Negli Stati Uniti, i rendimenti dei Treasury decennali tornano sotto il 5%, dopo aver raggiunto il 5,1%, sostenuti dalla ricerca di sicurezza degli investitori. La Fed dovrebbe mantenere invariati i tassi a ottobre, pur lasciando aperta la possibilità di nuovi rialzi nei prossimi mesi. Una stretta monetaria prolungata potrebbe frenare anche gli investimenti nell’intelligenza artificiale, riducendo liquidità e propensione al rischio. Intanto, il mercato immobiliare mostra una crescente polarizzazione: con mutui oltre il 7%, le famiglie meno abbienti rinunciano all’acquisto, mentre il segmento del lusso continua a crescere. Sul fronte politico, i dazi di Trump perdono consenso tra gli elettori, preoccupati per il costo della vita.
In Europa, la crisi francese domina i mercati. I rendimenti decennali superano il 5,1%, mentre il debito pubblico raggiunge il 119% del PIL. Moody’s conferma il rating Aa3, mantenendo però l’outlook negativo. Secondo Oxford Economics, uno scenario estremo potrebbe trascinare Francia e Italia in recessione nel 2027. Nell’Eurozona, il debito sale all’88,8% del PIL, mentre il PMI composito scende a 51,9, segnalando un rallentamento dell’attività economica. La BCE dovrebbe mantenere i tassi al 2,5%, nonostante l’inflazione al 3,8%. Nel Regno Unito, l’inflazione raggiunge il 3,5%, rafforzando le aspettative di un rialzo dei tassi della BoE. In Germania, invece, peggiora la fiducia degli investitori, mentre Berlino punta su Nvidia per rilanciare la competitività industriale.
Nel resto del mondo, la Cina cresce del 4,5% nel terzo trimestre, sostenuta dalle esportazioni, aumentate del 36% a settembre, mentre consumi e investimenti immobiliari rimangono deboli. In Canada, l’inflazione al 3,1% alimenta le aspettative di una nuova stretta monetaria. La Russia mantiene i tassi al 14%, mentre riprendono le spedizioni di diesel verso gli Stati Uniti dopo l’accordo Trump-Putin. Infine, S&P Global avverte del rischio di una nuova crisi alimentare globale, legata ai rincari energetici, alla scarsità di fertilizzanti e al fenomeno El Niño.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +4,1%, dal precedente +3,2% ⬆
Eurozona: +3,8%, dal precedente +3,2% ⬆
Inghilterra: +3,5%, dal precedente +3,1% ⬆
Stati Uniti: +3,7%, invariata, dal precedente 3,4% ⬆
Disoccupazione:
Italia: 6,2%, dal precedente 6,0% ⬆
Eurozona: 6,4%, invariata
Inghilterra: 4,7%, dal precedente 4,9% ⬇
Stati Uniti: 4,2%, dal precedente 4,1% ⬆
Tassi d’interesse:
Eurozona: 2,50%
Stati Uniti: 3,75%-4,00%
Inghilterra: 3,75%
PIL:
Italia, Q2 2026: +0,2%
Eurozona, Q2 2026: +0,6%
Inghilterra, Q2 2026: +0,1%
Stati Uniti, Q2 2026: +2,2%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,1201, –0,32% questa settimana, –4,64% da inizio anno
DXY: 101,81, –0,03% questa settimana, +3,59% da inizio anno
S&P500: 7.623,68, –0,47% questa settimana, +10,84% da inizio anno
NASDAQ: 25.955,33, –0,71% questa settimana, +10,54% da inizio anno
FTSE MIB: 48.558,86, –2,60% questa settimana, +7,91% da inizio anno
STOXX 600: 635,77, –1,39% questa settimana, +7,36% da inizio anno
DAX: 25.181,65, –1,72% questa settimana, +2,83% da inizio anno
CAC 40: 7.782,82, –2,19% questa settimana, –4,50% da inizio anno
IBEX 35: 18.989,80, –1,74% questa settimana, +9,72% da inizio anno
US10Y: 5,000%, –8,4 bps questa settimana, +81,0 bps da inizio anno
US02Y: 4,682%, –5,4 bps questa settimana, +120,9 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,318%, –2,6 bps questa settimana, –37,6 bps da inizio anno
IT10Y: 4,593%, +11,4 bps questa settimana, +104,3 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 123,22 bps, +14,07 bps questa settimana, +62,71 bps da inizio anno
VIX: 19,44, –2,70% questa settimana, +30,91% da inizio anno
BTC/USD: $81.388,00, –0,83% questa settimana, –7,10% da inizio anno
STATI UNITI
Treasury sotto il 5% ma persistono le pressioni sui rendimenti
Dopo essere saliti dal 4,2% al 5,1% da inizio anno, i rendimenti dei Treasury decennali statunitensi tornano sotto il 5%, sostenuti dalla ricerca di sicurezza degli investitori. In Francia, il decennale raggiunge il 5,142%, con lo spread tedesco a 177 punti base. Nonostante il recente calo, tre economisti su quattro intervistati dal Wall Street Journal prevedono rendimenti statunitensi almeno al 5% a fine 2026, tra inflazione persistente, rischi fiscali e aspettative di nuovi rialzi della Fed.
La Fed potrebbe frenare il boom dell’intelligenza artificiale
Come accadde durante la bolla delle dot-com nel 2000, l’aumento dei tassi della Federal Reserve potrebbe mettere sotto pressione anche il boom dell’intelligenza artificiale. Non si tratta soltanto di maggiori costi di finanziamento: tassi elevati riducono la liquidità, frenano gli investimenti e indeboliscono la propensione al rischio, colpendo mercati azionari e credito. Sebbene la Fed non intenda arrestare lo sviluppo dell’IA, l’obiettivo rimane riportare l’inflazione al 2%, anche a costo di ridimensionare l’attuale euforia dei mercati.
I dazi di Trump perdono consenso tra gli elettori
Negli Stati Uniti, i dazi commerciali diventano un tema controverso in vista delle elezioni di metà mandato. Secondo i sondaggi, il consenso diminuisce anche tra i lavoratori, passando da un saldo positivo del 3% nell’agosto 2025 a uno negativo del 22%. Il caro vita alimenta le critiche, sebbene l’impatto effettivo dei dazi sui prezzi sia differenziato. I democratici chiedono di limitarli, mentre molti repubblicani evitano il tema. Cresce così l’incertezza sul futuro del protezionismo americano.
Mercato immobiliare sempre più diviso tra ricchi e classe media
Il mercato immobiliare statunitense mostra una crescente polarizzazione. Con i tassi sui mutui oltre il 7%, gli acquirenti meno abbienti rinunciano all’acquisto, mentre il segmento del lusso continua a crescere grazie alla maggiore disponibilità di liquidità. In 33 delle 50 principali aree metropolitane, i prezzi delle abitazioni di lusso registrano risultati migliori rispetto a quelle economiche. A San Francisco crescono del 4,6%, contro il -1,7% delle case più accessibili, accentuando le disuguaglianze nell’accesso alla proprietà.
Infermieri in fuga dagli ospedali nonostante gli stipendi elevati
Negli Stati Uniti, nonostante stipendi mediani di 97.550 dollari annui, gli infermieri abbandonano sempre più spesso le corsie. Il turnover ospedaliero ha raggiunto il 18%, mentre aggressioni, carenza di personale e burnout aggravano le condizioni lavorative. Sostituire un infermiere può costare circa 78.000 dollari, aumentando le spese ospedaliere e mettendo a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria.
American Express taglia 3.500 posti di lavoro
American Express annuncia il taglio del 5% del personale, pari a 3.500 dipendenti, per contenere i costi nonostante ricavi trimestrali in crescita del 9%. Licenziamenti anche per Barclays, eBay e Volvo, tra pressioni sui costi e incertezza economica.
EUROPA
Europa, proteste per il caro vita e tensioni sui mercati
L’Europa è attraversata da proteste contro il caro vita, la crisi abitativa e le difficoltà dei servizi pubblici. In Francia, Belgio e Italia, alcune manifestazioni sono degenerate in violenti scontri, mentre in Portogallo si chiedono salari e pensioni più elevati. Tra il 2021 e il 2026, i prezzi alimentari nell’UE sono aumentati del 34%. Le tensioni pesano anche sui mercati, con CAC 40 e FTSE MIB in calo di oltre l’1,5%.
Eurozona, crescita in rallentamento e debito pubblico in aumento
L’Eurozona mostra segnali di rallentamento: a ottobre il PMI composito scende da 53,1 a 51,9, penalizzato dalla contrazione francese e dai rincari energetici. La domanda debole comprime i margini delle imprese, mentre S&P Global stima una crescita trimestrale dello 0,3%. Intanto, nel secondo trimestre 2026, il debito pubblico sale all’88,8% del PIL, pari a 14.400 miliardi di euro. La Grecia resta il Paese più indebitato (140,8%), seguita dall’Italia (139,9%) e dalla Francia (119,1%), dove i rendimenti decennali superano il 5%, aggravando le pressioni fiscali.
BCE, tassi verso una pausa mentre la crisi francese agita i mercati
La BCE dovrebbe mantenere i tassi invariati al 2,5%, nonostante l’inflazione dell’Eurozona al 3,8%. L’aumento dei rendimenti obbligazionari sta già restringendo le condizioni finanziarie: in Francia, il decennale supera il 5%, con uno spread oltre 170 punti base. Secondo ING, l’effetto equivale a un rialzo dei tassi di circa 50 punti base. Lagarde ribadisce che la soluzione alla crisi fiscale francese deve arrivare da Parigi, mentre un intervento BCE resta subordinato a condizioni rigorose.
UE-Canada, verso una partnership strategica oltre il commercio
L’Unione europea punta a rafforzare i rapporti con il Canada attraverso una nuova formula di adesione associata, proposta da Ursula von der Leyen. Secondo l’eurodeputato Tobias Cremer, l’accordo dovrebbe superare la dimensione commerciale, includendo difesa, materie prime critiche, cooperazione digitale e Artico. Tra le ipotesi, la partecipazione canadese come osservatore al Consiglio UE e un’assemblea parlamentare congiunta. Il riavvicinamento riflette le crescenti tensioni commerciali con Washington e la ricerca di partnership strategiche più solide.
UE-Cina, Bruxelles prepara nuove restrizioni commerciali
L’Unione europea punta a limitare ulteriormente le importazioni cinesi per proteggere l’industria europea, mentre il deficit commerciale con Pechino raggiunge 1 miliardo di euro al giorno. Dopo l’accordo sulle auto ibride, che prevede quote di 350.000 veicoli annui, Bruxelles valuta nuove misure su chimica e macchinari industriali. Le esportazioni cinesi verso l’UE sono aumentate del 25% nell’ultimo anno. La Commissione prepara inoltre strumenti di difesa commerciale più incisivi, con il rischio di ritorsioni da parte di Pechino.
Francia, crisi del debito e rischio contagio nell’Eurozona
La crisi fiscale francese continua a preoccupare i mercati: con un debito al 119% del PIL e un deficit al 5,4%, i rendimenti decennali superano il 5,1%, ai massimi dal 2002. Moody’s conferma il rating Aa3, mantenendo però l’outlook negativo. Secondo Oxford Economics, uno scenario estremo, con lo spread francese a 400 punti base, potrebbe trascinare Francia e Italia in recessione nel 2027. Tuttavia, rispetto alla crisi del 2010-2012, la maggiore solidità bancaria e gli strumenti della BCE riducono il rischio di contagio sistemico, subordinando la stabilità a un credibile risanamento fiscale.
Spagna, pensioni sotto pressione: cresce il peso sui conti pubblici
Il sistema pensionistico spagnolo affronta crescenti tensioni finanziarie: la spesa mensile sfiora 14,5 miliardi di euro, mentre il debito previdenziale verso lo Stato supera 136 miliardi. Nel 2025 il deficit ufficiale è sceso a 7,4 miliardi, ma oltre il 20% delle entrate proviene da trasferimenti pubblici. Escludendoli, secondo Fedea il disavanzo del sistema allargato raggiungerebbe quasi 70 miliardi. Con il pensionamento dei baby boomer, la spesa continuerà ad aumentare, aggravando le pressioni fiscali. Il dibattito politico riguarda ora la sostenibilità del sistema e la distribuzione dei costi tra generazioni.
Regno Unito, inflazione e debito complicano le prospettive economiche
Nel Regno Unito, i salari accelerano del 3,7% e la disoccupazione scende al 4,7%, mentre l’inflazione sale al 3,5% a settembre, dal 3,1% di agosto. Le pressioni sui prezzi rafforzano le aspettative di un rialzo dei tassi della Bank of England al 4% a novembre. Sul fronte fiscale, il deficit dei primi sei mesi dell’anno finanziario scende a 97,8 miliardi di sterline, superando però di 6 miliardi le previsioni. Il debito pubblico oltrepassa i 3.000 miliardi, pari al 94% del PIL, complicando il consolidamento fiscale.
Germania, fiducia in calo ma Berlino punta sull’intelligenza artificiale
In Germania, l’indice ZEW scende di 6,6 punti a 28,1 a ottobre, primo calo da aprile. I rincari energetici frenano consumi e investimenti, mentre il FMI prevede una crescita dell’1,3% nel 2026, sostenuta da esportazioni e spesa pubblica. Per rilanciare la competitività, il governo Merz prepara un accordo con Nvidia, sostenuto da centinaia di milioni di euro, per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nell’industria. Coinvolte anche Siemens e Audi, con investimenti nelle infrastrutture di calcolo di Deutsche Telekom.
RESTO DEL MONDO
Russia, tassi fermi al 14% e riprendono le esportazioni di diesel verso gli USA
La Banca di Russia mantiene i tassi al 14%, dopo la discesa dal 21% del 2025. L’inflazione resta elevata al 6,4%, mentre il FMI prevede una crescita dello 0,9% nel 2026 e 2027. Sul fronte energetico, una petroliera con 40.000 tonnellate di diesel russo è diretta a New York, con arrivo previsto il 7 novembre. La spedizione segue l’accordo Trump-Putin del 9 ottobre, che ha temporaneamente allentato le sanzioni statunitensi.
Cina, crescita sostenuta dall’export ma domanda interna ancora debole
L’economia cinese accelera nel terzo trimestre, con il PIL al +4,5%, dal +4,3% precedente, trainata dalle esportazioni (+36% a settembre) e dalla produzione industriale (+5,5%). Sul fronte interno persistono però forti squilibri: gli investimenti fissi calano del 7,2%, quelli immobiliari del 20,6%, mentre le vendite al dettaglio crescono appena dell’1,1%. La crisi immobiliare e l’incertezza occupazionale frenano i consumi, aumentando la dipendenza dall’export e alimentando le tensioni commerciali con i partner internazionali.
Canada, consumi in ripresa ma crescono le pressioni inflazionistiche
In Canada, le vendite al dettaglio aumentano dell’1,2% ad agosto, con un ulteriore +0,7% stimato per settembre. Tuttavia, i rincari energetici e le tensioni commerciali con gli Stati Uniti minacciano il potere d’acquisto. L’inflazione raggiunge il 3,1%, mentre le aspettative delle imprese per il terzo trimestre 2027 salgono dal 3,2% al 3,7%. La crescita del PIL rallenta al 2% annualizzato, ma le persistenti pressioni sui prezzi rafforzano l’ipotesi di un rialzo dei tassi della Bank of Canada il 28 ottobre.
PROSPETTIVE
Secondo S&P Global, una combinazione di gasolio caro, scarsità di fertilizzanti ed El Niño minaccia una nuova impennata dei prezzi alimentari. La guerra in Iran e le difficoltà nello Stretto di Hormuz ostacolano le forniture di materie prime agricole, mentre lo zolfo rincara del 70% da gennaio a settembre. Gli agricoltori riducono l’utilizzo di fertilizzanti e le superfici coltivate, aumentando i rischi per i raccolti. Le conseguenze maggiori potrebbero colpire i Paesi più poveri, dove il cibo pesa maggiormente sui bilanci familiari.
Cosa aspettarsi dalla prossima settimana?
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve dovrebbe mantenere invariati i tassi mercoledì, con i mercati che attribuiscono appena il 10% di probabilità a un rialzo immediato. Restano invece elevate le aspettative di una stretta a dicembre. Giovedì saranno pubblicati i dati sul PIL del terzo trimestre e sull’inflazione PCE, fondamentali per valutare le prossime decisioni monetarie.
In Europa, anche la BCE dovrebbe mantenere i tassi al 2,5%, mentre la crisi fiscale francese e l’aumento dei rendimenti obbligazionari complicano le prospettive economiche. Attesi inoltre i dati sul PIL dell’Eurozona e sull’inflazione, mentre il Regno Unito presenterà la nuova manovra di bilancio.
Nel resto del mondo, la Bank of Canada potrebbe alzare i tassi al 2,5%, mentre la Bank of Japan dovrebbe mantenerli all’1,25%. In Cina arriveranno i dati sull’attività industriale, mentre Corea del Sud e Taiwan pubblicheranno le stime del PIL, sostenute dalla domanda globale di semiconduttori e intelligenza artificiale.
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