applausi a scena aperta per il teatro che abbatte i confini



Una grande emozione ha attraversato il Teatro Antico di Tindari per la prima nazionale de “Le Supplici” di Eschilo, il nuovo allestimento firmato da Moni Ovadia e Mario Incudine nell’ambito del Tindari Festival. Al termine dello spettacolo il pubblico ha tributato lunghi applausi a scena aperta a un progetto capace di unire la forza del mito classico alla potenza del teatro come strumento di inclusione, riscatto e rinascita. Sul palco un cast di grande prestigio: oltre a Moni Ovadia e Mario Incudine, Federica Luna Vincenti, Giovanni Calcagno, Paride Benassai, Anita Vitale e Alessandra Salamida, Valentina Corrao, Maddalena Serratore, Zoe Laudani, Elisa Zucchetti, Valentina Elia, Alice Canzonieri, Federica Gurrieri e i musicisti dal vivo: Antonio Vasta, Pino Ricosta e Manfredi Tumminello.

Protagonisti di una serata indimenticabile anche gli attori della Libera Compagnia del Teatro per Sognare

Protagonisti di una serata indimenticabile anche gli attori della Libera Compagnia del Teatro per Sognare, detenuti-attori delle Case Circondariali di Messina e di Barcellona Pozzo di Gotto, che hanno vissuto il palcoscenico come uno spazio di libertà e condivisione. La loro presenza in scena, intensa e autentica, ha emozionato il pubblico del teatro greco, restituendo il valore profondo di un percorso artistico e umano costruito negli anni attraverso il progetto di teatro in carcere “Fil Rouge”, ideato da Daniela Ursino. In scena anche la Compagnia delle Signore di Patti importante presenza del territorio e la compagnia Liberi di Essere Liberi delle studentesse dell’Università di Messina.

A completare la visione scenica i costumi di Elisa Savi

A completare la visione scenica i costumi di Elisa Savi mentre gli abiti di scena utilizzati dalla Libera Compagnia del Teatro per Sognare provengono dal patrimonio della Fondazione Inda, che ha messo a disposizione i costumi per questa nuova produzione. Il disegno luci è firmato da Paolo Benvenuto, le musiche originali da Mario Incudine e Antonio Vasta, le coreografie da Dario La Ferla e per la Libera Compagnia il movimento scenico da Mariangela Bonanno e Alice Rella, il trucco da Giovanna Gaudenti. Direttore di scena e responsabile attrezzerie è Paolo Campisi, assistente alla regia Marnie Flandina.

Una serata in cui le voci, i corpi e le storie di persone provenienti da esperienze diverse si sono intrecciate nel segno dell’accoglienza, della democrazia e della libertà, temi centrali della tragedia di Eschilo e ancora fortemente attuali. La rilettura in siciliano, con innesti di greco moderno e arabo, le musiche originali e la dimensione corale dello spettacolo hanno trasformato “Le Supplici” in un viaggio nelle radici comuni del Mediterraneo.

“Un grande pubblico ha accolto lo spettacolo con i detenuti attori – ha detto Daniela Ursino -. Un territorio che aspetta un appuntamento che si ripete da cinque anni. Tra i pubblico anche la presenza importante dei familiari dei detenuti, come momento vero di reinserimento, che celebra il valore rieducativo della pena attraverso l’incontro tra la società esterna e il carcere”.

Grande la commozione degli interpreti della Libera Compagnia, che al termine della rappresentazione hanno raccolto l’abbraccio del pubblico insieme agli artisti professionisti, alle compagnie coinvolte e a tutta la squadra che ha reso possibile il progetto. Un momento simbolico che ha confermato come il teatro possa diventare un luogo concreto di incontro, crescita e reinserimento sociale. Tra le autorità presenti anche il vicecapo del Dap Massimo Parisi.

Il progetto di teatro in carcere “Fil Rouge” vede il coordinamento e la direzione artistica di Daniela Ursino

“Le Supplici” è prodotto da ASC Production, D’aRteventi, INDA, Parco Archeologico di Siracusa e Tindari Festival. Il progetto di teatro in carcere “Fil Rouge” vede il coordinamento e la direzione artistica di Daniela Ursino, con i laboratori condotti da Gabriella Cacia nella Casa Circondariale di Messina e Viviana Isgrò nella Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, e in parallelo i laboratori esterni; la preparazione vocale dei detenuti attori è affidata a Antony Foti, la logistica costumi ad Adriana Malignaggi, per la sala Alessia Lombardo entrambe di Liberi di Essere Liberi. Il progetto di teatro in carcere è realizzato con il supporto di: DAP, il PRAP, le direzioni e gli uffici degli istituti penitenziari di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, la Polizia Penitenziaria, il Tribunale di Sorveglianza e il UEPE e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero della Giustizia, e il nucleo di protezione civile diocesana.

Il vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Massimo Parisi, ha assistito all’evento

Il vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Massimo Parisi, presente all’evento: “ho assistito con piacere e orgoglio alla messa in scena de “Le Supplici”, avvenuta nello splendido scenario del Teatro di Tindari lo scorso 24 luglio. Lo spettacolo, dai contenuti quanto mai attuali, ha visto la partecipazione di attori professionisti e di persone in esecuzione penale, formate appositamente nell’ambito del laboratorio teatrale gestito magistralmente da Daniela Ursino e attivo da anni all’interno delle case circondariali di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. È stato un piacere vedere attori detenuti dotati di elevate competenze artistiche, frutto di un impegno costante e dell’adesione a un percorso culturale che rappresenta già di per sé un segnale concreto di un proficuo processo di inclusione sociale. Ho inoltre provato orgoglio nel rappresentare, nello specifico contesto di Tindari, un’Amministrazione che, attraverso una costante interazione con tutte le realtà del territorio, offre concrete opportunità di reinserimento sociale. Il mio apprezzamento e il mio ringraziamento vanno pertanto alle direzioni degli istituti di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto per l’impegno organizzativo profuso che, grazie anche alla preziosa collaborazione di tutti gli operatori penitenziari, ha consentito di ottenere un risultato così pregevole”.


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Danilo Loria

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