Trionfa Giovanni Legnini: sarò il sindaco di tutta la città di Chieti. De Cesare attacca il centrodestra. Paolucci: è la sconfitta di Marsilio


Ha vinto Giovanni Legnini: a Chieti ci sarà un’altra giunta di centrosinistra. Un successo netto, il secondo di fila. Ha battuto Cristiano Sicari nel ballottaggio per l’elezione del sindaco di Chieti. Un vantaggio riconosciuto dagli avversari da subito. Risultati definitivi di 54 sezioni su 54: Legnini al 52,27% (12.345 voti contro i 12.426 del primo turno) e Sicari al 47,73% (11.274 voti contro i 7.231 del primo turno). Schede bianche 131, schede nulle 256 e schede contestate 2. “E’ stata una bella vittoria”, il primo commento del nuovo sindaco lungo corso Marrucino, “ringrazio la città. L’esito non era scontato. Usciamo da anni sofferti, di sacrifici, di risanamento dei conti della città. E non tutti i cittadini erano contenti. Abbiamo dato un orizzonte di speranza e di rinascita”. E poi ancora Legnini: “Cercherò di unire la città e di condurla una stagione di forte rilancio. Marsilio? Ha usato un linguaggio poco consono a certe cariche istituzionali. Lo cercherò per risolvere certi problemi nell’interesse di Chieti: dal teatro alla sanità, su tutto ciò che afferisce l’interesse della Regione”. “Mi auguro che questa vittoria aiuti il centrosinistra a creare una nuova configurazione in tutta la regione. Io penserò al bene di Chieti e alla sua amministrazione. Il primo grande obiettivo per la città è uscire dal dissesto economico e far ripartire la macchina comunale”.

Rassegnazione nel comitato Sicari. Nel primo pomeriggio c’è stato il riconoscimento della sconfitta dopo lo spoglio delle prime schede. “Il dato si va consolidando. Probabilmente, abbiamo lanciato il nostro candidato Sicari un po’ troppo in ritardo”, ha detto Mauro Febbo di Forza Italia, uno dei primi a presentarsi davanti ai microfoni. “Un’ammucchiata da zero credibilità: centrodestra arrogante , spocchioso capace di produrre solo macchina del fango”, la replica di Paolo De Cesare, il vice sindaco uscente. “Il voto ha premiato Legnini e la sua squadra. Ha riconosciuto anche il lavoro della giunta Ferrara”. Applausi, scene di esultanza tra i Legnini-boys. “La vittoria di Legnini è la sconfitta di Marsilio che si è presentato qui offendendo una classe dirigente. Non è la sconfitta di Sicari”, sostiene Silvio Paolucci, consigliere regionale del PD, “ma di un’alleanza anomala e impresentabile, bocciata dai cittadini”.

“I dati sono incoraggianti e favorevoli ma resto con i piedi per terra”, ha detto all’inizio Diego Ferrara, “sono più contento adesso che quando ho vinto io. Il mio futuro? Non c’è problema”, ha detto Ferrara poi, ” sarei soddisfatto anche di fare il semplice consigliere comunale”. Etel Sigismondi si arrende: “Auguro buon lavoro a Legnini”, ha detto il senatore di FdI, “ci sarà grande collaborazione istituzionale. In Abruzzo il centrosinistra conferma quello che aveva, per il resto nella regione vince il centrodestra”. Daniele D’Amario (Forza Italia): “Sento dei toni trionfalistici del Pd, mi sembra esagerato. Certo, il risultato lascia l’amaro in bocca. Si parlava di 20 punti di differenza, invece sono appena mille voti. Non capisco certi toni trionfalistici. La storia conferma che quando si parte divisi è difficile fare risultato. Il nostro popolo ci vuole vedere uniti. La nostra classe dirigente è valida ed esperta e servirà la città”. Carla Di Biase di Fratelli d’Italia rende onore a “Sicari uomo coraggioso e perbene. La nostra candidatura era valida, si riparte da Sicari. I cittadini, nonostante le legittime ambizioni personali, volevano discontinuità e così abbiamo allargato lo schieramento al mondo civico. Con maggiore tempo a disposizione avremmo potuto accorciare di più questa differenza”. Luigi Febo, presidente uscente del consiglio comunale: “Vittoria importante per la città e per la coalizione. Diamo continuità a un mandato. La differenza l’ha fatta Giovanni Legnini attorno al quale ci siamo riuniti tutti. Ha un qualcosa in più che metterà a disposizione di Chieti. I primi tre anni quelli più difficile quando abbiamo dovuto fare i conti con il dissesto economico”. A Chieti presente anche una delegazione arrivata da Ischia dove Legnini è stato commissario per il terremoto.

C’erano due avvocati al ballottaggio: Giovanni Legnini a capo di una coalizione di centrosinistra – alla quale si sono aggiunte in corsa, dopo il primo turno, Chieti bene comune e Rinascita per Chieti – e Cristiano Sicari con una coalizione di centrodestra che alle liste che lo hanno sostenuto al primo turno ha associato quelle di Mario Colantonio (Lega) e Alessandro Carbone (Spazio Liberale). Erano 43.393 gli aventi diritto al voto. Al primo turno, due settimane fa, hanno votato 27.077 cittadini di Chieti pari al 62,40%. 175 le schede bianche, 2 quelle contestate.

Domenica l’affluenza delle ore 12 è stata del 14,66%, al primo turno la percentuale era leggermente superiore: 15,48%. Alle ore 19 30,32%; alla stessa ora del primo turno era al 35,84.  Alle 23, infine, la percentuale dei votanti era del 42,18 contro il 47 del 24 maggio. Alle 15, alla chiusura delle urne, il dato definitivo è del 55,33%: un leggero calo, ma nemmeno eccessivo. Hanno votato al ballottaggio 24.008 aventi diritto.

Il nuovo sindaco Giovanni Legnini succede a Diego Ferrara (PD) eletto nel settembre del 2021 con 12.403 (55,85%) voti al ballottaggio contro i 9.806 (44,15%)  di Fabrizio Di Stefano (Lega). La percentuale dei votanti fu del 51,64% contro il 67,87% del primo turno.

 Al primo turno 38,81 %per Di Stefano e 21,50% per Ferrara.

Questa, invece, la situazione al primo turno, due settimane fa, i risultati dei candidati sindaco:

Giovanni Legnini 12.426 (47,21%)

Cristiano Sicari 7.231 (27,47%)

Mario Colantonio 4.384   (16,66%)

Alessandro Carbone  1.240   (4,71%)

Giancarlo Cascini   826  (3,14%)

Olinto Amoroso 212 (0,81%)

 

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 Redazione Abruzzo Popolare

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