

Tra le priorità figurano il sostegno alla micro-olivicoltura, la semplificazione dell’accesso ai finanziamenti, la promozione di forme associative, l’assistenza tecnica e la tutela delle colture tradizionali.

Il Tavolo Tecnico Comunale, istituito con funzioni consultive, istruttorie e di indirizzo, punta a diventare uno strumento permanente di ascolto e programmazione, capace di accompagnare le scelte future del comparto agricolo locale.

Da San Michele Salentino arriva dunque un messaggio chiaro: il futuro delle campagne brindisine non può essere affidato esclusivamente all’iniziativa dei singoli, ma richiede una strategia comune, sostenuta dalle istituzioni e costruita insieme a chi vive e lavora quotidianamente la terra.

La pioggia non ha fermato il primo passo di un percorso che punta a restituire prospettive economiche e produttive a un territorio profondamente segnato dalla Xylella.


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