Un incontro dietro l’altro a Palazzo Tobia Pallavicino per UlisseFest, la festa del viaggio Lonely Planet, con il sostegno della Camera di Commercio di Genova. Sabato mattina sono stati protagonisti Manuela Iannetti, autrice del libro «Il Continente della porta accanto», Marco Morello, podcaster per Panorama, e Marco Giovannelli, direttore di VareseNews, che ha anche moderato la conversazione.
Il tema del festival: elogio della fuga
Il confronto ha preso le mosse dal tema scelto quest’anno da UlisseFest, l’elogio della fuga. Per Manuela Iannetti il viaggio è soprattutto uno spazio di libertà, una modalità che si completa o si affianca alla vita quotidiana. Marco Morello ha invece osservato che la fuga, in fondo, è un concetto relativo: «Dovunque andiamo notiamo noi stessi, quindi se lo facciamo per scappare da qualcosa alla fine ci ritorniamo sempre». Giovannelli ha citato la canzone di Eugenio Finardi «Extraterrestre» come immagine di un altrove che, nella pratica del viaggio, si trasforma spesso in un confronto con se stessi, mentre nella lettura del festival il tema va inteso più come risposta alla velocità del cambiamento contemporaneo che come vera fuga: il viaggio, in questa chiave, diventa possibilità di scoperta.
Gli archivi che raccontano storie: l’esperienza di Manuela Iannetti
Iannetti ha presentato Archivissima, la manifestazione dedicata agli archivi che nasce nel 2018 da un’esperienza precedente e si tiene ogni anno a inizio giugno, in coincidenza con la giornata internazionale degli archivi. L’obiettivo, ha spiegato, è rompere la percezione di luoghi polverosi facendo raccontare i documenti d’archivio da grandi autori e autrici. Nel 2023 il tema generale è stato proprio il viaggio, declinato attraverso il racconto del Grand Tour, che ha prodotto narrazioni significative in tutta Italia grazie alla dimensione digitale della notte degli archivi, cresciuta durante la pandemia.
Iannetti ha poi presentato il suo libro «Il Continente della porta accanto», una raccolta di reportage dedicata al sud-est asiatico, pubblicata da un editore salentino e concepita come primo volume di una collana sul tema del confine. Il libro raccoglie storie di persone incontrate lungo il cammino, in Vietnam, Cambogia e Thailandia, ed è costruito, ha detto l’autrice, attraverso «un buco della serratura», uno sguardo personale piuttosto che una pretesa di esaustività. Tra i riferimenti dichiarati, Tiziano Terzani, la cui biblioteca è oggi conservata alla Fondazione Civiltà di Venezia.
Il podcast come esperienza intima: Marco Morello e «Altrove»
Morello, che lavora da quasi vent’anni a Panorama, ha raccontato la sua serie podcast «Altrove», giunta alla quinta stagione con oltre 170 puntate. Per lui il podcast rappresenta un cambio di registro rispetto alla scrittura giornalistica classica, più distante e in terza persona: «Il podcast sono io che parlo con la mia voce». Ha descritto la dimensione dell’ascolto come particolarmente intima, capace di far immaginare i luoghi senza il filtro dell’immagine, e ha sottolineato come il podcast si presti bene ai momenti di viaggio vero e proprio, in aereo o in autobus.
Il racconto del territorio, i cammini e Srebrenica: Marco Giovannelli
Giovannelli ha ripercorso la storia di VareseNews, nata nel 1997 come una delle prime testate digitali locali italiane, e la nascita del festival Glocal, che unisce dimensione locale e globale nel racconto giornalistico. Ha quindi raccontato due esperienze personali che descrive come determinanti: il viaggio in Vespa da Ventimiglia a Trieste nel 2010, ideale prosecuzione di un percorso compiuto venticinque anni prima da Michele Serra, e l’inizio della pratica dei cammini, a partire dalla Via Francigena, percorsa per la prima volta dal Passo della Cisa a Roma, 560 chilometri in 21 giorni. Ha ricordato anche le tappe lombarde compiute insieme all’allora presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, un’esperienza che contribuì a portare attenzione istituzionale sul tema dei cammini storici.
Giovannelli ha chiuso l’incontro con un riferimento al progetto «Lombardia CoopCoop», che in queste ore sta accompagnando un gruppo di cittadini lombardi a Srebrenica, in occasione dell’anniversario del genocidio dell’11 luglio 1995. Il percorso si collega alla cooperativa Insieme, realtà bosniaca che riunisce donne musulmane e serbe nella lavorazione dei frutti di bosco, e al progetto editoriale del Libro Solidale, di cui è in preparazione la venticinquesima edizione. «Non dobbiamo dimenticare che è importante non solo ricordare, ma anche avere consapevolezza, perché non è qualcosa che è passato», ha detto Giovannelli, richiamando anche il romanzo di Gigi Riva ambientato a Sarajevo, città che ha paragonato per energia e contraddizioni ad alcune cittadine del Mar Nero raccontate in un altro incontro da Marco Ansaldo.
Viaggiare nel 2026
Nella parte conclusiva i tre relatori si sono confrontati sul futuro del racconto di viaggio. Iannetti ha indicato la necessità di ripensare la mobilità intercontinentale, privilegiando la lentezza e la scoperta dei territori vicini. Morello ha difeso il valore della parola e dell’immaginazione rispetto alla sovrabbondanza di immagini. Giovannelli ha sottolineato la responsabilità di connettere le dimensioni intime, professionali e sociali del racconto, capaci di raggiungere anche chi prende decisioni politiche.
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