Hendrik Wüst, chi è il possibile successore di Merz



Il nome circola da mesi, ma con l’aggravarsi della crisi politica tedesca sta diventando sempre meno un semplice esercizio da complottisti dei retrosca. Hendrik Wüst, presidente del Nordreno-Vestfalia e leader della Cdu nel Land più popoloso della Germania, è oggi il principale nome indicato come possibile sostituto di Friedrich Merz alla Cancelleria, in quello che viene definito ‘Kanzlertausch (avvicendamento, cambio del cancelliere)’ e che sarebbe praticamente un unicum nella storia politica del Paese, caratterizzata da una stabilità che però sembra ormai persa.

Politico racconta di una discussione ormai in corso dietro le quinte della Cdu (i cristiano-democratici di cui fa parte Merz) sul futuro del cancelliere. Non c’è, almeno per il momento, una rivolta organizzata né un gruppo di dirigenti disposto a esporsi pubblicamente per chiedere la sostituzione di Merz. Ma fonti interne al partito citate dalla testata descrivono un dibattito che esiste e che potrebbe accelerare se le prossime elezioni regionali dovessero trasformarsi in una disfatta per i cristiano-democratici.

Record (negativo) di gradimento per Merz

Il problema per Merz è soprattutto il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (Afd), che i sondaggi collocano intorno al 28% a livello nazionale, contro circa il 21% della Cdu-Csu. Inoltre, la soddisfazione per l’operato del cancelliere sarebbe scesa al 13%, il più basso mai registrato. Appena alla fine di luglio Reuters registrava un quadro appena meno pesante: Afd al 27%, conservatori al 21% e gradimento personale di Merz al 15%.

Il vero spartiacque potrebbe arrivare il 6 settembre in Sassonia-Anhalt, dove Afd è accreditata di oltre il 40% e potrebbe conquistare per la prima volta il governo di un Land. Il 20 settembre voteranno poi anche Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Una sequenza di risultati negativi rischierebbe di trasformare la domanda “Merz può recuperare?” in una assai più pericolosa per il cancelliere: “Chi può sostituirlo”?

E qui entra in gioco Wüst.

Chi è Hendrik Wüst

Wüst ha appena compiuto 51 anni. È nato il 19 luglio 1975 a Rhede, nel Münsterland, è sposato e ha due figlie. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Münster, ha completato il praticantato tra Münster, Coesfeld e Bruxelles ed è abilitato come avvocato. Prima di dedicarsi completamente alla politica ha lavorato anche per la società di consulenza Eutop.

La sua è soprattutto una carriera costruita dentro la macchina della Cdu del Nordreno-Vestfalia. Presidente regionale della Junge Union dal 2000 al 2006, diventa nello stesso anno segretario generale della CDU del Land. La prima ascesa si interrompe bruscamente nel 2010, quando si dimette durante una serie di polemiche che investono il partito, compresa la cosiddetta vicenda “Rent-a-Rüttgers”, relativa alla possibilità offerta agli sponsor di ottenere incontri individuali con l’allora presidente del Land Jürgen Rüttgers. Wüst si assume la responsabilità politica e lascia la segreteria.

È un passaggio significativo anche per capire la sua traiettoria successiva. Per sette anni Wüst resta lontano dalla prima linea, lavorando come dirigente dell’associazione degli editori di giornali del Nordreno-Vestfalia. Torna al governo regionale nel 2017 come ministro dei Trasporti nell’esecutivo di Armin Laschet e, quando quest’ultimo lascia Düsseldorf per tentare senza successo la scalata alla Cancelleria, Wüst ne eredita sia la guida della CDU regionale sia quella del Land: dal 27 ottobre 2021 è presidente del Nordreno-Vestfalia.

La svolta politica arriva dopo le elezioni regionali del 2022, quando sceglie di governare insieme ai Verdi. È proprio questo uno degli elementi che oggi lo differenziano maggiormente da Merz. Wüst ha costruito un’immagine da conservatore pragmatico, fortemente radicato nel mondo economico ma capace di occupare il centro e di stringere alleanze oltre il tradizionale campo della destra. Tagesschau lo ha descritto come il possibile “contro-modello” a Merz, sottolineando proprio il funzionamento relativamente armonioso della coalizione nero-verde di Düsseldorf.

Ma chi sta spingendo Wüst?

Non esiste oggi un grande dirigente della Cdu che abbia pubblicamente chiesto di sostituire Merz con Wüst. Anzi, lo stesso presidente del Nordreno-Vestfalia continua ufficialmente a negare qualsiasi operazione. Alla fine di maggio aveva definito le voci sul Kanzlertausch “semplicemente una sciocchezza”, assicurando a Merz il proprio pieno sostegno e quello della Cdu del Nordreno-Vestfalia.

Dietro le dichiarazioni ufficiali, però, il quadro appare meno compatto. Già a maggio la Tagesschau riferiva che esponenti della Cdu da diverse parti della Germania contattavano quotidianamente Wüst incoraggiandolo a trasferirsi politicamente a Berlino. I nomi non venivano indicati: nessuno vuole assumersi il ruolo del ‘Königsmörder’, il regicida che abbatte il proprio cancelliere, prima di sapere se l’operazione possa effettivamente riuscire.

La vera forza di Wüst è innanzitutto la sua base di potere. Guida contemporaneamente il governo e la Cdu del Nordreno-Vestfalia, il Land con più abitanti della Germania, e dispone quindi di un apparato politico e organizzativo molto più consistente di quello di quasi tutti gli altri possibili successori di Merz.

Dentro questo apparato c’è soprattutto un nome da tenere d’occhio: Nathanael Liminski, 40 anni, ministro regionale per gli Affari federali ed europei e capo della Cancelleria di Stato di Düsseldorf. È il braccio destro di Wüst e uno dei suoi principali strateghi. Die Zeit lo ha recentemente descritto come uno dei più abili “tessitori di reti” della politica tedesca, tanto che il suo nome è circolato a luglio perfino per un possibile incarico nella Cancelleria federale. Questo non significa che Liminski stia pubblicamente organizzando la caduta di Merz, ma indica quanto la squadra di Wüst abbia ormai costruito collegamenti e peso anche a Berlino.

A spingere Wüst c’è poi una componente meno facilmente identificabile con singoli nomi: quella parte della Cdu che teme che Merz non sia più in grado di fermare l’avanzata dell’Afd e vede nel governatore del Nordreno-Vestfalia un candidato più rassicurante per l’elettorato moderato. Non è casuale che la discussione sia esplosa nuovamente dopo un viaggio di Wüst in Polonia, accompagnato anche da giornalisti della stampa politica berlinese, che in Germania è stato letto come una prova del suo profilo internazionale. Il Financial Times aveva già descritto a giugno Wüst come il principale possibile successore, pur sottolineando l’assenza di sue mosse esplicite contro Merz.

Non tutta la Cdu, però, sarebbe necessariamente pronta a seguirlo. Il suo rapporto con i Verdi, il posizionamento centrista e la netta chiusura verso Afd potrebbero renderlo meno attraente proprio per alcuni settori orientali del partito, quelli che dopo un eventuale trionfo dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt sarebbero maggiormente sotto pressione. È uno dei paradossi dell’operazione Wüst: il candidato considerato più capace di recuperare consensi al centro potrebbe incontrare le maggiori resistenze proprio nelle regioni dove la crisi della Cdu è più grave.

Perché Merz non può essere semplicemente “sostituito”

C’è infine un problema politico e costituzionale. Cambiare cancelliere durante la legislatura è possibile, ma non è equivalente alla sostituzione di un segretario di partito. Merz dovrebbe dimettersi oppure il Bundestag dovrebbe eleggere un nuovo cancelliere attraverso un voto di sfiducia costruttivo, cioè individuando contemporaneamente il suo successore.

In entrambi i casi sarebbe indispensabile trovare una maggioranza parlamentare. E quindi, salvo scenari ancora più traumatici, anche i socialdemocratici dovrebbero accettare l’operazione. Un tentativo fallito potrebbe invece distruggere definitivamente la coalizione e portare a elezioni anticipate proprio mentre Afd è in testa nei sondaggi.

Per questo Wüst, almeno per ora, è soprattutto la polizza assicurativa della Cdu contro il crollo di Merz, più che il capo di una congiura contro il cancelliere. Se Merz riuscirà a stabilizzare governo e consensi, Wüst potrà continuare a presentarsi come alleato leale. Se invece le elezioni di settembre dovessero produrre un terremoto politico, il governatore del Nordreno-Vestfalia partirebbe da una posizione privilegiata.

Ed è precisamente questo a renderlo pericoloso per Merz: Wüst non ha bisogno, almeno per il momento, di candidarsi contro di lui. Sono la debolezza del cancelliere, i sondaggi e una parte sempre più inquieta della Cdu a candidarlo al suo posto.


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