Quando gli Stati non ancora uniti decisero di dotarsi di un esercito



AGI – Prima della nascita della nazione americana, era nato l’esercito americano. Gli Stati Uniti non erano ancora uniti, e pure la proclamazione d’indipendenza del 4 luglio 1776 venne anticipata dalla creazione del Continental Army il 14 giugno 1775, che esattamente un anno dopo poteva considerarsi esercito delle tredici colonie indipendentiste entrate in guerra contro la madrepatria britannica. Era stato il secondo Congresso continentale a dotarsi di un esercito unificato, e nello stesso tempo il suo presidente John Hancock ne aveva indicato comandante supremo un ricco proprietario terriero della Virginia, George Washington, con una solida esperienza nelle guerre franco-indiane, eletto in quel ruolo all’unanimità.

Nei ranghi ex soldati con esperienza sotto bandiera inglese, volontari e miliziani

Divampate le ostilità, occorreva garantire una forza di difesa tale da respingere il previsto attacco su New York, dopo che gli inglesi avevano evacuato Boston. Sotto le armi si ritrovavano ex soldati regolari che avevano combattuto sotto bandiera britannica contro i francesi e contro i pellirosse, volontari e miliziani irregolari abili nell’uso delle armi da fuoco e a cavallo, esperti del territorio di provenienza o di caccia e ben motivati, nonostante la scarsa coesione di corpo, l’addestramento pressoché nullo e la tendenza all’indisciplina. L’arruolamento era quasi sempre a breve termine e George Washington non era riuscito neppure nell’amalgamare quelle truppe con una sola uniforme che ne contraddistinguesse l’appartenenza e la riconoscibilità sui campi di battaglia, spesso affidata a improvvisati emblemi sul cappello, né tanto meno ad assicurare vettovagliamenti, armi e munizioni a tutti gli uomini. Contro gli americani era schierato l’esercito più temibile d’Europa, sottoposto a una disciplina ferrea, abituato a muoversi per reparti e in formazioni agli ordini di ufficiali esperti, dotato di artiglierie e di cavalleria e addestrato alle manovre di massa e in linea. Gli americani, invece, erano arruolati nelle colonie di provenienza a ferma breve.

Il Congresso era contrario a una forza combattente permanente

Solo nel 1774, con l’acuirsi della crisi con la Gran Bretagna, venne avvertita la necessità di dotarsi al più presto di un esercito, se non professionale, almeno non estemporaneo, vincendo pure le iniziali ritrosie del congresso, strutturandolo come forza combattente omogenea moderna e disciplinata. Questo atteggiamento non sarebbe mutato neanche durante la guerra d’indipendenza, quando vennero sciolti e riaccorpati diversi reparti formati da cittadini-soldati volontari che firmavano per un periodo che andava da uno a tre anni: lo stesso Congresso non aveva mai superato il preconcetto sull’esercito permanente.

Durante le ostilità la forza effettiva non raggiunse mai le 20.000 unità, ma l’esiguità della cifra non deve stupire, perché rispecchia i numeri dell’impegno nelle colonie e la natura di quegli scontri, spesso affidati alla guerriglia, agli assedi e raramente alle battaglie campali manovrate sul modello europeo. Occorreva una riforma strutturale per questa armata di tre divisioni articolate in 36 reggimenti, quasi del tutto con singolo battaglione. E chi meglio di un generale proveniente dallo stato più militarizzato d’Europa?

Un barone prussiano raccomandato come generale forgia quella che sarà l’U.S. Army

Aveva il nobiliare “von” nel cognome, ma Friedrich Wilhelm Ludolf Gerhard Augustin von Steuben non era barone anche se si faceva chiamare così, poiché il titolo derivava da una falsificazione addomesticata dei due rami genealogici familiari da parte dell’ambizioso padre, per darsi un tono. Che fosse prussiano e versato al mestiere delle armi, però, era al di sopra di ogni sospetto, in quanto ufficiale nell’esercito di Federico II il Grande e con l’uniforme per quasi un ventennio. Entra però nella storia dall’altra parte del mondo per aver organizzato e addestrato professionalmente la Continental Army dal 1778.

Era sbarcato in condizioni economiche assai precarie in America, raccomandato a Washington da Benjamin Franklin con una lettera dove a causa di un’errata traduzione dal tedesco veniva presentato alla fine del 1777 come tenente generale del re di Prussia. Ma al grado di generale non era mai arrivato. Aveva allora offerto la sua spada al servizio della causa indipendentista, inizialmente senza percepire paga, e subito aveva trovato il suo ruolo al vertice dell’esercito nello staff di Washington. Girava in lungo e in largo accompagnato da un interprete che traduceva i suoi ordini in francese e poi ancora da un altro in inglese per impartire l’addestramento specialistico a 120 militari scelti: nerbo professionale di istruttori sottufficiali e ufficiali per raggiungere a cascata tutti i livelli fino alla base dei soldati che diventavano così un esercito non solo di nome.

Il “Von Steuben Day” e un francobollo per ricordare il capo dello staff di Washington

Il suo sistema funziona, così come la struttura razionale e all’avanguardia degli accampamenti che rimarrà pressoché invariata fino al Novecento. È peraltro lui a far comprendere agli americani l’uso della baionetta e a coglierne i frutti in battaglia. Il 30 aprile 1778 Washington lo promuove sul campo ispettore generale, mentre lui inizia a scrivere e termina dopo qualche mese quello che sarà chiamato Blue Book, il Regulations for the Order and Discipline of the Troops of the United States, la “bibbia” dell’esercito statunitense fino alla seconda guerra d’indipendenza del 1812.

Comandante non solo teorico al quartiere generale ma anche abile tattico in prima linea, arriverà a comandare una delle tre divisioni di Washington, che si rivolgerà sempre a lui nel 1783 per coordinare la smobilitazione e ridisegnare il nuovo esercito americano. La Continental Army non poteva rimanere così com’era dopo la firma del trattato di Parigi che poneva fine alle ostilità con la Gran Bretagna e andava profondamente ripensata in chiave federale e non più localistica. Il Congresso la sostituisce nel 1784 con la Regular Army che l’anno dopo, seguendo le indicazioni di Steuben, diventerà l’United States Army da cui deriva direttamente quella contemporanea. Quanto al barone prussiano ormai adottato dalla giovanissima repubblica, si era congedato con tutti gli onori nel 1783 e l’anno seguente gli avevano concesso la cittadinanza americana, donato una piccola tenuta per compensarlo dei suoi servigi e attribuito una pensione. La sua figura, finita anche su un francobollo, viene ricordata ogni anno a settembre, mese nel quale era nato a Magdeburgo nel 1730, con il Von Steuben Day.

 


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