#Finsubito news dalla rete – Il crollo dei prezzi delle case in Australia rappresenta un’opportunità?


I prezzi delle case sono crollati dopo decenni di aumenti.

Il mercato immobiliare australiano è sottoposto a una pressione significativa a causa dell’aumento dei tassi di interesse e delle riforme fiscali volte a frenare gli investimenti nel settore immobiliare, che iniziano a incidere sulla domanda. Questa situazione non solo colpisce acquirenti e investitori, ma solleva anche preoccupazioni in merito alle nuove costruzioni e alla capacità del governo di raggiungere i propri obiettivi di sviluppo abitativo.

Secondo un rapporto della società di dati immobiliari CoreLogic, il prezzo medio di una casa in Australia a settembre 2026 era di circa 899.000 dollari australiani, equivalenti a 625.000 dollari statunitensi, in calo del 5,2% rispetto al picco raggiunto a marzo. L’Australian Financial Review , il 1° ottobre, ha affermato che il mercato immobiliare del paese si sta avvicinando alla recessione più grave degli ultimi quarant’anni.

Il calo è evidente nelle principali città. I ​​prezzi medi delle case a Sydney e Melbourne sono diminuiti del 6-7% su base annua e sono inferiori dell’8,6% rispetto ai picchi di febbraio. Alcuni istituti finanziari privati ​​prevedono un calo complessivo del 9-13% rispetto ai massimi. Shane Oliver, capo economista di AMP Limited, prevede addirittura un calo fino al 15%.

L’aumento dei tassi di interesse è una delle cause dirette dell’indebolimento del potere d’acquisto. I tassi di interesse di riferimento in Australia sono al livello più alto degli ultimi 15 anni, mentre i tassi medi sui mutui hanno superato il 6%, aumentando significativamente il costo del prestito per l’acquisto di una casa.

Si stanno manifestando anche segnali di un rallentamento del mercato. Il numero di immobili offerti all’asta si è dimezzato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il tasso di successo è sceso sotto il 50%, mentre il numero di case invendute è aumentato di circa il 20%. Sempre più spesso, occorrono più di sei mesi prima che un immobile trovi un acquirente.

L’aumento dei tassi di interesse ha spinto al rialzo i tassi dei mutui e ridotto la domanda di case.

I giovani acquirenti si trovano stretti tra il calo dei prezzi e l’elevato indebitamento.

Per decenni, i prezzi delle case in Australia sono generalmente aumentati a causa della crescita demografica dovuta all’immigrazione e agli incentivi fiscali per gli investimenti immobiliari. Molte persone hanno approfittato di queste politiche per comprare e vendere ripetutamente immobili, accumulando così ricchezza.

Secondo Statistics Australia, il prezzo medio di una casa indipendente esistente a Sydney è aumentato da 365.000 dollari australiani nel 2002 a 1,48 milioni di dollari australiani nel 2026, circa quattro volte. I prezzi delle case hanno subito un leggero calo durante la pandemia di Covid-19, ma si sono rapidamente ripresi con la normalizzazione delle attività economiche e sociali.

Il prolungato trend al rialzo dei prezzi sta rendendo sempre più difficile l’accesso agli alloggi per molti giovani. Per sostenere questa categoria, l’Australia lancerà nell’ottobre 2025 un programma di supporto per chi acquista la prima casa, che consentirà una riduzione dell’acconto richiesto dal 20% al 5% del valore dell’immobile.

Tuttavia, acquistare una casa con un acconto iniziale basso rende alcune persone più vulnerabili alle pressioni in caso di flessione del mercato. L’aumento dei tassi di interesse accresce il costo del rimborso del debito, mentre il valore degli immobili può scendere al di sotto del prezzo di acquisto iniziale. Chi si trova costretto a vendere la propria casa per difficoltà finanziarie rischia quindi di subire una perdita.

Nel maggio 2026, il governo ha annunciato modifiche alle imposte sugli immobili volte a frenare gli investimenti. Tali modifiche hanno alterato le normative che consentono agli investitori di utilizzare le perdite derivanti dagli immobili per compensare i redditi da lavoro dipendente , restringendo al contempo la portata degli incentivi fiscali per le plusvalenze.

Queste misure sono state introdotte nel contesto di un dibattito sempre più acceso sull’accessibilità degli alloggi. Tuttavia, con i tassi di interesse sui prestiti che rimangono elevati e i prezzi delle case in calo, i giovani acquirenti che entrano nel mercato potrebbero trovarsi di fronte a un dilemma: il valore degli immobili si deprezza, ma gli oneri del debito non diminuiscono proporzionalmente.

I lavori di costruzione hanno subito un rallentamento e gli obiettivi di fornitura sono a rischio.

La pressione sul mercato immobiliare esistente si sta estendendo al settore dei nuovi progetti edilizi. Come previsto, i prezzi di vendita sono in calo, ma i costi di terreni, manodopera, materiali, infrastrutture, finanziamenti e conformità normativa rimangono elevati, con la conseguente diminuzione del numero di progetti economicamente sostenibili.

Il fallimento del Gruppo Bathla ad agosto è un caso emblematico. Questo gruppo di sviluppo immobiliare si affidava in larga misura al credito privato per finanziare i propri progetti. L’aumento dei costi e le vendite deboli hanno portato all’esaurimento delle risorse finanziarie, costringendo l’azienda a licenziare dipendenti e a interrompere i lavori di costruzione.

In una dichiarazione rilasciata a settembre, l’Australian Housing Industry Association ha avvertito che, con il calo dei prezzi delle case esistenti e il mantenimento dei costi di costruzione, il numero di nuovi progetti abitativi potenzialmente redditizi si ridurrà.

Questo pone il governo di fronte a un difficile dilemma. Il calo dei prezzi delle case potrebbe contribuire a riequilibrare il mercato dopo anni di surriscaldamento, ma se le imprese riducono gli investimenti o ritardano i progetti, l’offerta abitativa futura potrebbe risentirne. In tal caso, la pressione dovuta alla carenza di alloggi sarà difficile da risolvere, soprattutto se la domanda continuerà ad aumentare.

Il governo australiano si prefigge l’obiettivo di realizzare 1,2 milioni di abitazioni entro cinque anni, ovvero entro il 2029. Tuttavia, una combinazione di elevati costi di finanziamento, riforme fiscali e prospettive di profitto meno favorevoli sta creando ulteriori ostacoli alla costruzione.

La sfida attuale non è solo come contenere i prezzi delle case, ma anche come mantenere lo slancio della crescita dell’offerta in un mercato debole. Se gli investimenti nel settore edile dovessero rimanere stagnanti per un periodo prolungato, l’attuale calo dei prezzi potrebbe non tradursi necessariamente in opportunità sostenibili di accesso alla proprietà immobiliare per gli australiani.


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