Roma – Logistica e autotrasporto, digitalizzazione divide aziende: solo 5% Pmi utilizza business intelligence, contro il 48% delle grandi
Il Politecnico di Milano: l’AI è una priorità per il 30% delle aziende, ma il divario digitale rischia di frenare la competitività della filiera
L’intelligenza artificiale è ormai una priorità strategica per il 30% delle aziende italiane del settore, ma la rivoluzione digitale della logistica rischia di procedere a due velocità. Mentre il 48% delle imprese più grandi ha già adottato software di Business Intelligence, capaci di trasformare i dati aziendali in informazioni utili alle decisioni, tra le realtà più piccole la percentuale crolla al 5%. Un divario di 43 punti percentuali che rischia di accentuare le differenze di competitività tra gli operatori e di ostacolare l’integrazione e la digitalizzazione delle filiere produttive.
È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, che sarà tra i temi del convegno “Dalle reti fisiche alle infrastrutture digitali: come l’AI cambia la mobilità dei passeggeri e delle merci”, organizzato da Economia Pulita presso il Rome Marriott Grand Hotel Flora, in via Vittorio Veneto 191, domani alle ore 17.30.
Al centro del confronto ci sarà una questione decisiva per il futuro della logistica italiana: come evitare che l’accelerazione tecnologica delle grandi imprese lasci indietro migliaia di operatori più piccoli, compromettendo la capacità dell’intera filiera di scambiare dati, coordinare le attività e migliorare l’efficienza dei trasporti. «Con Economia Pulita vogliamo creare occasioni di confronto concreto tra istituzioni, imprese e mondo accademico sulle grandi trasformazioni dell’economia italiana – ha dichiarato Francesco Montanari, Coordinatore Scientifico di Economia Pulita – L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione della logistica e dei trasporti rappresentano una sfida decisiva per la competitività del Paese, ma anche un’opportunità per rendere la mobilità più efficiente e sostenibile. Il nostro obiettivo è contribuire a trasformare il dibattito in proposte e soluzioni capaci di accompagnare le imprese nella transizione, senza lasciare indietro le realtà più piccole».
«La logistica è il cuore della filiera: un ecosistema complesso in cui numerosi attori devono scambiare beni, dati e informazioni in modo rapido e coordinato – spiega Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio del Politecnico di Milano – In questo scenario, la digitalizzazione e l’AI rappresentano una leva strategica per aumentare la sincronizzazione, ridurre i colli di bottiglia e rendere più efficienti i processi. Non a caso, è una priorità strategica per il 30% delle aziende italiane. Ma la tecnologia, da sola, non è sufficiente: la frammentazione dei percorsi di digitalizzazione impedisce ancora a molte imprese di sfruttarne appieno il potenziale. Il divario è particolarmente evidente nell’adozione dei software di Business Intelligence: il 48% delle aziende più grandi dichiara di averli adottati, contro appena il 5% delle aziende più piccole. Colmare questo digital divide è oggi una condizione essenziale per costruire una filiera più integrata, reattiva e competitiva.»
La sfida non riguarda soltanto l’adozione dell’intelligenza artificiale, ma la capacità delle imprese e delle infrastrutture di dialogare tra loro. Una questione sulla quale intervengono anche gli investimenti del PNRR destinati alla digitalizzazione della logistica.
«La trasformazione digitale della logistica italiana rappresenta una delle direttrici strategiche attraverso cui il PNRR ha contribuito a modernizzare il sistema dei trasporti. In questo quadro, lo sviluppo dei Port Community System (PCS) e il progetto Log In Business costituiscono interventi per realizzare una logistica nazionale sempre più interoperabile. La direzione intrapresa dal MIT, con il supporto di RAM, ha generato risultati in termini non soltanto di qualità delle infrastrutture, ma anche di capacità di farle dialogare tra loro», sottolinea Davide Bordoni, Amministratore unico di RAM.
L’incontro del 21 ottobre vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello stesso Davide Bordoni, di Mario Nobile, Direttore dell’AgID, e di Lorenzo Basso, Vicepresidente della Commissione VIII del Senato e promotore dell’indagine conoscitiva sulle tecnologie digitali e sull’intelligenza artificiale. Il confronto proseguirà giovedì 22 ottobre, presso la sede del Parlamento europeo in Italia, in Piazza Venezia 11 a Roma, con una seconda giornata dedicata al futuro delle infrastrutture italiane dopo il PNRR. Alla presenza del ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, rappresentanti della politica, delle istituzioni e delle imprese si confronteranno sugli obiettivi raggiunti, sulle riforme e sugli investimenti necessari per dare continuità alla modernizzazione del sistema infrastrutturale nazionale.
Economia Pulita nasce dalla visione di un gruppo di professionisti ed accademici, esperti in scienze aziendalistiche, giuridiche e della comunicazione, a cui si sono aggiunte le nuove professionalità dell’ingegneria ambientale. Formazione, informazione, lobbying per una reale transizione ambientale e sociale delle imprese italiane, nel rispetto delle normative europee e domestiche, attraverso l’adozione dei primari valori etici dei fattori ESG. Ogni anno organizza eventi in diverse città italiane su tematiche che spaziano dalla digitalizzazione al turismo sostenibile, dal risparmio energetico alla sostenibilità della filiera agroalimentare, fino ai temi del lavoro e della mobilità coinvolgendo importanti rappresentanti dei settori e delle istituzioni. Gli appuntamenti di Economia Pulita stanno diventando un punto di riferimento del dibattito nazionale sui temi di riferimento.
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