Bologna, 100 mila euro per le imprese alle fiere internazionali in Italia


La Camera di Commercio di Bologna ha attivato per il 2026 un bando di contributi a fondo perduto destinato alle imprese del territorio metropolitano che partecipano a fiere internazionali organizzate in Italia. La misura, dotata di un fondo complessivo pari a 100.000 euro, intende ridurre i costi di presenza alle manifestazioni fieristiche riconosciute come internazionali, favorendo la promozione dei prodotti e servizi bolognesi sui mercati esteri senza la necessità di spostarsi all’estero.

Finalità del bando

L’iniziativa ha l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese bolognesi attraverso la partecipazione a fiere internazionali che si svolgono sul territorio nazionale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026. Le manifestazioni ammesse devono essere certificate come internazionali dall’ente competente, in modo da garantire la presenza di operatori esteri qualificati.

Il bando punta a rafforzare la capacità delle imprese di attivare nuovi contatti commerciali, consolidare relazioni con clienti e partner, presentare novità di prodotto e presidiare i canali di distribuzione in contesti fieristici strutturati, contribuendo alla crescita dell’export e alla visibilità del sistema produttivo locale.

Beneficiari

Possono richiedere il contributo le micro, piccole e medie imprese (MPMI) di qualunque settore economico (con alcune esclusioni specifiche) che presentano i seguenti requisiti alla data di invio della domanda:

  • sede legale e/o almeno un’unità locale operativa situata nel territorio della Città metropolitana di Bologna;
  • iscrizione e posizione regolare nel Registro Imprese/REA della Camera di Commercio di Bologna;
  • impresa attiva presso la sede o l’unità locale interessata dalle spese oggetto di contributo;
  • regolarità nel pagamento del diritto annuale camerale, con eventuale possibilità di sanare irregolarità entro i termini indicati dall’ente;
  • assenza di procedure concorsuali, liquidazione giudiziale o condizioni riconducibili a “impresa in difficoltà” secondo la normativa europea sugli aiuti di Stato;
  • assenza di rapporti di fornitura di beni o servizi in essere con la Camera di Commercio di Bologna, in linea con i divieti previsti dalla normativa sugli affidamenti alla pubblica amministrazione;
  • rispetto delle prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle norme vigenti in campo previdenziale e contributivo.

Il bando esclude in via generale il settore della pesca e dell’acquacoltura e si applica con regimi differenti a seconda del comparto economico ai fini della disciplina sugli aiuti de minimis.

Il contributo è attribuito con priorità alle imprese:

  • femminili;
  • giovanili;
  • in possesso di rating di legalità;
  • in possesso di certificazione di parità di genere.

Le domande presentate da imprese che non rientrano in queste categorie sono considerate in una fase successiva, in base alla disponibilità residua del fondo.

Soggetti non ammessi

Non possono accedere alle agevolazioni le imprese che non soddisfano i requisiti sopra indicati o che rientrano in condizioni di esclusione previste dalla normativa sugli incentivi pubblici. In particolare, sono cause ostative, tra le altre:

  • la presenza di provvedimenti interdittivi o cause di divieto, decadenza o sospensione in materia di antimafia;
  • l’applicazione di sanzioni che impediscono di contrarre con la pubblica amministrazione;
  • irregolarità contributive tali da non consentire il rilascio del DURC regolare;
  • operazioni di delocalizzazione non conformi alla disciplina sugli incentivi;
  • mancato rispetto degli obblighi di copertura assicurativa per eventi catastrofali previsti dalla normativa vigente, salvo eventuali esenzioni.

Agevolazione prevista

Il sostegno è concesso sotto forma di contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sulle spese ritenute ammissibili.

  • Dotazione finanziaria complessiva: 100.000 euro;
  • Forma dell’aiuto: contributo a fondo perduto in regime de minimis;
  • Intensità del contributo: 50% delle spese ammissibili;
  • Contributo massimo concedibile: 4.000 euro per singola impresa;
  • Investimento minimo richiesto: costi complessivi non inferiori a 3.000 euro (al netto dell’IVA); le domande riferite a importi inferiori non sono valutate;
  • Numero di domande: ogni impresa può presentare una sola domanda e ottenere un unico contributo, anche in presenza di più unità locali nel territorio bolognese.

Il contributo è cumulabile, sugli stessi costi, con altri incentivi concessi in regime de minimis o in esenzione, purché il cumulo non determini un sostegno complessivo superiore al 100% della spesa sostenuta e siano rispettati i limiti di importo previsti dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Spese ammissibili

Le spese devono essere strettamente legate alla partecipazione a fiere internazionali che si svolgono in Italia nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e devono essere fatturate e pagate all’interno dello stesso intervallo temporale. I costi sono considerati al netto dell’IVA, salvo i casi in cui l’imposta non sia recuperabile.

Rientrano tra le principali spese ammissibili:

  • canoni per affitto dello spazio espositivo;
  • quote di iscrizione al catalogo ufficiale della manifestazione;
  • noleggio dell’allestimento dello stand e delle strutture espositive;
  • allacciamenti e utenze di servizio (ad esempio energia elettrica e forniture idriche), nonché pulizia dello stand;
  • trasporto dei prodotti da e verso la fiera;
  • servizi di interpretariato connessi alla partecipazione alla manifestazione.

Le modalità di pagamento devono essere tracciabili (bonifico bancario, ricevuta bancaria con evidenza in estratto conto, pagamenti tramite carta di credito o conto corrente postale); non sono ammessi pagamenti in contanti o forme di compensazione privata.

Il bando individua inoltre una serie di spese non ammissibili, tra cui, a titolo esemplificativo:

  • costi non riconducibili alle voci sopra elencate;
  • spese di viaggio, vitto e alloggio del personale in fiera;
  • interventi realizzati in economia o con acquisto diretto di materiali per la costruzione di beni agevolati;
  • imposte e tasse, contributi previdenziali addebitati dai professionisti e altre componenti di natura fiscale;
  • acquisto di beni e materiali di consumo, canoni di manutenzione e assistenza, interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria;
  • interessi di mora, interessi debitori, commissioni e altri oneri meramente finanziari;
  • fatture emesse da soggetti collegati, controllati o comunque riconducibili a soci, amministratori, sindaci, dipendenti o loro familiari, salvo specifiche eccezioni previste dal bando.

Affinché la rendicontazione sia valida, le fatture devono contenere gli elementi richiesti dal bando, inclusi i riferimenti al Codice Unico di Progetto (CUP) associato all’intervento finanziato, secondo le modalità indicate dalla Camera di Commercio.

Scadenze e modalità di presentazione

Le domande di contributo devono essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso lo sportello online dedicato.

  • Apertura dello sportello: dalle ore 10:00 del 3 marzo 2026;
  • Chiusura dello sportello: fino alle ore 13:00 del 31 marzo 2026.

Le richieste devono essere trasmesse tramite la piattaforma Restart di Infocamere, con accesso all’indirizzo indicato dalla Camera di Commercio. La domanda è compilata online e il relativo modello in formato PDF viene generato dal sistema al termine della procedura; tale documento deve essere firmato digitalmente dal titolare o legale rappresentante dell’impresa.

Alla domanda devono essere obbligatoriamente allegati, in formato elettronico e con firma digitale del legale rappresentante:

  • il modello di richiesta di contributo generato dalla piattaforma al termine della compilazione;
  • il modulo di dichiarazioni sostitutive, contenente le informazioni sulle fiere programmate, sui costi già sostenuti e su quelli da sostenere, nonché sulle condizioni richieste dal bando;
  • copia in formato PDF delle fatture elettroniche relative alle spese già effettuate al momento dell’invio, riunite in un unico file;
  • preventivi dettagliati a supporto dei costi da sostenere per le partecipazioni fieristiche previste.

Le domande presentate con modalità diverse da quelle telematiche previste, prive dei documenti essenziali o non sottoscritte digitalmente dal soggetto legittimato non sono considerate ricevibili. È inoltre richiesto il versamento dell’imposta di bollo pari a 16 euro, da effettuare tramite la piattaforma di pagamento indicata (es. PagoPA).

La rendicontazione finale delle spese deve essere trasmessa, sempre tramite la piattaforma telematica, entro il 1° febbraio 2027, allegando la documentazione di spesa, le quietanze dei pagamenti, il modello di rendicontazione generato dal sistema, la dichiarazione sostitutiva specifica per la fase di chiusura e la relazione riepilogativa sugli interventi realizzati.

Requisiti e condizioni

Per mantenere il diritto all’agevolazione, le imprese beneficiarie devono rispettare una serie di condizioni durante l’intero iter della misura, dalla presentazione della domanda fino all’erogazione del contributo.

  • Continuità dei requisiti: tutti i requisiti di ammissibilità (iscrizione, attività, regolarità contributiva, assenza di cause ostative) devono essere mantenuti senza interruzioni fino al pagamento del contributo; la perdita di tali condizioni comporta la decadenza dall’agevolazione;
  • Realizzazione delle iniziative: la partecipazione alle fiere deve avvenire secondo quanto indicato in domanda e la rendicontazione deve riguardare spese effettivamente sostenute per le manifestazioni ammesse;
  • Soglia minima di spesa: in fase di rendicontazione, le spese ammissibili effettivamente sostenute devono raggiungere almeno il 70% dell’importo riconosciuto in sede di concessione e, in ogni caso, non possono scendere al di sotto di 3.000 euro, pena la revoca del contributo;
  • Tracciabilità e CUP: tutti i pagamenti devono essere effettuati con strumenti bancari o postali verificabili e la documentazione di spesa deve riportare il CUP e gli altri riferimenti richiesti, secondo le indicazioni operative della Camera di Commercio;
  • Controlli e verifiche: l’ente camerale può effettuare controlli documentali e sopralluoghi, nonché verifiche nell’ambito del sistema nazionale sugli aiuti di Stato e sugli adempimenti contributivi; in caso di difformità o irregolarità sono previste la riduzione, la revoca o il mancato pagamento del contributo;
  • Obblighi di pubblicità: le imprese beneficiarie devono esporre, per un periodo minimo definito dal bando (ad esempio 12 mesi), un avviso nei propri locali che dia evidenza del contributo camerale ricevuto.

Il contributo è infine registrato nel sistema nazionale di monitoraggio degli aiuti e deve rispettare i limiti previsti per gli aiuti de minimis, con riferimento all’insieme degli aiuti pubblici ottenuti dall’”impresa unica” nel triennio di riferimento.


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