Francesca Zivelonghi: «Marmomac celebra sessant’anni guardando al futuro della pietra naturale»


Sessant’anni di storia non rappresentano un punto di arrivo, ma l’occasione per rilanciare una manifestazione che continua a essere il principale punto d’incontro mondiale per l’intera filiera della pietra naturale. Marmomac, in programma a Verona dal 22 al 25 settembre 2026, celebra un anniversario importante con un’edizione che guarda contemporaneamente alle proprie radici e alle nuove prospettive del settore. Dalla scelta simbolica delle cave di Prun per la presentazione ufficiale alle novità di Marmomac and the City, passando per nuovi spazi dedicati alla ricerca, alla progettazione e al dialogo tra tecnologia e design, l’obiettivo è consolidare ulteriormente il ruolo internazionale della manifestazione. A raccontare le novità è Francesca Zivelonghi, event manager di Marmomac.

Francesca, il 2026 segna il traguardo delle sessanta edizioni di Marmomac. Quanto sarà speciale questa manifestazione?

Sarà un’edizione particolarmente significativa perché celebriamo sessant’anni di crescita insieme all’intera filiera internazionale del marmo. Marmomac ha saputo evolversi nel tempo seguendo le trasformazioni del settore e oggi rappresenta un punto di riferimento mondiale. Quest’anno guarderemo naturalmente alla nostra storia, ma con uno sguardo rivolto soprattutto al futuro. Se pensiamo alle origini della manifestazione, il percorso parte già negli anni Quaranta, ma è nel 1961, nel pieno del boom economico, che nasce il modello di fiera che conosciamo oggi.

Per la presentazione del sessantesimo anniversario avete scelto una sede insolita: le cave di Prun.


È stata una scelta fortemente simbolica. Abbiamo voluto raccontare Marmomac nel luogo dove tutto ha origine, cioè la cava, il luogo in cui nasce la pietra. Le cave storiche di Prun rappresentano uno dei simboli più importanti del distretto veronese e ci sembrava il contesto più autentico per presentare ai giornalisti un’edizione così speciale. Allo stesso modo abbiamo organizzato un evento celebrativo anche a Carrara, nelle sue cave storiche, rendendo omaggio ai due principali distretti italiani della pietra naturale e al valore del Made in Italy.

Una scelta che ha avuto anche un forte valore emozionale.

Assolutamente sì. Crediamo che sia importante lavorare seriamente, ma anche creare occasioni di incontro e di relazione. Le fiere nascono proprio per questo: mettere in contatto persone, imprese, professionisti e territori. La presentazione nelle cave è stata una grande festa per il settore e ha permesso di vivere il marmo nel suo contesto più autentico.

In uno scenario economico e geopolitico particolarmente complesso, quale ruolo può svolgere una manifestazione come Marmomac?

Proprio nei momenti più difficili una fiera internazionale diventa ancora più importante. Marmomac riunisce aziende, buyer, architetti e progettisti provenienti da circa 140 Paesi. È il luogo nel quale si costruiscono nuove relazioni, si consolidano quelle esistenti e nascono nuove opportunità di business. Per il Made in Italy rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare la propria leadership non soltanto nei materiali, ma anche nelle tecnologie, negli utensili, nel design e nella progettazione.


Tra le principali novità dell’edizione 2026 c’è il rinnovamento del Padiglione 10 con il progetto “The Bedrock – Living the Future of Natural Stone”.

Sì, è uno degli elementi più significativi di questa edizione. The Bedrock rappresenta l’evoluzione dello spazio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione. Vogliamo che diventi il luogo nel quale si immagina il futuro della pietra naturale. Sotto la direzione artistica di Giorgio Canale, quattro importanti progettisti e ricercatori – Joseph Grima, Davide Fabio Colaci, Raffaello Gagliotto e Giuseppe Fallacara – svilupperanno un dialogo sulle nuove potenzialità del marmo, mostrando come la tecnologia possa amplificarne le possibilità applicative.

Da alcuni anni Marmomac ha deciso di uscire dai padiglioni fieristici per coinvolgere direttamente la città con Marmomac and the City. Come nasce questo progetto?

Nasce dalla volontà di avvicinare il marmo ai cittadini. Crediamo che la pietra naturale possieda un valore culturale che merita di essere raccontato anche al di fuori del quartiere fieristico. Con Marmomac and the City portiamo arte, architettura, design e creatività nelle piazze e nei luoghi simbolo di Verona, creando un dialogo diretto tra la manifestazione e la città.

Quindi l’obiettivo è coinvolgere non soltanto gli operatori del settore.


Esattamente. Vogliamo che anche cittadini e turisti possano vivere questa esperienza e scoprire il valore culturale del marmo. Marmomac non deve essere percepita soltanto come una manifestazione business, ma anche come un grande evento capace di raccontare una delle eccellenze che hanno reso Verona conosciuta nel mondo.

Quali saranno le principali novità di Marmomac and the City per questa edizione celebrativa?

Una delle novità più importanti nasce dalla collaborazione con il Comune di Carrara e con il progetto White Carrara. Saranno presenti numerose opere realizzate da artisti e designer di fama internazionale. Inoltre Raffaello Gagliotto porterà le sue installazioni fuori dal quartiere fieristico, all’interno del Teatro Romano e del Museo Archeologico. Stiamo poi lavorando a un progetto che integrerà nuove tecnologie con gli spazi urbani, offrendo un’esperienza ancora più coinvolgente.

Quest’anno l’iniziativa avrà anche una durata più ampia.

Sì, Marmomac and the City accompagnerà la città anche oltre i giorni della manifestazione fieristica e proseguirà fino alla conclusione di ArtVerona. È una scelta che rafforza ulteriormente il dialogo tra le principali manifestazioni culturali e artistiche della città, creando un calendario di eventi capace di coinvolgere un pubblico ancora più ampio.


Che cosa rappresenta oggi Marmomac per Verona?

Rappresenta una piattaforma internazionale che valorizza non soltanto il distretto lapideo, ma l’intero territorio. Ogni anno porta in città migliaia di operatori provenienti da tutto il mondo, creando opportunità economiche, culturali e professionali. È una manifestazione che racconta il Made in Italy nella sua forma più autentica e che continua a evolversi senza perdere il legame con le proprie origini.

Qual è l’invito che rivolgete agli operatori e alla città in vista di questa sessantesima edizione?

L’appuntamento è a Verona dal 21 settembre con Marmomac and the City e dal 22 al 25 settembre nei padiglioni di Veronafiere. Sarà un’edizione speciale, costruita per celebrare sessant’anni di storia ma, soprattutto, per immaginare insieme il futuro della pietra naturale.


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 Giorgia Preti

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