Dal miglioramento del posizionamento nell’SDG Action Manager ai progetti delle partecipate: ecco come il gruppo Italmobiliare contribuisce agli Obiettivi dell’Agenda 2030.
Per Italmobiliare Investment Holding, l’integrazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 rappresenta uno dei pilastri su cui si fonda la strategia di sostenibilità del Gruppo. Tale impegno si traduce in un piano strutturato che prevede la misurazione e la rendicontazione dei risultati raggiunti. La Rendicontazione di Sostenibilità 2025 aggiorna il percorso avviato negli ultimi anni e conferma come la sostenibilità rappresenti un elemento trasversale nella gestione della holding e delle società partecipate. Italmobiliare, infatti, opera come holding di partecipazioni industriali con un portafoglio di aziende controllate e si pone l’obiettivo di supportarle nella definizione e nell’attuazione dei rispettivi percorsi ESG.
Per monitorare i progressi compiuti in ambito ESG, il gruppo si avvale dell’SDG Action Manager, la piattaforma sviluppata da B Lab e UN Global Compact. Attraverso questo sistema, Italmobiliare valuta il proprio contributo agli SDGs e quello delle società controllate, registrando un ulteriore miglioramento rispetto alla prima rilevazione del 2021 e confermando performance superiori alla media del settore di riferimento.
La capogruppo Italmobiliare concentra il proprio impegno su sei Obiettivi prioritari che sono: consumo e produzione responsabili (SDG 12), lotta al cambiamento climatico (SDG 13), parità di genere (SDG 5), lavoro dignitoso e crescita economica (SDG 8), pace, giustizia e istituzioni solide (SDG 16) e partnership per gli obiettivi (SDG 17); mentre le aziende controllate estendono il contributo ad altri Goal in funzione delle caratteristiche dei rispettivi business. La Rendicontazione di Sostenibilità 2025 evidenzia come il modello di investimento di Italmobiliare continui a evolvere secondo una logica di creazione di valore sostenibile. Le società partecipate sono infatti supportate nell’integrazione dei criteri ESG attraverso l’adozione di strumenti di misurazione condivisi, la definizione di obiettivi comuni e un dialogo costante con la holding.
I progressi del gruppo Italmobiliare sugli SDGs
La Rendicontazione di Sostenibilità 2025 evidenzia come la creazione di valore sostenibile sia l’obiettivo attorno al quale è costruita la politica di investimenti di Italmobiliare, che vede un coinvolgimento delle società partecipate nella definizione di obiettivi comuni e un dialogo costante con la holding per attivare gli strumenti per raggiungere i target prefissi. Un metodo che nel 2025 ha permesso di raggiungere importanti traguardi.
Sul fronte della parità di genere (SDG 5), le donne rappresentano il 40% delle posizioni manageriali, in crescita rispetto al 33% del 2021 e in linea con il target fissato per il 2025. Parallelamente, il gender pay gap è stato ridotto del 47%, confermando l’impegno del gruppo nel promuovere un modello organizzativo sempre più inclusivo.
Rilevanti progressi emergono anche sul lavoro dignitoso e la sicurezza (SDG 8). L’indice di frequenza degli infortuni è sceso a 2,0 per milione di ore lavorate, il valore più basso degli ultimi cinque anni, mentre le ore medie di formazione per dipendente sono tornate a crescere raggiungendo quota 31, con l’obiettivo di superare le 40 ore per persona.
Tra i risultati più signiricativi figurano quelli relativi al consumo e alla produzione responsabili (SDG 12). Nel 2025 il 95% delle materie prime utilizzate dal gruppo proviene infatti da fonti responsabili o riciclate, superando il target dell’80%, mentre la quota di packaging sostenibile ha raggiunto l’83%, ben oltre l’obiettivo del 60%, a conferma del percorso verso modelli produttivi sempre più orientati all’economia circolare.
Anche sul fronte climatico (SDG 13) il gruppo prosegue il proprio percorso di decarbonizzazione. L’intensità carbonica delle emissioni Scope 1 è diminuita da 15 a 11 tCO₂e per milione di euro di ricavi tra il 2021 e il 2025, mentre le emissioni Scope 3 (categorie 1-14) si sono ridotte da 617 a 378 tCO₂e per milione di euro di ricavi. In ultimo le emissioni Scope 2 rimangono pari a zero grazie all’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Infine, gli indicatori relativi alla business integrity (SDG 16) e alle partnership (SDG 17) mostrano il consolidamento della governance ESG del gruppo. Nel 2025 il 100% delle società è dotato di un Modello 231, di un Codice Etico, di Politiche di Sostenibilità e della Carta delle Partnership, raggiungendo gli obiettivi fissati dalla holding e confermando una piena integrazione dei principi ESG nella gestione delle partecipate.
Le partecipate di Italmobiliare trasformano gli SDGs in progetti concreti
Caffè Borbone: filiere sostenibili e agricoltura rigenerativa
Caffè Borbone continua a rafforzare il proprio contributo agli SDGs attraverso una strategia che coinvolge tutta la catena del valore. Nel 2025 oltre il 52% del caffè acquistato proveniva da filiere certificate e l’azienda punta a raggiungere l’80% entro la fine del 2026. Parallelamente, il 76% degli acquisti di caffè, carta e legno risponde già ai criteri “No Deforestation”, anticipando gli obiettivi fissati dalla normativa europea.
L’impegno si estende anche ai Paesi produttori. In India e Vietnam la società ha avviato, insieme al partner OFI, programmi dedicati all’agricoltura rigenerativa e alla formazione degli agricoltori, con l’obiettivo di migliorare la resilienza delle coltivazioni e ridurre tra il 17% e il 27% le emissioni di gas serra generate nelle fasi agricole della produzione del caffè. Un progetto che lega direttamente gli SDGs alla tutela della biodiversità, all’azione per il clima e alla crescita economica delle comunità locali.
Santa Maria Novella: crescita internazionale e obiettivi climatici certificati
Per Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella la sostenibilità accompagna la crescita internazionale del marchio. Nel 2025 l’azienda ha raggiunto 74,4 milioni di euro di ricavi (+6,3%), consolidando la presenza in oltre 30 Paesi attraverso 40 negozi diretti, mentre tutte le produzioni continuano a essere realizzate nello storico stabilimento di Firenze.
Sul fronte ESG, l’azienda continua a migliorare formulazioni e packaging portando al 71% la quota di ingredienti di origine naturale e la tracciabilità delle materie prime, ottimizzando gli imballaggi per ridurne il volume e incrementare l’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili, oltre ad ampliare le soluzioni refill. Dal 2021 utilizza esclusivamente energia elettrica rinnovabile, in parte autoprodotta, e nel 2024 ha aderito alla Science Based Targets initiative, ottenendo la validazione di obiettivi che prevedono una riduzione del 42% delle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2030 e del 90% entro il 2050 rispetto al 2023.
Italgen: oltre 360 GWh di energia rinnovabile per accelerare la transizione
Italgen continua a rappresentare il principale contributo del gruppo agli SDGs legati alla transizione energetica. La società benefit infatti gestisce 40 impianti, tra 31 concessioni idroelettriche e 9 impianti fotovoltaici, con una potenza installata di circa 103 MW, una rete proprietaria di 300 chilometri di elettrodotti e una produzione sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 143 mila famiglie.
Nel 2025 Italgen ha prodotto 360 GWh di energia idroelettrica, ha acquisito il 100% di Alben Srl, proprietaria di due nuovi impianti in provincia di Bergamo, e ha completato il revamping della storica centrale del Dezzo, migliorandone efficienza e affidabilità. Parallelamente sono stati sottoscritti nuovi Power Purchase Agreement, portando a quasi 40 il numero delle imprese servite con contratti di lungo periodo per l’approvvigionamento di energia verde. Sul fronte della sicurezza, dopo il grave incidente registrato nel 2024, l’azienda è tornata a chiudere l’anno con zero infortuni, rafforzando il sistema di gestione certificato ISO 45001.
Casa della Salute: da 8 a 40 cliniche per una sanità sempre più accessibile
Casa della Salute continua a crescere come operatore della sanità territoriale privata. Nel 2025 il gruppo ha raggiunto 80,2 milioni di euro di ricavi (+26,8%) e ha proseguito il piano di espansione nazionale entrando in una nuova regione, la Sardegna, con l’apertura delle sedi di Sassari e Cagliari. Proprio con l’inaugurazione della struttura del capoluogo sardo il network ha raggiunto quota 40 cliniche, rispetto alle 8 presenti nel 2020 al momento dell’ingresso di Italmobiliare nel capitale. Nel corso dell’anno è proseguito anche il rafforzamento della presenza in Piemonte con nuove aperture a Nichelino, Vercelli e Novara e nuove acquisizioni sul territorio.
La crescita è accompagnata da investimenti sul capitale umano. A fine 2025 il gruppo conta 635 dipendenti, contro i 549 dell’anno precedente, ai quali si affiancano 986 professionisti e collaboratori sanitari. In linea con l’obiettivo di raggiungere l’uguaglianza di genere (SDGs 5), il 33% delle posizioni manageriali è ricoperto da donne e la formazione rappresenta uno degli strumenti chiave per garantire qualità del servizio: ai nuovi operatori vengono dedicate settimane di formazione teorica e affiancamento sul campo prima dell’ingresso operativo.
SIDI Sport: obiettivi Net Zero e prodotti progettati per durare
Per SIDI Sport gli SDGs si traducono in una strategia che combina innovazione, decarbonizzazione ed economia circolare. Dopo l’adesione alla Science Based Targets initiative, l’azienda ha ottenuto la validazione di obiettivi climatici che prevedono la riduzione delle emissioni entro il 2030 e il raggiungimento del Net Zero entro il 2050. Dal 2023 il 100% dell’energia elettrica acquistata proviene inoltre da fonti rinnovabili.
La sostenibilità è sempre più integrata anche nello sviluppo del prodotto. Il report evidenzia infatti il rafforzamento dell’eco-design delle calzature, la ricerca su materiali riciclati e riciclabili e la vendita separata dei componenti di ricambio, una soluzione che permette di riparare scarpe e stivali anziché sostituirli integralmente, prolungandone il ciclo di vita e riducendo il consumo di materie prime. L’azienda continua inoltre a selezionare fornitori certificati e a sviluppare packaging sempre più sostenibili.
Capitelli: qualità della filiera e benessere animale
Per Capitelli la sostenibilità parte dalla filiera. L’azienda produce salumi di alta gamma utilizzando carni provenienti da una filiera selezionata e tracciata fin dall’allevamento, applicando criteri che integrano aspetti ambientali, sociali e di governance nella scelta dei fornitori. Questo approccio permette di garantire elevati standard di qualità, sicurezza alimentare e benessere animale lungo l’intero processo produttivo.
La sostenibilità interessa anche il prodotto finale: il report evidenzia come la selezione delle materie prime e il controllo della catena di fornitura rappresentino elementi distintivi del modello di business dell’azienda, contribuendo agli SDGs dedicati al consumo responsabile e alla resilienza delle filiere agroalimentari.
Tra i numerosi progetti, Capitelli ha realizzato anche il primo prosciutto “cotto al sole”. SUN Giovanni, nome che richiama il prodotto simbolo dell’azienda, il Prosciutto Cotto San Giovanni, nasce grazie all’impianto fotovoltaico installato presso lo stabilimento di Borgonovo Val Tidone, che produce energia rinnovabile destinata ai processi produttivi. Il progetto prevede inoltre un sistema di accumulo per utilizzare l’energia anche nelle ore notturne e l’elettrificazione delle caldaie dei forni di cottura. L’obiettivo è arrivare a produrre prosciutti utilizzando energia rinnovabile autoprodotta, riducendo in modo significativo le emissioni associate alle attività industriali.
Clessidra: investimenti ESG e fondi Articolo 8 e 9
Infine, per Clessidra la sostenibilità rappresenta un criterio sempre più rilevante nelle decisioni di investimento. Italmobiliare conferma infatti la preferenza per fondi classificati Articolo 8 e Articolo 9 del regolamento SFDR, privilegiando strumenti che promuovono caratteristiche ambientali e sociali e adottano solidi criteri di governance. Nel 2025 il portafoglio si è ulteriormente ampliato con nuovi fondi come Clessidra Capital Partners Green Harvest, Clessidra Private Debt 2 Fund e Lauxera II, tutti caratterizzati da un’integrazione strutturata dei criteri ESG.
L’approccio va oltre la selezione degli investimenti. Attraverso Clessidra Private Equity e Clessidra Capital Credit vengono infatti accompagnate società come Argea, Impresoft, Everton, Molino Nicoli, Microtec e Viabizzuno in percorsi di miglioramento delle performance ambientali, sociali e di governance. Le partecipazioni più rilevanti vengono inoltre incluse nel monitoraggio della carbon footprint del gruppo e negli obiettivi di decarbonizzazione di Italmobiliare, confermando il ruolo della finanza come leva per la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo.
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Arianna De Felice
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