A Bologna la pioggia, in fondo, non è necessariamente una cattiva notizia. Certo, quando il cielo si chiude e l’acqua comincia a cadere sui sanpietrini, l’idea di trascorrere il pomeriggio passeggiando per il centro può perdere parte del suo fascino. Ma la città ha un vantaggio non da poco: oltre ai chilometri di portici sotto cui continuare a camminare quasi all’asciutto, custodisce dietro portoni, cortili e facciate austere una quantità di luoghi nei quali vale la pena rifugiarsi.
Musei, antichi palazzi, biblioteche monumentali, sale cinematografiche e collezioni curiose possono trasformare una giornata grigia in un’occasione per scoprire una Bologna diversa. Con l’autunno alle porte e i mesi più freddi davanti, ecco allora qualche idea per quando l’ombrello non basta più.
Un pomeriggio al museo, dai grandi maestri alle collezioni più curiose
La soluzione più immediata è anche quella che offre più possibilità. Bologna ha musei molto diversi tra loro e una giornata di pioggia può essere il momento giusto per visitarne uno che continuiamo a rimandare.
Per chi vuole partire dall’arte c’è la Pinacoteca Nazionale di Bologna, in via delle Belle Arti: un viaggio nella pittura emiliana e italiana che attraversa secoli di storia e permette di incontrare, tra gli altri, Giotto, Raffaello, i Carracci e Guido Reni. Sul versante contemporaneo, invece, la destinazione è il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, negli spazi dell’ex Forno del Pane di via Don Minzoni.
Ma la pioggia può essere anche la scusa per scegliere qualcosa di meno scontato. Il Museo di Palazzo Poggi, nel cuore della zona universitaria, conserva collezioni scientifiche nate dalla cultura settecentesca dell’Istituto delle Scienze: un luogo in cui arte, anatomia, geografia e storia della scienza finiscono per mescolarsi.
A pochi passi c’è anche la Collezione di Zoologia dell’Università, una delle più importanti d’Italia per dimensioni e quantità dei reperti, con raccolte ottocentesche e novecentesche, esemplari provenienti da diverse parti del mondo e grandi diorami dedicati agli ambienti naturali italiani. Nel periodo compreso tra settembre e maggio è normalmente aperta durante la settimana e nel weekend.
Per chi non teme le scale c’è poi il Museo della Specola, la torre astronomica che dal Settecento svetta sopra Palazzo Poggi. La visita attraversa quattro piani e arriva fino alla sommità dopo 272 gradini. C’è però un dettaglio particolarmente appropriato per questa guida: proprio in caso di pioggia o neve, per ragioni di sicurezza, la terrazza panoramica non è accessibile e il percorso termina al settimo piano.
Rifugiarsi nei palazzi e attraversare secoli di storia
Quando fuori piove, entrare in uno dei grandi palazzi bolognesi significa spesso dimenticarsi per qualche ora del tempo. Tra le possibilità c’è Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna, in via Castiglione, dove il percorso accompagna dalle origini etrusche della città fino alla Bologna contemporanea. Nel palazzo si intrecciano sale storiche, installazioni e testimonianze che raccontano come la città sia cambiata nel corso dei secoli.
Un altro indirizzo da segnare è Palazzo Boncompagni, a pochi passi da via Indipendenza. Bologna Welcome inserisce proprio Boncompagni, insieme a Palazzo d’Accursio, Salaborsa, Archiginnasio e diversi palazzi espositivi, tra le dimore e gli edifici storici cittadini che è possibile scoprire approfittando delle aperture ordinarie o delle esposizioni temporanee.
E poi c’è Palazzo dell’Archiginnasio e Teatro Anatomico. Basta varcare il portone di piazza Galvani per trovarsi in uno dei luoghi che meglio raccontano l’identità universitaria di Bologna. Le pareti e le volte sono ricoperte da migliaia di stemmi degli studenti e, al suo interno, il Teatro Anatomico seicentesco riporta ai tempi in cui qui si tenevano le lezioni di anatomia. La visita può comprendere anche la Sala dello Stabat Mater, uno degli ambienti monumentali del palazzo.
Piove? È il momento di andare al cinema
Ci sono giornate in cui il rumore della pioggia invita semplicemente a spegnere il telefono e sedersi davanti a uno schermo. A Bologna, però, anche andare al cinema può diventare un modo per visitare un pezzo di città. Il Cinema Modernissimo, restituito alla città sotto piazza Re Enzo, è probabilmente uno dei rifugi più affascinanti. Scendere dalla piazza e ritrovarsi nella sala restaurata significa fare contemporaneamente un piccolo viaggio nella storia del cinema e in quella di Bologna. La programmazione della Cineteca alterna restauri, classici, retrospettive, prime visioni, incontri con registi e appuntamenti speciali.
La stagione 2026 è ripartita già a settembre con retrospettive, anteprime e ospiti internazionali, mentre la programmazione ordinaria affianca il Modernissimo alle sale Lumière. Il vantaggio è che non serve necessariamente sapere in anticipo cosa vedere: in una domenica di pioggia si può controllare il programma della giornata e lasciarsi sorprendere da un film restaurato, un titolo appena uscito o qualcosa che difficilmente troverebbe spazio nei circuiti più tradizionali.
Salaborsa e Archiginnasio: quando la biblioteca vale il viaggio
Una biblioteca non deve necessariamente essere soltanto un posto in cui andare a studiare. La Biblioteca Salaborsa è uno dei migliori esempi. Affacciata su piazza Nettuno, permette di trascorrere qualche ora tra libri, riviste, musica, incontri ed esposizioni e, attraverso il pavimento trasparente della Piazza Coperta, di osservare anche le tracce archeologiche dell’antica Bononia.
Il calendario 2026-2027 comprende inoltre gruppi di lettura e appuntamenti ricorrenti. Tra questi “Saggi per un giorno”, dedicato alla saggistica e pensato come un incontro mensile per esplorare argomenti che spaziano dalla scienza alla storia, dalla filosofia all’arte. Nel corso dell’autunno 2026 Salaborsa ospita inoltre mostre, incontri, appuntamenti musicali e iniziative dedicate alla città, confermandosi più come un grande spazio culturale nel centro di Bologna che come una biblioteca in senso tradizionale.
A poche centinaia di metri c’è poi la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio. Anche solo entrare nel palazzo, percorrere i corridoi monumentali e alzare gli occhi verso stemmi e iscrizioni vale la deviazione. È uno di quei posti in cui una mattinata grigia fuori dalle finestre sembra quasi fare parte della scenografia.
Le mostre da tenere d’occhio tra autunno 2026 e primavera 2027
Tra settembre 2026 e la primavera del 2027 il calendario espositivo offre anche qualche motivo in più per aspettare una giornata di pioggia.
A Palazzo Pallavicini, in via San Felice, dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027 è in programma “Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e Innovazione”, dedicata alle invenzioni e all’ingegno leonardesco.
Uno degli appuntamenti più importanti dell’autunno è invece a Palazzo Albergati: dal 9 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 arriva “Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen”. L’esposizione porta a Bologna oltre cento opere e ricostruisce il clima artistico della Barcellona tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento, con nomi come Picasso, Miró, Dalí, Gaudí e Torres-García.
Il calendario cittadino comprende inoltre, tra gli appuntamenti già annunciati, “Elliott Erwitt. L’arte di osservare”, dal 1° ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, ed “Edith Tudor Hart. Tra fotografia e spionaggio”, dal 24 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027. Prima di partire, soprattutto per le mostre temporanee, è comunque consigliabile verificare date, orari e modalità di ingresso sui siti degli organizzatori.
Entrare a casa di Lucio Dalla
Tra i luoghi più particolari in cui rifugiarsi c’è anche Fondazione Lucio Dalla / Casa Lucio Dalla, in via d’Azeglio. Entrare negli spazi in cui il cantautore bolognese ha vissuto e lavorato significa avvicinarsi al suo universo attraverso stanze, oggetti, opere e ricordi.
È una visita diversa dal museo tradizionale: più intima, quasi narrativa, particolarmente adatta a chi Bologna la conosce già e cerca un luogo capace di raccontarla attraverso uno dei suoi protagonisti. L’accesso alla casa è legato alle visite organizzate, perciò è opportuno controllare preventivamente calendario e disponibilità.
Una Bologna scientifica e un po’ strana
Se la giornata è davvero di quelle in cui non viene voglia di mettere il naso fuori, si può trasformarla in una piccola esplorazione della Bologna più insolita. Il Sistema Museale di Ateneo offre infatti un percorso diffuso tra collezioni scientifiche che comprende, oltre a Palazzo Poggi, Specola e Zoologia, fossili, minerali, cere anatomiche, erbari, strumenti e testimonianze della storia della scienza. Le attività proposte dall’Università raccontano questo patrimonio passando da scheletri animali e pietre rare a mappe, globi e modelli anatomici.
È una parte della città spesso meno frequentata rispetto ai grandi musei d’arte e proprio per questo può diventare la destinazione ideale quando si vuole fare qualcosa di diverso: entrare per curiosità e uscire, magari un paio d’ore dopo, avendo scoperto che dietro le porte della zona universitaria si nasconde molto più di quanto si immagini.
Se fuori diluvia, alzare gli occhi: cinque chiese da riscoprire
Una giornata grigia può essere l’occasione giusta per spingere una di quelle porte davanti alle quali si passa continuamente e scoprire quanto si nasconde dietro le facciate delle chiese bolognesi. Si può cominciare dalla Basilica di San Petronio, in piazza Maggiore: le dimensioni dell’interno, le cappelle laterali e la celebre meridiana di Cassini meritano una visita senza fretta, magari aggiungendo il museo della basilica, che conserva oreficerie, manoscritti e gli antichi progetti immaginati nei secoli per completarne la facciata. Da qui bastano pochi minuti sotto i portici per raggiungere il Santuario di Santa Maria della Vita, dove si trova uno dei capolavori più potenti della città, il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca. Il percorso di visita comprende anche l’Oratorio e opere di artisti come Guercino, Elisabetta Sirani e Donato Creti.
Chi ha più tempo può proseguire verso il Complesso di Santo Stefano, le celebri “Sette Chiese”: più che visitare un singolo edificio, qui si attraversa un labirinto di chiese, cortili, chiostri e ambienti costruiti e trasformati nel corso dei secoli. Altra tappa da non trascurare è la Basilica di San Domenico, che custodisce opere di Guercino, Filippino Lippi e Ludovico Carracci, ma soprattutto l’Arca di San Domenico, alla quale lavorarono, in epoche differenti, anche Nicola Pisano, Niccolò dell’Arca e un giovanissimo Michelangelo.
E c’è infine un edificio che molti attraversando via Indipendenza finiscono quasi per non vedere: la Cattedrale Metropolitana di San Pietro. Entrare significa lasciarsi alle spalle una delle strade più frequentate del centro e ritrovarsi in uno spazio monumentale che nasconde anche un campanile alto 70 metri e, su appuntamento, il Tesoro della Cattedrale. Tra ottobre e maggio il campanile è visitabile nei fine settimana su prenotazione. Un piccolo itinerario di arte e storia che ha anche un vantaggio nelle giornate di maltempo: molte di queste tappe sono separate soltanto da brevi passeggiate sotto i portici.
E se non piove troppo, ci sono sempre i portici
Infine, non è detto che una giornata di pioggia debba trascorrere interamente al chiuso. Bologna possiede una soluzione che altre città le invidiano: i portici. Se il maltempo concede una tregua o la pioggia è leggera, si può costruire un itinerario che alterni musei, biblioteche e palazzi limitando al minimo i tratti allo scoperto.
Dal centro si può passare da Salaborsa all’Archiginnasio, proseguire verso via Zamboni e Palazzo Poggi oppure imboccare via Saragozza in direzione di Palazzo Albergati. I Portici di Bologna, del resto, non sono soltanto una copertura contro l’acqua: sono uno dei tratti che definiscono maggiormente il paesaggio urbano bolognese.
Così, mentre fuori continua a piovere, Bologna offre forse uno dei suoi lati più piacevoli. Quello delle porte che normalmente si superano senza entrare, dei cinema nascosti sotto le piazze, delle biblioteche che sembrano musei e dei musei in cui si finisce quasi per caso. Perché una giornata di maltempo può far saltare i programmi, ma in una città come questa può anche essere un ottimo pretesto per cambiarli.
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