Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha aperto la finestra per la presentazione delle domande di contributo riferite all’annualità 2025 in favore delle imprese editrici di periodici italiani diffusi all’estero. Si tratta di un sostegno pubblico diretto alla stampa periodica rivolta alle comunità italiane nel mondo, attivato nell’ambito della disciplina dei contributi alla stampa italiana diffusa all’estero prevista dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e dal relativo D.P.C.M. 15 settembre 2017.
Finalità del bando
L’intervento è finalizzato a sostenere la produzione e la diffusione di periodici italiani che trattano temi di interesse per le comunità di connazionali residenti fuori dal territorio nazionale, con l’obiettivo di tutela e promozione della lingua e della cultura italiana e di valorizzazione del cosiddetto “sistema Italia” all’estero.
Il contributo per l’anno 2025 si inserisce nel quadro degli strumenti di sostegno al pluralismo dell’informazione e alla presenza editoriale italiana all’estero, con particolare attenzione alle realtà che, pur operando spesso con strutture ridotte, svolgono un ruolo informativo e culturale stabile nel tempo.
Beneficiari
Possono accedere al contributo le imprese e le associazioni che editano periodici rivolti in modo prevalente alle comunità italiane all’estero, riconducibili a due principali categorie:
- periodici italiani editi e diffusi all’estero, con contenuti scritti per almeno il 50% in lingua italiana;
- periodici editi in Italia ma diffusi in misura prevalente all’estero.
Ogni impresa o associazione può richiedere il contributo per una sola testata. È inoltre richiesto che l’impresa e la testata abbiano un’anzianità minima di costituzione ed edizione di almeno due anni antecedenti l’annualità per la quale si presenta la domanda.
Per le imprese che editano il periodico in Italia, è previsto un requisito specifico di diffusione: almeno il 60% delle copie complessivamente distribuite deve essere destinato all’estero.
Agevolazione prevista
Il bando prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto a sostegno dei costi di produzione dei periodici italiani diffusi all’estero. Si tratta di un contributo diretto, riconosciuto annualmente nei limiti delle risorse stanziate e ripartito tra le testate ammesse sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa di settore.
Nell’ambito delle informazioni generali sul sostegno all’editoria, il Dipartimento indica, per il più recente triennio pubblicato (2019–2021), uno stanziamento annuo pari a 2.000.000 euro per i periodici diffusi all’estero, ripartito in 1.400.000 euro per i periodici editi e diffusi all’estero e 600.000 euro per i periodici editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero. Tali dati si riferiscono alle annualità indicate e costituiscono un riferimento di contesto sulle dimensioni della misura.
L’importo effettivo riconosciuto a ciascuna impresa è determinato dal Dipartimento sulla base dei criteri previsti dal D.Lgs. 70/2017 e dal D.P.C.M. 15 settembre 2017, tenendo conto dei costi di produzione dichiarati e dei dati di diffusione della testata, oltre che delle risorse disponibili per l’annualità di riferimento. Le fonti ufficiali non riportano ulteriori dettagli su questo aspetto.
Spese ammissibili
La misura è impostata come contributo a sostegno della produzione dei periodici, e la documentazione richiesta verte in modo particolare sui costi sostenuti per la realizzazione e la diffusione della testata. A tal fine, la domanda deve essere corredata da specifici prospetti relativi:
- ai costi di produzione della testata, comprensivi delle principali voci di spesa legate alla redazione, stampa, servizi, distribuzione e gestione editoriale;
- ai dati di distribuzione e vendita, compresi eventuali abbonamenti e copie digitali vendute.
Qualora i prospetti non siano certificati da una società di revisione abilitata secondo la normativa dello Stato di sede dell’impresa, è necessario allegare la documentazione giustificativa dei costi (contratti, fatture quietanzate, pagamenti, contratti di spedizione, documentazione sugli abbonamenti e simili). In assenza della documentazione richiesta, i relativi costi non sono considerati ammissibili ai fini del calcolo del contributo.
Oltre a queste indicazioni di principio, le fonti ufficiali non riportano ulteriori dettagli su questo aspetto.
Scadenze e modalità di presentazione
Per l’annualità di contributo 2025, il termine per la presentazione delle domande e della documentazione è fissato al 31 marzo 2026. Le domande trasmesse oltre tale data sono dichiarate inammissibili.
Le modalità operative differiscono in base alla tipologia di periodico:
- Periodici editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero: la domanda, compilata utilizzando esclusivamente la modulistica aggiornata pubblicata nella sezione dedicata del sito del Dipartimento, deve essere inviata entro il 31 marzo 2026 all’indirizzo di posta elettronica certificata archivio.die@mailbox.governo.it. Entro lo stesso termine deve essere inviato, a cura e spese dell’editore, un campione dei numeri della testata all’indirizzo postale del Dipartimento a Roma; in caso di prima domanda, devono essere trasmesse anche le copie relative alle due annualità precedenti alla richiesta.
- Periodici italiani editi e diffusi all’estero: la domanda e la documentazione, compilate secondo la modulistica disponibile online, devono pervenire entro il 31 marzo 2026 all’ufficio consolare italiano di prima categoria competente per il luogo in cui ha sede legale l’editore. L’ufficio consolare, dopo avere verificato la completezza della documentazione, la trasmette al Dipartimento e, per conoscenza, al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, entro il 30 aprile 2026.
In tutti i casi, il Dipartimento raccomanda l’utilizzo esclusivo della modulistica resa disponibile sul proprio sito istituzionale e la compilazione digitale dei modelli.
Requisiti e condizioni
Oltre ai requisiti soggettivi e di diffusione già indicati, il riconoscimento del contributo è subordinato al rispetto di una serie di condizioni fissate dalla normativa di settore e richiamate dal Dipartimento nelle istruzioni operative:
- anzianità di almeno due anni sia dell’impresa editrice sia della testata, maturata prima dell’annualità di contributo cui si riferisce la domanda;
- assenza di rapporti di controllo o collegamento tra imprese che presentano domanda di contributo, al fine di evitare cumuli indiretti del sostegno pubblico;
- divieto di distribuzione degli utili derivanti dall’esercizio in cui è riscosso il contributo e per gli otto anni successivi, da recepire in apposita clausola statutaria dell’impresa o dell’associazione;
- obbligo di trasparenza sui contributi pubblici: l’editore deve dare evidenza, nell’edizione della testata, dei contributi già ottenuti negli anni precedenti e di altri eventuali finanziamenti pubblici ricevuti;
- impegno a contrastare forme di pubblicità lesive dell’immagine e del corpo della donna, tramite l’adozione di idonee misure interne;
- per le imprese che editano il periodico in Italia, regolarità negli obblighi di lavoro e previdenza, iscrizione al Registro delle imprese (ove previsto) e titolarità della testata oggetto di domanda da parte dell’editore richiedente;
- per entrambe le categorie, rispetto degli adempimenti documentali, inclusa – quando necessario – la traduzione in lingua italiana della documentazione in lingua straniera, conforme all’originale e certificata secondo quanto previsto dal D.Lgs. 70/2017; in mancanza di traduzione, la documentazione non è valutata in sede istruttoria;
- possibilità di ricorrere alla certificazione dei prospetti di costo e dei dati di diffusione da parte di una società di revisione abilitata; in assenza di tale certificazione, la domanda deve essere accompagnata dalla documentazione contabile a supporto dei dati dichiarati.
Il rispetto di tali condizioni è oggetto di verifica da parte del Dipartimento e, per le testate edite e diffusi all’estero, anche da parte delle autorità consolari competenti, che rilasciano una valutazione sulla diffusione e sulla funzione informativa della testata per la comunità italiana nel Paese di riferimento.
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