La Cappella Contarelli, con le tre straordinarie tele di Caravaggio, è oggi tra i luoghi d’arte più visitati di Roma. Ogni giorno migliaia di turisti, con picchi fino a 6mila, entrano nella chiesa di San Luigi dei Francesi per ammirare i capolavori dedicati alle storie di San Matteo, dipinti da Michelangelo Merisi tra il 1599 e il 1602. L’elevato numero di visitatori rischia però di compromettere la conservazione di tali capolavori e desta forte preoccupazione tra i responsabili dei Pii Stabilimenti della Francia, antica fondazione che dal XV Secolo custodisce e amministra un patrimonio storico, culturale e religioso legato alla presenza francese nella Città Eterna, incluse chiese come Trinità dei Monti e Sant’Ivo dei Bretoni. Per questo, i Pii Stabilimenti hanno deciso di affidare alla non-profit spagnola Factum Foundation for Digital Technology in Preservation la prima digitalizzazione integrale della Cappella Contarelli, un’iniziativa tecnologica non invasiva con scopi di tutela, monitoraggio e ricerca.
I Pii Stabilimenti della Francia e Factum Foundation per la Cappella Contarelli di Roma
“Da secoli la nostra missione si fonda su tre impegni”, spiega frère Renaud Escande, frate domenicano e amministratore dei Pii Stabilimenti della Francia a Roma: “Accogliere i pellegrini, sostenere il popolo romano e conservare e valorizzare i nostri tesori monumentali attraverso iniziative culturali e scientifiche, senza mai separare l’arte dal suo significato religioso, né il culto dalla cultura”. La scelta di coinvolgere Factum Foundation – con sede a Madrid, fondata e diretta dal britannico Adam Lowe e collegata a Factum Arte – non è casuale. Factum applica le tecnologie più avanzate di digitalizzazione allo studio, conservazione e ricostruzione del patrimonio artistico e monumentale.
“Dopo il facsimile delle Nozze di Cana di Veronese per la Fondazione Giorgio Cini di Venezia”, spiega lo stesso Adam Lowe, “tra il 2009 e il 2010 il Comune di Caravaggio commissionò alla Fondazione Giorgio Cini e a Factum Arte i facsimili di tre dipinti conservati nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, in occasione del quarto centenario della morte dell’artista. Da allora, l’interesse di Factum per Caravaggio è proseguito con la ricostruzione di una copia della Natività rubata dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, con la digitalizzazione della Sepoltura di Santa Lucia a Badia di Siracusa e, più di recente, con lo studio approfondito dell’Ecce Homo ritrovato a Madrid ed esposto al Museo del Prado”.
Il mapping digitale della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma
I tecnici di Factum Foundation hanno lavorato per tre settimane a porte aperte a San Luigi dei Francesi, senza interrompere il flusso dei visitatori né ostacolare la visione dei dipinti. Sotto gli occhi incuriositi del pubblico, hanno maneggiato delicati strumenti di scansione e fotogrammetria ad alta risoluzione, tra cui il Selene Photometric Stereo System, sviluppato proprio dallo studio ingegneristico di Factum, che permette di lavorare anche su superfici in verticale. La campagna di digitalizzazione è stata minuziosa, ma non si è limitata alle sole tre tele di Caravaggio: ha incluso anche la volta affrescata dal Cavalier d’Arpino con il Miracolo della Resurrezione del figlio del re di Etiopia e i quattro profeti dell’Antico Testamento; le superfici in marmo policromo e tutti i dettagli architettonici.
Conoscere Caravaggio con le scansioni di ultima generazione
“Abbiamo creato il primo rilievo digitale ad alta risoluzione della cappella Contarelli, intesa come ambiente artistico unitario”, spiega Sol Costales Doulton, direttrice dei progetti di Factum Arte. “L’insieme dei metodi impiegati produce un modello composito in grado di restituire geometrie, colore e superficie dell’intera cappella, dalla volumetria di insieme alla minuta tridimensionalità delle pennellate caravaggesche. La combinazione dei diversi dati costituisce un archivio digitale completo, fondamentale per la conservazione, la ricerca, il monitoraggio e la valorizzazione della Cappella. È stato affascinante confrontare le radiografie di quasi vent’anni fa con i dettagli emersi dalle scansioni attuali grazie all’impiego di Selene”, aggiunge Costales Doulton, “per conoscere nei dettagli la pittura di Caravaggio, come costruiva le ombre e i punti luce sui visi; ma anche vedere lo stato di conservazione e monitorare la presenza di eventuali muffe o agenti patogeni sulle tele di Caravaggio, già eliminati con i recenti restauri. Il nostro approccio non è mai invasivo, ma permette uno screening preventivo, esattamente come avviene con la medicina attuale”.
Sull’arte e sulla tecnica pittorica di Caravaggio, in particolare sui tre capolavori della Cappella Contarelli, sono stati condotti numerosi studi: “Analizzando i dati raccolti da Factum non abbiamo ancora individuato novità sostanziali”, spiega Ciro Gifuni, giovane storico dell’arte napoletano e responsabile delle collezioni dei Pii Stabilimenti, “ma abbiamo confermato che Caravaggio non disegnava: incideva invece lo strato preparatorio con la punta del pennello, tracciando linee o riferimenti spaziali utili alla composizione della scena”.
Ripercorrere la storia della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi
“È interessante poi conoscere le vicende della Cappella Contarelli prima di Caravaggio, che interviene alla fine di un lungo e problematico processo di decorazione affidato, nell’ordine, a Gerolamo Muziano e poi al Cavalier d’Arpino, due pittori più famosi del Merisi nella Roma dell’epoca. Per l’altare della cappella era prevista poi una scultura del fiammingo Jacob Cornelisz Cobaert con San Matteo e l’Angelo, rimasta incompiuta e oggi visibile in SS. Trinità dei Pellegrini”, continua Gifuni.
Per Caravaggio, noto allora solo come pittore di scene di genere, la decorazione della Cappella Contarelli è la prima commissione pubblica importante: nonostante le critiche dei contemporanei per l’uso della luce, le tele della Vocazione di San Matteo, del Martirio di San Matteo e la pala d’altare con San Matteo e l’angelo segnano una svolta fondamentale nella sua maturazione pittorica. Per il momento, i dati raccolti da Factum, riuniti in un ampio archivio digitale ad alta risoluzione di proprietà dei Pii Stabilimenti di Francia a Roma, non sono ancora stati resi pubblici né condivisi con la comunità scientifica internazionale. In futuro saranno disponibili online e potranno essere utilizzati per diversi scopi: definire un’illuminazione più adeguata dello spazio, valorizzare il significato religioso delle opere e approfondire lo studio della genesi iconografica della cappella, dal 1560-62 ai primi anni del Seicento.
Oggi Caravaggio è senza dubbio una vera pop star della pittura occidentale: lo confermano l’entusiasmo suscitato dalle sue tele, teatrali, drammatiche e spesso enigmatiche, e i molti misteri che ancora avvolgono la sua biografia. In futuro, la digitalizzazione della Cappella Contarelli potrebbe forse renderne possibile una ricostruzione altrove, in scala 1:1, portando la magnificenza della pittura caravaggesca, restituita filologicamente al suo contesto architettonico, in luoghi e realtà sociali diverse. Magari anche nelle prigioni, seguendo le tracce biografiche dell’artista.
Federica Lonati
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