Quello che sappiamo è la follia. E la follia ci cambia sotto gli occhi, ogni giorno, ogni momento che passa, è un mutaforma. E più ne sappiamo, più sappiamo che non ne sappiamo abbastanza, che non sappiamo niente, almeno noi comuni che non usiamo spanciarci la sera nei locali di copertura di faccendieri massoni pluripregiudicati dietro a decine di storie losche del Paese. La follia dunque ci narra di un conduttore in fama di eroe, uno della vecchia scuola della sinistra estrema, un allievo di Giuliana Strena, uno che raccontava di complotti americani dappertutto, dall’ Iraq in poi, e pazienza se ogni volta la bolla scoppia, basta e avanza a diventare eroi. Questo conduttore dal nome mitologico, Sigrfido figlio di Sigmundo, di stirpe divina, allevato dal fabbro nano Regin, cresce professionalmente nel moralismo più manicheo, dalla parte del bene io e gli amici miei, nel male tutti gli altri, faccendieri, massoni, berlusconiani, fascisti, finché un giorno gli scoppia un ordigno avanti casa: è il trionfo, l’apoteosi, portato in processione come un martire di Allah, i colleghi come “scudi umani” e “nessuno tocchi la libera informazione”, un amico segaligno flauta “E un attentato contro Sigfrido”, e mecojoni, che scoop questi della schiena dritta, “ce ne fossero di più di giornalisti come noi”, certo, certo, e chi è stato non si sa ma c’è chiunque che lo sa, sono stati: Meloni, il Mossad, Trump, Berlusconi dalla tomba, i mafiosi che da lui tuttora dipendono, mito e leggenda si fondono, i magistrati gli rivolgono l’ovazione più persistente di tutti i tempi, 92 minuti di applausi! E sì che ha 220 querele e se ne vanta, ma son tutte querele di ladri fasci massoni berlusconiani faccendieri.
Cresce la gloria, la scorta, la panza, l’ego, le ospitate, i festival, difendere Sigrfido figlio di Pdor è difendere la libertà, la giustizia, la sinistra, il Paese, baci e abbracci dai leader, le Lelle, i Giuseppi, la libera informazione è libera veramente, martire e strafottente, Sigfrido della stirpe divina dei Volsunghi va in televisione, in una rete concorrente del servizio pubblico dove è padrone anche in regime di Telemeloni, ci va a dire che un ministro del governo fascista si intratteneva a 80 anni in turpi faccende in un ranch sudamericano gestito dal compagno di una ex dentalista graziata, come illazione pare un po’ spericolata, roba da trip acido, ma Sigfrido dei nibelunghi mette le mani avanti, “stiamo verificando”, perché la libera informazione questo fa, prima sputtana, distrugge reputazioni, poi verifica, anche se in realtà non verifica niente, si scusa, “però resto martire”, viene querelata, e questa è la conferma che resto martire, mi hanno pure tirato i droni atomici addosso, a proposito, com’è finita quella storia? È finita che otto mesi dopo arrestano quattro mafiosi da strapazzo e una manciata di giorni appresso tirano in ballo indovina un po’ chi? Un faccendere massone (ex) berlusconiano di destra pluripregiudicato con un ristorante di copertura, roba che ricorda il negozio di fiori del gruppo TNT, dove si pappa e si trama e sai chi ci passava una sera sì e l’altra pure? Il bombato, amico del suo bombarolo al punto che non smette di difenderlo in modi anche surreali, “se è stato lui allora non voleva farmi male”, però resto martire. Ma come? Il petardo sotto al culo te l’ha messo il tuo migliore amico e compare! Sì, ma resto martire. Ma se è tutta una farsa! Eh, ma resto martire. E va in giro più di prima a sfoggiare il martirio, l’aureola.
E già tutta questa follia basterebbe e avanzerebbe per chiudere tutti in manicomio. In un Paese normale. Invece siamo solo all’inizio. La follia mutaforma ci spiazza, ci lascia puntualmente indietro: dormono tutti, adesso. Dormono i cari colleghi, i santini e santoni della libera informazione, le prefiche in processione, i segaligni, dormono i magistrati applausoni, dormono i politici, le Lelle e i Beppi (forse no), dormono i 5stelle, perché Sigfrido figlio di Pdor è un 5stelle fatto e finito e il suo programma, Report, un dominio grillino, una enclave pentastellina nella Telemeloni. Ma sotto tanto silenzio, molti son desti. Ranucci ride, ammicca, viaggia, dichiara ma dice niente. Lavitola idem. Le voci corrono, si strozzano, per esempio una insinua che in quel ristorante di copertura andassero pure parecchi colleghi di una testata in non floridissima condizione particolarmente scatenata nell’organizzare le processioni martirologiche a Sigfrido. Un covo, insomma. Lui, il bombato, avverte: lì dentro ci vanno tutti, per dire non facciamo scherzi. Il magico mondo dell’informazione ne esce una volta di più come un grumo non proprio raccomandabile, se si distribuisce per le Gintonerie a Milano, le pescherie massoniche a Roma, vari locali equivoci, vari scantinati preoccupanti. “Tutti lo frequentano” ammica Sigrfido, martire a prescindere.
E già questo supplemento di follia avanzerebbe a sedare tutti per l’eternità. In un Paese decente. Invece tutti che mormorano, che non sanno niente per la carità ma lasciano capire di sapere tutto, e poi si scopre che bombarolo e bombato, più che amici fratelli, più che fratelli compari, otto mesi dopo i petardi sotto al culo di Sigfrido figlio di Pdor figlio di Kmer, condividevano un sondaggio utile a lanciare il bombato quale prossimo presidente del Consiglio “e io sarò il tuo stratega, il tuo Gianni Letta” gli dice quello che gli ha mandato i mafiosi a fargli saltare il cancello di casa. E l’altro non si sogna di tirarsi fuori anzi partecipa attivamente alla compilazione del questionario, diffuso a tutti i giornalisti, e insieme a lui lo redigevano “due colleghi top, importantissimi”, e immaginiamoci chi, e per la soluzione palazzo Chigi lavoravano pure specchiate magistar, sapete, di quei giudici con l’aureola sempre in televisione.
Messa così, esce una faccenda che è un incubo, una roba che al confronto la P2 è Candy Candy. Difatti c’è di mezzo il Lavitola. Solo che c’è di mezzo pure Sigfrido il nibelungo: che partecipava a redigere il sondaggio che lo riguardava ma “No ma mica mi candidavo”. Bontà sua. Si vede che passavano i dopocena, come a Trivial Pursuit. Però le manovre c’erano, surreali ma c’erano: davvero in questa Italia sbrindellata c’è qualcuno, un malavitola qualunque, convinto di potere inventare un presidente del Consiglio, di fatto la prima carica democratica, con gli intrighi, le pescherie, i sondaggi, passando sopra i partiti, le elezioni, le istituzioni, il presidente della Repubblica, la legalità formale? Siamo a questo punto?
Leggi anche:
Il sondaggio, poi, è la solita cialtronata che fingendo di studiare la vox populi tira a orientarla, a determinarla. Pagine e pagine di quiz a risposta multipla che convergono ossessivamente, in modo martellante, sul Prescelto. Roba falsamente scientifica, da ciarlatani, da Dulcamara, o divulgatori, o faccendieri, del genere “quali sono le due caratteristiche imprescindibili che questo candidato ideale dovrebbe possedere? Solida competenza tecnica e amministrativa; forte carisma ed efficacia nella comunicazione; profonda conoscenza delle dinamiche politiche e dei partiti; forte indipendenza dai partiti e vicinanza alla società civile”, integrità morale ed onesta e trasparenza”. E poi ti impongono Ilaria Salis. O Sifgrido allevato dal fabbro nano. Considerando che il questionario veniva proposto in forma elettronica, lo psicopercorso era obbligato: “Chi vedresti bene alla guida del Paese? A Lella; B Conte; C Wanna Marchi; D Sigfrido. Clicca su D per proseguire”. “Sigfrido è l’unico che può salvare: A l’Italia dalle destra fasciste; B l’Europa delle destre vannacciste; C l’America da Trump; D il mondo dagli ebrei. Clicca su tutte le opzioni per proseguire”. “Sigfrido ha il fisico di Halland bomber dei norvegesi: clicca su “Sì” oppure su “Sì” per proseguire. “Il tuo candidato ideale è: A maschio; B femmina; C non so, non rispondo; D Sigfrido. Clicca su D per proseguire”. “Chi preferiresti a palazzo Chigi? A Sigfrido; B Sigfrido; C Sigfrido; D Sigfrido. Clicca su una opzione qualsiasi per proseguire”. A quel punto, pare che Conte si stato colto da un leggerissimo sospetto o, per meglio dire, si sia incazzato come una bestia e dopo un po’ è saltata la fogna, bombe, bombaroli, bombati, pescherie, frittimisti, questionari, martiri, vergini, sfondati e ricostruiti.
Ricapitolando, perché ce n’è bisogno. Un populista specializzato in “inchieste” ad alto tasso malevolo si trova un petardo sotto al culo, incolpano la mafia, la finanza ebrea, la presidente del Consiglio, finché si scopre che pare sia stato il suo migliore amico per fargli un favore, quale non si sa, ma in modo da lanciarlo alla presidenza del Consiglio in fama di supermartire, cosa che l’interessato non solo non smentisce, ma copre. Con un giornale particolarmente amico che omette la matrice, particolarmente imbarazzante, del faccendiere massone ex di destra ma si aggroviglia nei soliti retroscena alimentati da gomblotti, servizi, spioni, già che ci siamo allora infiliamoci pure i due appena sgamati a spifferare al KGB, tanto lo sappiamo che dalle vostre parti siete tutti putiniani di complemento, insomma vai di suggestioni, ricostruzioni fantasy, di quelle che poi valgono 250 milioni in risarcimento danni, cioè non si trova un motivo per l’attentatuni ma un attentatuni per un motivo: complimentuni!
A seguire quello che succede in questo nostro pantano chiamato democrazia c’è da cadere nelle vertigini, e anche un po’ nella voglia di uccidersi: che senso ha vivere qui, in questo modo qui, in una lavitola impossibile in una palude piena di Ranucci? Ma niente paura, a occhio e croce diremmo che se la caveranno tutti: la libera informazione, completamente stretta nel patto di omertà, continuerà a fare la signorina incinta, ma appena appena; Sigfrido figlio di Pdor figlio di Kmer verrà eletto coi 5Stelle perché “resto martire” (e la politica delle porte girevoli ha sempre più bisogno di tipi così); l’altro, il massone pescatore, ne uscirà come la salamandra dalle fiamme. In fondo, coltivava un campo largo, ci cresceva i Ranucci, mica i Vannacci.
Max Del Papa, 10 luglio 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Max Del Papa
Source link

