I cimiteri di Milano


Milano non si racconta solo attraverso i suoi palazzi o le vetrine del centro, trova infatti una delle sue espressioni più autentiche nei suoi camposanti, dove custodisce una straordinaria concentrazione di scultore e memoria civile.
Musei a cielo aperto nel senso più letterale del termine, i cimiteri milanesi offrono al visitatore curioso un archivio di stili, epoche e ambizioni che nessuna galleria convenzionale potrebbe replicare.

Cimitero Monumentale, Interno, Milano, 2022. Courtesy Unsplash. Photo Bill Eccles

Il Cimitero Monumentale, la città eterna di Carlo Maciachini

Inaugurato il 2 novembre 1866 su progetto dell’architetto Carlo Maciachini, il Cimitero Monumentale si stende su circa 245.000 metri quadrati nel cuore del tessuto urbano settentrionale. Maciachini, formatosi tra i banchi dell’Accademia di Brera, elaborò un linguaggio eclettico inedito dove richiami gotico-pisani, suggestioni romanico-lombarde e inflessioni bizantine si fondono in una grammatica architettonica che ancora oggi colpisce per la sua coerenza.
A rendere il Monumentale un unicum nel panorama europeo è però il suo straordinario patrimonio scultoreo. Dal Famedio, il pantheon neogotico che raccoglie le spoglie di Alessandro Manzoni, Arturo Toscanini, Alda Merini ed Enzo Jannacci, alle edicole funerarie più sontuose, ogni angolo racconta una stagione dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento. Lungo i viali del Monumentale si possono ammirare molteplici sculture allegoriche che testimoniano come la borghesia industriale milanese commissionasse opere ai più importanti artisti dell’epoca, da Adolfo Wildt a Leonardo Bistolfi. Non si possono ignorare le straordinarie Edicole, tra cui l’Edicola Campari, con la sua monumentale reinterpretazione dell’Ultima Cena in bronzo, o l’Edicola Bernocchi, caratterizzata da una torre a spirale alta tre metri, decorata con la Via Crucis.

Cimitero Maggiore, Ingresso, Milano, 2014. Courtesy Wikimedia. Photo Ailko
Cimitero Maggiore, Ingresso, Milano, 2014. Courtesy Wikimedia. Photo Ailko

Musocco, il cimitero della Milano popolare

Meno celebrato del Monumentale, il Cimitero Maggiore, comunemente noto come Musocco, dal nome del borgo annesso alla città nel 1923, porta in sé una storia diversa, più vicina alla vita quotidiana della città. Progettato dagli ingegneri Luigi Mazzocchi ed Enrico Brotti e inaugurato nel 1895, nacque dall’esigenza di sopperire alla rapida saturazione dei vecchi cimiteri cittadini. Per trasferire le salme dai vecchi al nuovo camposanto entrò in funzione un apposito tram funebre, ribattezzato ironicamente dai milanesi La Gioconda, rimasto in servizio fino al 1925.
La planimetria di Musocco è regolare, con viali alberati e grandi aree verdi, nel rispetto del decoro urbano così importante nella visione ottocentesca, ma è nella sua varietà interna che il cimitero rivela la sua vera natura: accanto ai reparti cristiani convivono un cimitero ebraico, un reparto islamico con sepolture orientate verso la Mecca e un toccante campo infantile.
Dedicato alla dispersione delle ceneri, il Boschetto del Ricordo dona un respiro moderno a un luogo che testimonia da sempre il volto multiculturale di Milano.

British WWII Cemetery, Milano, 2009. Courtesy Wikimedia, Photo Goldmund100
British WWII Cemetery, Milano, 2009. Courtesy Wikimedia, Photo Goldmund100

Il cimitero di guerra britannico, memoria e paesaggio nel Parco di Trenno

Immerso nel verde del Parco di Trenno, in un angolo di città che pochi assocerebbero alla memoria bellica, il Milan War Cemetery conserva le spoglie di 417 caduti della Seconda Guerra Mondiale appartenenti alle nazioni del Commonwealth. Le lapidi bianche di pietra rettangolare sono disposte in file rigorosamente ordinate senza alcuna distinzione di grado militare, di credo religioso, di etnia. Britannici, canadesi, australiani, sudafricani, neozelandesi, un indiano, un est-africano e due soldati italiani collaboratori degli Alleati riposano fianco a fianco sotto le querce del parco.
Vi è sepolta un’unica donna, Margaret Fielden, fisioterapista della Chartered Society of Physiotherapy, morta a ventotto anni mentre prestava servizio in Italia.
Il luogo emana una pace assoluta, in antitesi radicale con la violenza che lo ha generato.

Ossario di San Bernardino alle Ossa, Milano
Ossario di San Bernardino alle Ossa, Milano

San Bernardino alle Ossa, il sublime macabro nel centro della città

Per chi cerca suggestioni più antiche e perturbanti, a pochi passi dal Duomo, l’Ossario di San Bernardino alle Ossa offre una delle esperienze più singolari della città. Le pareti della piccola cappella sono interamente ricoperte di teschi e ossa, resti di pazienti dell’antico ospedale del Brolo, di priori, di condannati, di canonici della vicina basilica di Santo Stefano, accumulati nei secoli e poi disposti con meticolosa cura ornamentale. Il senso macabro si fonde qui con la grazia del rococò in una sintesi che non smette di stupire.
Nel 1738 il re Giovanni V del Portogallo ne fu così colpito, che decise di replicarlo fedelmente a Évora, nei pressi di Lisbona. La celebre Capela dos Ossos è ancora oggi il segno di questo singolare atto di ammirazione.
Oltre a essere celebre per la moda, il design e la finanza, Milano racchiude una delle eredità di arte funeraria e di memoria collettiva più intense e stratificate d’Europa. Visitare i suoi cimiteri significa attraversare i suoi strati profondi e riscoprire un’altra Milano, quella che non corre, ma contempla, che non dimentica, ma custodisce.

Cimitero di Chiaravalle, Milano
Cimitero di Chiaravalle, Milano

Il cimitero di Chiaravalle, dove la memoria incontra il paesaggio

A sud-est della città, accanto all’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle e immerso nel Parco Agricolo Sud, il cimitero di Chiaravalle racconta un volto diverso della memoria milanese. Inaugurato nel 1936, conserva nella sua parte storica un’elegante architettura in mattoni rossi, con portici, colombari e gallerie ossario che dialogano con il linguaggio costruttivo dell’abbazia. Il suo impianto regolare e il rapporto con la campagna circostante ne fanno un luogo di grande quiete, dove architettura, paesaggio e memoria convivono in un equilibrio raro. Più che un semplice camposanto, è una soglia tra Milano e la sua campagna storica, capace di restituire una dimensione della città che altrove è ormai scomparsa.

Cimitero di Greco, Milano
Cimitero di Greco, Milano

Il cimitero di Greco, memoria di un borgo scomparso

Più raccolto e meno noto degli altri cimiteri cittadini, il cimitero di Greco conserva la memoria dell’antico comune annesso a Milano nel 1923. Costruito agli inizi del Novecento in stile Liberty, si distingue per i raffinati dettagli in ferro battuto e per la dimensione intima di un piccolo camposanto di quartiere. Oggi, stretto tra la ferrovia e i nuovi sviluppi urbani, continua a raccontare la storia di un borgo ormai assorbito dalla metropoli. Visitandolo si coglie una Milano diversa, fatta di periferie che hanno conservato, nonostante le trasformazioni, le tracce della propria identità.

Luisa Gaiardoni

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