Mentre AfD trionfa anche nel Meclemburgo Pomerania Anteriore, a sorridere a Berlino è invece Elif Eralp, 45enne figlia di immigrati turchi, volto simbolo del vento opposto a quello dell’ultradestra. La candidata di Die Linke, che ha conquistato la capitale tedesca, anticapitalista e avvocatessa dei diritti umani, ha puntato la sua strategia sulla casa, proponendo alloggi accessibili e integrazione. L’esatto opposto di Alternative für Deutschland: “Care berlinesi e berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città – ha esultato Eralp -. Abbiamo scritto una pagina di storia. I segnali dell’amore e della giustizia hanno vinto sull’odio”.
La nuova sindaca di Berlino
Ma chi è Elif Eralp? Berlino aveva già avuto sindaci socialdemocratici ma mai una donna di sinistra anticapitalista, di origine turca e di fede musulmana. La 45enne avrà il compito di far dimenticare in fretta la gestione del cristiano-sociale Kai Wegner, travolto dagli scandali. Elif Eralp è nata a Monaco di Baviera, il 14 gennaio 1981, da due sindacalisti attivi in Turchia, fuggiti l’anno precedente in Germania a causa delle persecuzioni politiche seguite al colpo di stato turco. Cresciuta nella città bavarese, la famiglia si è poi trasferita a Dortmund, dove il padre di Elif Eralp aveva trovato lavoro come medico. All’età di oro anni la famiglia si stabilì definitivamente ad Altona, un quartiere di Amburgo, dove la futura sindaca ha completato il suo percorso di studi scolastici.
Gli studi in giurisprudenza
Dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, Eralp ha studiato giurisprudenza all’università di Amburgo dal 2001 al 2007, superando il primo esame di Stato in giurisprudenza con un punteggio altissimo. Successivamente ha svolto il tirocinio legale, arricchendo la sua formazione con importanti esperienze pratiche presso il tribunale distrettuale di Amburgo, l’alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati a Berlino, l’ambasciata tedesca a Ottawa e uno studio legale specializzato in diritto dell’immigrazione e dell’asilo. Nel 2009 ha completato l’iter formativo superando ad Amburgo il secondo esame di Stato.
L’approdo a Die Linke
La predisposizione alla politica si è iniziata a vedere fin dalla giovane età. Eralp ha partecipato a diverse campagne di attivismo ambientale e sostenuto i blocchi dei trasporti Castor nella regione del Wendland. Nel 2010 arriva il trasferimento a Berlino dove inizia a lavorare come consulente legale per il gruppo di lavoro “Diritti civili e democrazia” del gruppo parlamentare di Die Linke. L’adesione ufficiale al partito avviene nel 2017, momento in cui inizia la sua ascesa interna: nel dicembre 2018 viene eletta per la prima volta nel comitato esecutivo statale della sezione di Berlino e, nel maggio 2025, assume la carica di vicepresidente statale. Parallelamente all’impegno di partito, Eralp ha portato avanti diverse iniziative contro il razzismo, contro la gentrificazione e a favore del diritto ad alloggi a prezzi accessibili per tutti, collaborando tra le altre cose con l’associazione di migranti Allmende eV.
A metà del 2019, insieme ai colleghi del comitato esecutivo statale Hamze Bytyci, Ferat Koçak e Belma Bekos, Eralp fonda l’alleanza nazionale Links*Kanax, un progetto che promuove una maggiore inclusione dei membri del partito che hanno subito discriminazioni razziali, che ha portato poi alla nascita di un ufficio volontario antidiscriminazione interno a Die Linke. Eralp e i suoi colleghi promuovono inoltre la creazione di un comitato per la diversità, con l’obiettivo di sviluppare strategie per organizzare, coinvolgere e dare voce a un numero sempre maggiore di persone con un background migratorio all’interno delle strutture di partito.
L’ascesa politica
Nel 2021 la sezione berlinese di Die Linke candida Eralp per un mandato diretto nel collegio elettorale di Friedrichshain-Kreuzberg 2 e al settimo posto nella lista statale per le elezioni di Berlino. Uno degli obiettivi dichiarati della presidente del partito statale, Katina Schubert, era proprio quello di rinnovare la classe dirigente inserendo “volti nuovi” nelle prime dieci posizioni. Durante la campagna elettorale, diversi media seguono con interesse l’attivismo porta a porta di Eralp nel suo collegio, caratterizzato da una numerosa popolazione immigrata. Sebbene la sfida per il mandato diretto venga vinta dalla candidata dei Verdi uscente, Marianne Burkert-Eulitz (con il 38,5% dei voti contro il 28,5% di Eralp), il settimo posto nella lista proporzionale le garantisce l’ingresso nella Camera dei rappresentanti di Berlino, in cui viene poi confermata e rieletta anche nel 2023.
La “Mamdani tedesca” e il piano casa
Negli ultimi mesi la 45enne neosindaca di Berlino si è guadagnata anche il soprannome di “Mamdani tedesca”, con un chiaro accostamento al primo cittadino di New York. Con al collo una catenina con scritto “Mietendeckel”, ossia “tetto degli affitti”, Eralp ha fondato la sua strategia sull’anticapitalismo e sulla battaglia per la casa. Una strategia strutturata proprio con i consigli di Zohran Mamdani, giunto a Berlino per aiutarla a impostare una campagna capace di scavalcare il concorrente della Cdu, Stefan Evers, e di arginare l’avanzata della destra di AfD.
In una città in cui l’85% delle persone non possiede una casa di proprietà e gli affitti sono lievitati del 77% in pochi anni, il tema si è rivelato centrale per i cittadini. L’idea di Eralp non si limita a una semplice proposta per calmierare i prezzi: l’obiettivo dichiarato è l’espropriazione e la “socializzazione” dei grandi colossi privati, dando finalmente attuazione al referendum del 2021 in cui il 57,6% dei berlinesi si espresse a favore di questa misura. Nel mirino c’è in particolare il gruppo immobiliare Vonovia, quotato alla Borsa di Francoforte, che possiede ben 130mila abitazioni nella capitale. Nonostante le critiche della Cdu, secondo cui queste misure farebbero fuggire i capitali privati dalle città, e i rimproveri del centro sinistra per l’estremo radicalismo, la strategia di Eralp alla fine ha “pagato”. Le sue idee hanno attirato le preferenze dei cittadini, che in lei hanno visto l’alternativa al passato e all’estrema destra che avanza.
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