Si è svolto l’incontro dedicato alla definizione delle linee strategiche del progetto Distretto dell’Innovazione Circolare, promosso dall’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo con l’obiettivo di costruire un modello territoriale capace di coniugare economia circolare, progettazione sostenibile, innovazione tecnologica e tutela dell’ambiente.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’Unione e Sindaco di Vallefoglia, Sen. Palmiro Ucchielli, che ha sottolineato come il confronto abbia segnato l’avvio della fase operativa del progetto, finalizzata a definire una strategia condivisa tra istituzioni, università, imprese, gestori ambientali, associazioni di categoria e Terzo settore.
Tra le priorità individuate figura la realizzazione di un’analisi dei flussi dei rifiuti delle principali filiere produttive del territorio, con particolare riferimento ai comparti del mobile, della refrigerazione, del vetro, della meccanica e dell’agricoltura. La conoscenza dei flussi di materia rappresenta infatti il punto di partenza per individuare opportunità di recupero, valorizzazione e reimpiego delle risorse, trasformando gli scarti in nuove materie prime seconde.
Accanto all’attività di analisi, è stata evidenziata la necessità di sviluppare un articolato programma di formazione tecnica e di sensibilizzazione rivolto sia alle imprese sia ai cittadini, promuovendo una cultura della prevenzione dei rifiuti e dell’allungamento del ciclo di vita dei prodotti. È stato ricordato come una parte significativa dei materiali conferiti ai Centri di raccolta possa essere recuperata, rigenerata e reimmessa nei cicli produttivi.
Un tema trasversale emerso con forza durante il confronto riguarda il ruolo dell’ecodesign e dell’ecoinnovazione come leve fondamentali per la transizione verso un’economia realmente circolare. La progettazione sostenibile dei prodotti e dei processi produttivi, infatti, consente di ridurre il consumo di risorse, facilitare il riutilizzo, la riparazione, la rigenerazione e il riciclo dei materiali, aumentando al tempo stesso la competitività delle imprese.
La Prorettrice dell’Università di Urbino, Elena Viganò, ha sottolineato l’esigenza di definire un quadro strategico ampio, capace di integrare ricerca, didattica, trasferimento tecnologico e partenariati istituzionali, affinché il Distretto possa diventare un laboratorio permanente di innovazione circolare e sviluppo sostenibile.
Il Professore ordinario di Economia applicata dell’Università di Urbino, Giovanni Marin, ha illustrato le opportunità offerte dal programma europeo LIFE, evidenziando come i bandi richiedano progettualità solide, innovative e fortemente collaborative. In questa prospettiva ha proposto di avviare una ricognizione dei progetti già sviluppati a livello nazionale ed europeo per valutarne la possibile applicazione nel territorio dell’Unione Pian del Bruscolo.
Particolare attenzione è stata dedicata ai rifiuti da costruzione e demolizione, che costituiscono una quota rilevante dei rifiuti speciali prodotti nel territorio e rappresentano una delle principali sfide individuate dalle politiche europee di economia circolare. L’obiettivo condiviso è sviluppare un modello innovativo e replicabile, fondato sul recupero delle materie, sulla progettazione circolare degli edifici e sulla valorizzazione dei materiali provenienti dalla decostruzione, anche attraverso partenariati internazionali.
Su questo tema Daniele Antonozzi, Presidente di Marche a Rifiuti Zero, ha richiamato le esperienze già avviate all’interno della rete Zero Waste Europe, proponendo una ricognizione degli hub esistenti e dei flussi dei rifiuti speciali per individuare le migliori pratiche da trasferire nel territorio.
Il Direttore della Funzione Ambiente di Marche Multiservizi, Franco Macor, ha evidenziato la necessità di progettare impianti innovativi, sostenibili e pienamente coerenti con i principi dell’economia circolare, sottolineando l’importanza di una visione aperta alle esperienze internazionali.
L’Assessora all’Ambiente del Comune di Pesaro, Maria Rosa Conti, ha richiamato l’attenzione anche sui temi dell’amianto e dell’abbandono dei rifiuti, evidenziando la necessità di intercettare correttamente questi flussi e garantire una gestione ambientalmente sicura dei materiali.
La Direttrice del Master in Ecodesign dell’Università di Camerino, Lucia Pietroni, ha posto al centro del dibattito il ruolo strategico della progettazione sostenibile. Secondo Pietroni, la transizione circolare richiede di ripensare prodotti, componenti e processi lungo l’intero ciclo di vita, coinvolgendo tutti gli attori delle singole filiere – dalla progettazione alla produzione – affinché i materiali possano rientrare nei cicli produttivi attraverso il riuso, la rigenerazione e il riciclo. Ha inoltre evidenziato l’importanza della disseminazione dei risultati, del coinvolgimento delle realtà associative e cooperative del territorio e della definizione di indicatori misurabili per valutare l’efficacia delle azioni intraprese.
Il Presidente di ANCE Pesaro e Urbino, Rodolfo Brandi, ha ribadito la necessità di trasformare i rifiuti in materie prime seconde attraverso l’adozione di nuove tecnologie di costruzione e decostruzione, la formazione degli operatori e la diffusione del Green Public Procurement e dei Criteri Ambientali Minimi nelle politiche degli enti pubblici.
Michele Altomeni, della Cooperativa Contatto, ha evidenziato il possibile contributo del Terzo settore nelle attività di selezione, recupero e preparazione per il riutilizzo dei materiali, valorizzando anche l’impatto sociale dell’economia circolare.
A concludere i lavori è stata Rossana Biagioni, Assessora dell’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo e del Comune di Gabicce Mare, che ha richiamato le opportunità offerte dai prossimi interventi di riconversione del patrimonio alberghiero della costa, evidenziando come tali operazioni possano rappresentare un’importante occasione per sperimentare l’impiego di materie prime seconde e applicare concretamente i principi dell’ecodesign e della progettazione sostenibile.
L’incontro si è concluso con l’invito ai partecipanti a elaborare proposte progettuali e contributi operativi in vista del prossimo appuntamento, previsto per il mese di settembre, con l’obiettivo di consolidare una rete territoriale capace di fare del Distretto dell’Innovazione Circolare un punto di riferimento per lo sviluppo di modelli avanzati di economia circolare, ecoinnovazione e sostenibilità.
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