#Finsubito news dalla rete – Sistema duale, il 75,8% dei giovani trova occupazione dopo gli studi


Il Sistema duale di formazione professionale si conferma uno strumento importante per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. A due anni dalla conclusione degli studi, il 75,8% dei qualificati e diplomati nei percorsi di istruzione e formazione professionale risulta occupato, con punte che raggiungono l’82,2%.

È uno dei principali risultati contenuti nel Report conclusivo PNRR Sistema duale, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il contributo di INAPP e Sviluppo Lavoro Italia.

Il documento presenta il bilancio dell’investimento finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mettendo in evidenza i progressi raggiunti nell’integrazione tra formazione, competenze professionali ed esigenze delle imprese.

Sistema duale e PNRR, superati gli obiettivi con 189mila certificazioni

Il programma disponeva di un finanziamento complessivo di 600 milioni di euro, destinato alla realizzazione di 90mila percorsi individuali aggiuntivi di istruzione e formazione professionale e tecnica superiore.

I risultati hanno superato ampiamente le previsioni iniziali.

Secondo i dati ministeriali, sono state registrate 189.375 certificazioni, equivalenti al 210% dell’obiettivo programmato. Il traguardo è stato raggiunto con un anno di anticipo rispetto alla scadenza prevista.

Particolarmente significativo anche il risultato relativo al completamento degli studi: il 92% degli iscritti ha ottenuto un esito formativo certificato.

I numeri evidenziano la capacità del programma di ampliare le opportunità formative e di accompagnare i partecipanti verso il conseguimento di qualifiche e competenze professionali.

Calderone: formazione e imprese insieme per l’occupazione giovanile

La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha sottolineato l’importanza del collegamento tra istruzione professionale e mondo produttivo.

“Quando formazione e lavoro camminano insieme, i risultati arrivano”, ha affermato la ministra.

Calderone ha inoltre evidenziato il contributo delle risorse del PNRR, integrate con i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo (FSE) e con quelli nazionali, oltre al ruolo della collaborazione con le Regioni.

Secondo la ministra, questo modello ha consentito a numerosi giovani di utilizzare concretamente le competenze acquisite per accedere al mercato del lavoro, contribuendo contemporaneamente alla competitività del sistema economico italiano.

Occupazione giovanile, il 37,8% dei contratti supera un anno

Il rapporto non si limita a misurare il numero di giovani che trovano un impiego, ma analizza anche alcuni aspetti relativi alla durata dei rapporti di lavoro.

Tra le occupazioni avviate dopo il conseguimento del titolo, il 37,8% presenta una durata superiore ai dodici mesi, una percentuale che il documento indica come significativamente più elevata rispetto alla media nazionale.

Un altro dato riguarda i giovani che, a distanza di alcuni anni dalla conclusione della formazione, non risultano impegnati né in attività lavorative né nella ricerca di un’occupazione.

Le indagini INAPP richiamate nel report rilevano che soltanto l’1% di coloro che completano i percorsi si trova in una condizione di inattività.

Questi risultati sottolineano il ruolo della formazione professionale nel favorire l’inserimento lavorativo e nel contrastare l’allontanamento dei giovani dal mercato del lavoro.

Formazione professionale, iscrizioni in forte crescita dal 2020 al 2025

L’investimento del PNRR ha contribuito anche all’ampliamento dell’offerta educativa.

Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025, il numero degli iscritti ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) in modalità duale è aumentato del 181%.

Nello stesso intervallo, gli iscritti ai percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) hanno registrato una crescita del 97%.

Parallelamente si è rafforzata la diffusione dell’apprendistato di primo livello, uno degli strumenti che consentono di combinare l’acquisizione di competenze teoriche con l’esperienza pratica nelle aziende.

Il coinvolgimento delle imprese nella progettazione e nella realizzazione delle attività formative rappresenta infatti uno degli elementi centrali del modello duale.

La collaborazione tra enti di formazione e sistema produttivo permette di sviluppare percorsi maggiormente collegati alle competenze richieste dalle aziende.

Sistema duale nel Mezzogiorno, risultati importanti in Sicilia e Puglia

Il rapporto ministeriale evidenzia progressi significativi anche nelle regioni del Sud Italia, dove il rafforzamento della formazione professionale assume particolare rilevanza per le opportunità occupazionali dei giovani.

In Sicilia, il livello di realizzazione ha raggiunto il 188% del target assegnato. La regione si colloca al terzo posto nazionale per numero di percorsi completati con esito positivo, preceduta da Lombardia e Veneto.

Risultati ancora più elevati rispetto agli obiettivi programmati sono stati registrati in Puglia, dove la percentuale di realizzazione è arrivata al 242%.

La Campania ha invece fatto segnare una crescita particolarmente marcata delle iscrizioni, aumentate del 588% rispetto all’anno formativo 2020-2021.

Anche Calabria e Molise hanno superato i rispettivi obiettivi. Nell’anno formativo 2024-2025, inoltre, oltre il 10% della loro offerta duale era costituito da percorsi in apprendistato.

I dati testimoniano un ampliamento della partecipazione al sistema formativo duale anche nelle aree meridionali del Paese.

Contrasto alla dispersione scolastica e ai NEET

Tra gli effetti evidenziati dal documento figura anche il contributo della formazione duale alla prevenzione dell’abbandono scolastico.

Il modello, che combina attività educative ed esperienze pratiche, può rappresentare un’opportunità per i giovani maggiormente esposti al rischio di interrompere gli studi o di rimanere esclusi dal mercato del lavoro.

Particolare attenzione viene riservata al fenomeno dei NEET, ossia i giovani che non studiano, non lavorano e non partecipano ad attività formative.

L’integrazione tra formazione e imprese offre percorsi di apprendimento collegati al mondo produttivo, favorendo lo sviluppo di competenze spendibili e nuove possibilità di inserimento professionale.

Dal 2027 circa 500 milioni di euro annui per la formazione duale

Alla luce dei risultati raggiunti, il Ministero del Lavoro punta a garantire continuità al programma anche dopo la conclusione dell’investimento previsto dal PNRR.

A partire dal 2027, le risorse nazionali destinate all’Istruzione e Formazione Professionale e al Sistema duale raggiungeranno circa 500 milioni di euro ogni anno.

L’incremento dei finanziamenti è finalizzato a consolidare l’offerta formativa e a sostenere nel tempo la collaborazione tra istituzioni, enti educativi e imprese.

Il bilancio del programma conferma quindi l’importanza di un sistema capace di collegare apprendimento, esperienza professionale e occupazione, offrendo ai giovani strumenti per affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro.

Il documento completo è consultabile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: Report conclusivo PNRR Sistema duale.

Fonte: MLPS
Redazione

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