Celebrati i 130 anni della Biblioteca di Castel Capuano intitolata ad Alfredo De Marsico, illustre giurista di Sala Consilina


Compie 130 anni a Napoli la Biblioteca di Castel Capuano, intitolata ad Alfredo De Marsico, illustre e autorevolissimo avvocato, insigne giurista e presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Napoli per ben otto consiliature. Voluta da Enrico Pessina, la Biblioteca fu ufficialmente inaugurata il 19 luglio 1896. Successivamente è stata intitolata ad Alfredo De Marsico per rendere omaggio a uno dei più grandi giuristi, avvocati e penalisti della scuola napoletana e italiana del Novecento, scomparso nel 1985. Nel Palazzo di Via dei Tribunali è custodito anche un busto dedicato al Maestro. In occasione dell’importante ricorrenza, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste, ha dichiarato: “Ricordiamo Alfredo De Marsico anche quale testimonianza della nostra tradizione forense, che non è solo il mero ricordo di un glorioso passato, ma vive ancora oggi nell’attualità dei suoi insegnamenti”.

Nel Salone dei Busti è presente anche quello di De Marsico, ricordato per il suo costante impegno in difesa dell’indipendenza dell’Avvocatura, sintetizzato nella frase incisa sul piedistallo che sorregge il busto dell’insigne giurista collocato dinanzi all’ex Palazzo di Giustizia di Sala Consilina: “Il processo penale non può svolgersi se non sul principio della parità delle armi, quindi dell’uguaglianza delle facoltà delle parti e dei poteri spettanti al P.M. ed al Difensore. Questa è stata la mia verità scientifica, questa è stata sempre la mia fede di Avvocato”.

La Biblioteca di Castel Capuano custodisce un patrimonio ricchissimo di testi antichi, codici e volumi di immenso valore storico e giuridico. Conserva i grandi “testi sacri” del diritto ma anche una vasta sezione letteraria, tra cui le opere di Seneca e Cicerone, punti di riferimento imprescindibili per generazioni di giuristi. Fin dalla sua fondazione, questa istituzione e il patrimonio che vi è custodito testimoniano il profondo legame intellettuale che storicamente unisce magistrati e avvocati, grazie anche alle numerose donazioni che nel tempo hanno contribuito ad arricchirne le collezioni, accompagnando l’evoluzione della cultura giuridica e forense della città di Napoli. L’intero patrimonio librario, inizialmente sistemato nei locali già occupati dalla Settima Sezione Civile del Tribunale di Napoli, nell’ottobre del 1936 fu ritenuto meritevole di una sede più ampia per iniziativa del Sindacato degli Avvocati e dei Procuratori. La scelta ricadde sull’attuale Salone delle Conferenze, già sede delle riunioni del Gran Consiglio ai tempi della regina Giovanna I e successivamente aula della Gran Corte Criminale, dove furono celebrati i processi del 1799, del 1848 e quello che nel 1857 portò alla condanna a morte di Luigi Settembrini.

Anche Sala Consilina, città natale del Maestro, continua a custodirne la memoria. Il presidente dell’Associazione Forense “Igino Cappelli”, avvocato Antonello Rivellese, componente anche del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Lagonegro, nell’esprimere soddisfazione per la decisione degli avvocati napoletani di celebrare questo importante anniversario, ha ricordato come proprio lo scorso anno, in occasione del 40° anniversario della scomparsa del Maestro, il Rotary Club Sala Consilina, il Comune di Sala Consilina e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Lagonegro gli abbiano dedicato un convegno al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’avvocato Franco Coppi e l’avvocato Nicola Buccico.


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Alfredo De Marsico nacque a Sala Consilina il 24 maggio 1888 da Alfonso, archivista della sottoprefettura, ed Emilia Rossi. In occasione delle elezioni politiche del 1897, il padre fu trasferito a Rossano Calabro, dove il giovane Alfredo frequentò il ginnasio, che a Sala Consilina sarebbe stato istituito soltanto nel 1908. Proseguì poi gli studi ginnasiali e liceali al Liceo di Avellino, città nella quale il padre fu successivamente trasferito. Giovanissimo si rivelò brillante oratore e letterato, pronunciando a soli 17 anni un discorso in occasione dell’inaugurazione del monumento a Francesco De Sanctis. Molti altri interventi seguiranno nel corso della sua vita e saranno raccolti nel volume Discorsi e scritti. Si laureò a Napoli nel 1909, a soli 21 anni, pubblicando la tesi “La compra-vendita di cosa futura”. Nel 1915 uscì il suo primo libro di diritto penale, “La rappresentanza nel diritto processuale penale”. Profondo conoscitore della lingua tedesca, oltre che di inglese, francese e russo, curò la rubrica dedicata alla letteratura tedesca sulla rivista “Scuola positiva” di Enrico Ferri.

Favorevole al fascismo, nel quale vedeva il garante dell’ordine, fu eletto deputato nel 1924 e promosse alcune riforme legislative. Alla Camera fece parte di diverse commissioni. Dal 1939 al 1943 fu membro del Consiglio delle Corporazioni delle professioni e delle arti, in rappresentanza degli avvocati e procuratori, e preside della provincia di Avellino. Definito da Mussolini “liberale del fascismo”, si oppose all’introduzione della pena di morte e auspicò un’evoluzione del regime verso una fase di liberalizzazione. Pubblicò anche “Riforma della legislazione” (1935). Nominato Guardasigilli dal 5 febbraio al 25 luglio 1943, fu estensore dell’Ordine del Giorno Grandi, che accelerò la caduta del regime fascista. Per quel voto fu condannato a morte in contumacia il 10 gennaio 1944, nel Processo di Verona.

La Commissione per l’Epurazione del Fascismo lo sospese dall’attività forense per quattro mesi. Con l’avvento della Repubblica fu eletto senatore per il Partito Monarchico nella circoscrizione Sala Consilina-Avellino, ricoprendo l’incarico dal 1953 al 1958, durante la seconda legislatura. All’inizio degli anni Settanta promosse una campagna giornalistica contro la politicizzazione della magistratura e contro il terrorismo. Libero docente di Diritto e Procedura Penale all’Università di Roma dal 1915, insegnò successivamente a Camerino, Cagliari, Bari, Bologna, Napoli e infine nuovamente a Roma, dove fu ordinario di Diritto Penale fino al 1963.

Come avvocato fu considerato uno dei principi del foro italiano e fu presidente dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Napoli. Raccolse le sue Arringhe in cinque volumi a partire dal 1928. Tra le altre opere, giuridiche e letterarie, figurano “Voci e volti di ieri” (1948) e “Penalisti italiani” (1960). Alfredo De Marsico morì a Napoli l’8 agosto 1985. Antonietta Stecchi De Bellis curò successivamente altre pubblicazioni dedicate al Maestro, tra cui “Toghe d’Italia” (1979), “Pensieri su Alfredo De Marsico”, “Incantesimo della parola”, il volume celebrativo “Alfredo De Marsico” (1987) e “Il sole tramonta sul tavolo di questa Corte di Assise” (1989). Nel 2010, in occasione del 25° anniversario della scomparsa dell’illustre giurista, il Rotary Club Sala Consilina-Vallo di Diano pubblicò il volume di Giuseppe D’Amico “Alfredo De Marsico, il mago della parola”.


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