Con la prossima legge di bilancio potrebbero arrivare in media quasi 100mila euro a testa ai magistrati italiani. A rivelarlo è il Sole 24 Ore, che ha ricostruito chi sono i principali beneficiari del fondo sentenze da 1,9 miliardi previsto nelle tabelle del Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles.
Secondo il quotidiano economico, alle toghe andrebbero 970 milioni, che “si traducono in costi lordi a carico dello Stato per oltre 70mila euro a testa come arretrati una tantum e in circa 20mila euro l’anno di retribuzione”.
Come si arriva a 100mila euro
La cifra va letta con attenzione. Non si tratta di un assegno da 100mila euro uguale per tutti, ma della somma di due voci diverse calcolate su valori medi e lordi:
- gli arretrati, oltre 70mila euro lordi a testa, da versare una sola volta;
- l’aumento della retribuzione, circa 20mila euro l’anno, che entrerà invece in busta paga in modo strutturale con gli stipendi futuri.
Gli importi varieranno in base all’anzianità e alla posizione ricoperta: più anni di servizio significano un guadagno più alto. Le cifre più consistenti andranno ai 10.638 magistrati già in servizio nel 2018.
All’origine le sentenze del Consiglio di Stato
La misura nasce dall’obbligo di dare attuazione a una serie di sentenze del Consiglio di Stato sul calcolo dell’indicatore usato per l’adeguamento triennale di stipendi e indennità dei magistrati e delle categorie equiparate. I magistrati, infatti, rientrano nel personale pubblico non contrattualizzato: non hanno un contratto collettivo, ma le loro retribuzioni vengono aggiornate ogni tre anni in linea con gli aumenti ottenuti dagli altri dipendenti pubblici.
Secondo i giudici amministrativi, come riporta il Sole 24 Ore, quel calcolo era sbagliato. La base escludeva alcune indennità, non considerava le Autorità indipendenti e, soprattutto, usando la media ponderata invece di quella semplice, dava più peso ai comparti con molti dipendenti ma stipendi più bassi, come la scuola e gli enti territoriali.
Pronti i decreti 2018-2023, in bilico gli anni successivi
Sempre secondo il Sole 24 Ore, i decreti che adeguano le retribuzioni per il periodo 2018-2023 sono pronti, e toccherà alla legge di bilancio trovare i fondi. Restano invece in sospeso, per ora, gli aumenti relativi al triennio 2024-2026.
Il nodo è che le risorse arriveranno proprio dalla manovra. Davanti a un doppio livello di sentenze, il governo ha pochi margini per evitare di saldare il conto con il passato. Non è la prima volta che il fondo sentenze finisce sotto i riflettori: nell’ultima manovra il primo beneficiario era stato Tim, che aveva vinto un lungo contenzioso fiscale risalente alla fine degli anni Novanta.
L’effetto domino su professori e militari
La vicenda potrebbe non fermarsi alle toghe. Sempre secondo il Sole 24 Ore, gli effetti potrebbero estendersi ad altre categorie di dipendenti pubblici non contrattualizzati, come professori universitari e militari, che hanno iniziato a seguire con attenzione la vittoria dei magistrati. Se anche queste categorie ottenessero lo stesso riconoscimento, il conto per lo Stato potrebbe crescere ulteriormente.
La replica dell’Anm all’Adnkronos
L’Associazione nazionale magistrati respinge la ricostruzione. “Le somme indicate sono il frutto di una stima priva di fondamento: gli importi effettivi sono di gran lunga inferiori a quelli riportati dal quotidiano”, spiega l’Anm all’Adnkronos. “Si parla per un magistrato con 20 anni di esperienza di una cifra che non arriva a un quarto di quanto scritto dal quotidiano”.
L’Anm sottolinea inoltre la natura di quelle somme: “Si tratta, peraltro, di componenti stipendiali dovute per legge, che l’amministrazione ha omesso per anni di corrispondere. Il loro ammontare è la diretta conseguenza dei ritardi accumulati nel pagamento”.
Il nodo politico: soldi alle toghe mentre la manovra stringe la cinghia
Il tempismo rende la notizia politicamente delicata. Le risorse per i magistrati verrebbero stanziate con la stessa manovra in cui le misure più attese sono rimaste in stand-by per mancanza di fondi: l’estensione del taglio Irpef per il ceto medio e la detassazione delle tredicesime. È anche la manovra che sta cercando a fatica di intervenire contro il caro bollette.
Chi polemizza e perché
Le critiche più dure sono arrivate da una parte della stampa, che contesta la vicenda su tre fronti.
Il primo è il conflitto di interessi. La Legge per Tutti osserva che sui ricorsi si è pronunciato il Consiglio di Stato, cioè magistrati amministrativi che appartengono alla stessa categoria dei ricorrenti e che da quelle sentenze ottengono a loro volta un aumento. La Verità va oltre: quest’anno, scrive, il fondo sentenze va a chi le sentenze le emette, e parla di “una presa in giro”.
Il secondo è il confronto con il resto del Paese. Il Giornale contrappone la generosità verso le toghe alla lentezza dei tribunali e ai lavoratori che, per qualche decina di euro in più, devono aspettare rinnovi contrattuali e trattative infinite. Il quotidiano ricorda anche che nel 2024 la retribuzione media annua di un magistrato ordinario, calcolata come costo lordo per lo Stato, era di circa 154mila euro.
Il terzo è la questione delle priorità di bilancio: in una fase in cui ogni miliardo della manovra è conteso tra tasse, sanità, famiglie, imprese ed energia, quasi un miliardo destinato a una sola categoria è difficile da spiegare all’opinione pubblica.
Dall’altra parte, l’Anm difende la legittimità delle somme: non è un regalo deciso dalla politica, ma il pagamento di quanto spettava per legge e che lo Stato non ha versato per anni. E proprio i ritardi, sostiene l’associazione, hanno fatto lievitare il conto. Un punto su cui concordano anche il Sole 24 Ore: la scelta del governo è praticamente obbligata, perché le sentenze vanno rispettate. La partita vera, ora, si giocherà sulle cifre reali, sui tempi di pagamento e sul possibile effetto domino sulle altre categorie del pubblico impiego.
Domande frequenti
Perché i magistrati dovrebbero ricevere arretrati e aumenti?
Una serie di sentenze del Consiglio di Stato ha stabilito che il metodo di calcolo dell’adeguamento triennale degli stipendi era errato: escludeva alcune indennità e usava la media ponderata invece di quella semplice. Lo Stato deve quindi versare le differenze dovute.
Quanto costerà allo Stato?
Secondo il Sole 24 Ore circa 970 milioni di euro, inseriti nel fondo sentenze da 1,9 miliardi previsto dal Documento programmatico di bilancio.
Davvero ogni magistrato riceverà 100mila euro?
No, non in un’unica soluzione. La cifra stimata dal Sole 24 Ore somma oltre 70mila euro lordi di arretrati una tantum e circa 20mila euro lordi annui di aumento strutturale, con importi variabili in base all’anzianità. L’Anm sostiene che le cifre reali siano molto più basse.
Cosa dice l’Associazione nazionale magistrati?
All’Adnkronos l’Anm ha definito le stime prive di fondamento: per un magistrato con 20 anni di esperienza la cifra non arriverebbe a un quarto di quanto riportato. Si tratterebbe inoltre di somme dovute per legge e non pagate per anni.
Altre categorie potranno chiedere lo stesso trattamento?
È possibile. Secondo il Sole 24 Ore la vicenda potrebbe avere effetti su altri dipendenti pubblici non contrattualizzati, come professori universitari e militari.
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