Roma, 23 agosto 2026 – Ma quando entrerà in vigore il nuovo codice della strada voluto dal ministro Matteo Salvini? Fonti del Mit prevedono la conclusione dell’iter “tra febbraio e marzo 2027”.

Vediamo allora quali sono i passaggi temporali che ci separano da quella scadenza e facciamo il punto su alcune novità che cambieranno i comportamenti al volante per milioni di italiani, in questi giorni alle prese con le manovre di contro esodo.

Nuovo codice della strada: quando entra in vigore

A settembre – fanno sapere dal Mit – dovrà essere finalizzato il disegno di legge che proroga la delega al governo ed è già stato approvato da Camera e Senato. La delega presuppone che si vada in Consiglio dei ministri per l’esame preliminare il 14 ottobre. Poi bisogna calcolare altri 150 giorni per la fase consultiva obbligatoria, dal Consiglio di Stato alla Conferenza unificata alle Camere”. Quindi il nuovo codice potrebbe essere pronto per andare su strada tra febbraio e marzo.

Matteo Salvini ministro per le Infrastrutture del Governo Meloni (Photo by Roberto Serra / Iguana)

La patente a 17 anni

Tra i punti più discussi perché destinati a cambiare le regole per milioni di italiani c’è sicuramente la patente a 17 anni. Come sappiamo, su questo – come su tutto il pacchetto di riforma – è stato avviato un confronto con le associazioni che si concluderà il 13 settembre. Tra i soggetti interpellati da Salvini ci sono naturalmente le autoscuole. Ora il Mit prevede di anticipare di un anno il conseguimento della patente B, novità che rimanda dunque indietro ai 16 anni la guida accompagnata. Oggi sono obbligatorie almeno dieci ore di pratica con un istruttore in agenzia, ma a partire dai 17 anni.

Sono milioni gli italiani in viaggio sulle strade del contro esodo, lastricate (anche) dagli aumenti di benzina e gasolio

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Dunque il Mit sposta l’asticella indietro, e l’obiettivo della decisione – che anticipa così la direttiva europea – è soprattutto quello di agevolare il conseguimento della patente professionale soprattutto per gli stranieri, dando così una mano all’autotrasporto in crisi di vocazioni e sempre più affollato di stranieri (in Italia, è stato calcolato, mancano 20mila camionisti, 3 milioni nel mondo). Infatti a 17 anni si potranno già guidare anche i furgoni, fino a 4,25 tonnellate.

Nuova patente e stranieri

Non solo. Se si consegue la patente B a 17 anni, fanno notare al Mit, è possibile poi “intraprendere il percorso della CQC, la Carta di qualificazione del conducente, con 240 ore di formazione. A 18 anni si può quindi conseguire la patente C o C1. Quindi si anticipa tutto. Il problema oggi riguarda soprattutto gli stranieri, quelli che arrivano in Italia di solito non hanno la patente C e devono quindi intraprendere il percorso in parallelo anche per la Cqc”.

Esame della patente: la revisione linguistica

Ma ci sono anche altri cambiamenti proposti per l’esame della patente. Un decreto ministeriale in fase avanzata – in questo caso non stiamo parlando dunque di nuovo codice della strada – prevede “una semplificazione lessicale e linguistica proprio per aiutare gli stranieri, perché spesso nei test c’è un problema di comprensione, vale ad esempio per le frasi con la doppia negazione. Per questo si sta facendo un’operazione di revisione linguistica”.

Sorpasso a destra in autostrada

Un’altra proposta che ha fatto discutere riguarda il sorpasso a destra in autostrada. “Proposta che nasce per garantire lo scorrimento sulle strade ad almeno due corsie – chiariscono dal Mit -. Il concetto è che in questi casi si marcia per file parallele, ogni corsia è come se fosse autonoma”.

Prendiamo appunto il caso delle autostrade. “Qui viene meno l’obbligo di viaggiare sulla corsia più lenta, a destra, che è la regola generale. Si può quindi scegliere la corsia sulla quale circolare. Lo spostamento da una all’altra, per sorpasso o svolta, può avvenire sia a destra che a sinistra, perché le corsie sono considerate come parallele. Ci sono naturalmente pro e contro, come in tutte le norme di comportamento. Sappiamo che la proposta ha suscitato preoccupazioni. L’abbiamo ponderata con il ministero dell’Interno perché l’utilizzo delle corsie in autostrada oggi non è corretto. I conducenti tendono tutti a spostarsi a sinistra. Innanzitutto questa regola della marcia per file parallele presuppone che la concentrazione si mantenga sempre molto elevata, anche se sei sulla corsia di destra non puoi stare al telefono, cosa che invece avviene abitualmente. L’idea della consultazione su questi temi è proprio quella di verificare il sentiment”.

Multe e investimenti sulla sicurezza

Con le nuove proposte, il 70% degli incassi da multe dovrà essere destinato alla sicurezza stradale, il restante 30% per il soggetto accertatore, “la seconda voce non può andare oltre, altrimenti non è equilibrato”. Ma chi gestisce la polpa vera, cioè il 70% delle sanzioni pagate dagli italiani? “L’ente proprietario della strada, quindi la Provincia se è provinciale, il Comune se è comunale, l’Anas se è statale. Solo nel caso di un concesisonario autostradale va allo Stato. E sono risorse che poi possono essere anche vincolate a investimenti sulla rete autostradale”.

Handicap e contrassegno Cude

Ci sono anche proposte che riguardano l’handicap. “Se sono un disabile e conseguo il certificato nel mio Comune di residenza, poi posso usarlo su tutto il territorio nazionale, in teoria anche europeo. Fino ad oggi l’adesione a questo sistema unico era volontaria, le amministrazioni che hanno aderito sono state pochissime, perché la piattaforma doveva essere sviluppata dai Comuni stessi. Ora invece è stato portato in Consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo che invece attiva una piattaforma unica nazionale, per questo Cude gestito dal Poligrafico dello Stato, che è andato in Cdm prima della pausa estiva, quando c’è unì’infrastruttura informatica a supporto dei Comuni, allora ha un senso prevedere l’obbligo, non ci sono più ostacoli tecnologici”. Previsto naturalmente un periodo di transizione per consentire alla piattaforma di essere operativa. A quel punto quando un disabile conseguirà il contrassegno, se deve spostarsi per motivi di turismo o lavoro, potrà usare quel documento in tutti i Comuni d’Italia. Un modo per garantire il diritto di mobilità, vale sia per la sosta che per la Ztl”.

Multe progressive

Poi c’è un’altra modifica, che vuole punire le velocità più sostenute: più si supera il limite di velocità e più si paga, “perché è evidente che il pericolo è maggiore”.

Le tariffe sono complesse e stanno “tra 15, 10 o 5 euro a chilometro, dipende dal tipo di strada e dal limite di velocità, 10 autostrada e 5 urbana, in sostanza. Quindi se uno viaggia a 60 km/h e supera il limite di 30, pagherà una sanzione di 150 euro. Se invece fa 160 km/h invece che 130, pagherà 300 euro”.

Nuovi obblighi per i rider

I rider, è la proposta, dovranno indossare il casco e avranno anche l’obbligo del contrassegno che, anticipano dal Mit, “potrà comportare anche l’obbligo assicurativo. Non è disciplinato nel codice della strada ma è previsto da quello delle assicurazioni. Quindi è ipotizzabile che si arriverà anche a quello”.

La logica del nuovo codice

Il punto dolente è sempre lo stesso: bene la stretta, ma se non ci sono i controlli? “Abbiamo cercato di lavorare molto sul concetto di contestazione immediata, che presuppone proprio le pattuglie”, è la risposta del Mit. Si mette in fila: “La contestazione immediata è un diritto del cittadino e quando non c’è perché non è possibile le tutele giuridiche devono aumentare, ad esempio con la riduzione dei termini per le notifiche. Perché se non ricevo la contestazione immediata devo ricevere notifica in tempi ragionevoli, altrimenti è difficile che mi possa ricordare dove mi trovavo”.


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