Milano

Il primo evento è per giovedì 27 agosto, alle 21 quando ospiterà l’esecuzione integrale de “Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione”

Tra agosto e ottobre 2026 la settima edizione del ciclo concertistico I Solisti Veneti per il FAI condurrà il pubblico in un itinerario musicale che attraversa alcuni tra i luoghi più suggestivi del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Nato dalla collaborazione tra I Solisti Veneti e il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, il festival conferma anche quest’anno la propria vocazione: portare la grande musica nei Beni della Fondazione, trasformando ville, castelli e dimore storiche in spazi di ascolto, racconto e scoperta. Luoghi vivi, capaci di entrare in risonanza con i programmi musicali e di amplificarne bellezza e significato. Una missione che riunisce Musica, Arte, Storia e Architettura e che si riverbera in concerti che negli anni hanno registrato quasi sempre il tutto esaurito. Ogni evento, inoltre, viene preceduto da una visita guidata – ad hoc e facoltativa – del Bene del FAI che ospita la serata.

Sono tre i concerti in programma nella splendida cornice di Villa Necchi Campiglio. Dimora tra le più rappresentative della Milano degli anni Trenta, raffinata sintesi tra tradizione e modernità e custode di prestigiose collezioni d’arte, la Villa del FAI giovedì 27 agosto alle ore 21 ospiterà l’esecuzione integrale de “Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione” (la competizione fra la musica e la fantasia artistica), l’opera strumentale di Antonio Vivaldi che ha maggiormente contribuito a rendere I Solisti Veneti noti e apprezzati in tutto il mondo.

“Il Cimento” e “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi sono a pieno merito una delle raccolte più popolari e amate dagli ascoltatori di oggi, diventati famosissimi già all’epoca, prima che la musica di Vivaldi fosse seppellita dall’oblio romantico durato oltre un secolo. I sei Concerti – le “Stagioni” assieme a “La Tempesta di mare” e a “Il Piacere” -, contenuti nel Primo Libro dell’Opera VIII e ispirati alla natura e alle sue molteplici caratteristiche, sono il prodotto di un’epoca felice per il compositore, giunto ormai al vertice della carriera e divenuto esponente di spicco della Venezia del Settecento in cui raffinatezza, eleganza, amore per l’arte si univano alla gioia di vivere di un mondo pieno di benessere anche se già prossimo al tramonto. Antonio Vivaldi – ordinato sacerdote nel 1704 (era soprannominato infatti il “Prete Rosso”, probabilmente per il colore della sua chioma e dell’abito da lui usato) e ben presto esonerato dall’incarico di celebrare funzioni religiose per un’infermità da lui definita “strettezza di petto” – era stato assunto dall’Ospedale della Pietà (uno degli istituti nei quali si educavano le trovatelle veneziane) con l’incarico di insegnante di violino e Maestro dei Concerti e approfittò di questa posizione per creare una delle più famose scuole di musica che la storia ricordi. Vivaldi frequentava i più grandi letterati, pittori, architetti della sua epoca (le scenografie delle sue opere liriche sono firmate da artisti quali Canaletto e Bibiena e alcuni libretti da Goldoni) e suonava circondato dalle opere dei grandi artisti dei periodi precedenti. Secondo la concezione veneziana dell’unità delle arti, la musica di Vivaldi è nata in simbiosi con la grandiosa arte veneta di Tintoretto, Veronese, Tiziano, Canaletto; nella sua arte si riflettono i colori radiosi dei cieli di Tiepolo e le geniali e armoniose architetture del Palladio.

I Solisti Veneti si distinguono inoltre per l’esecuzione delle “Stagioni”, evitando alcuni errori di interpretazioni tradizionali. Ad esempio, il tema iniziale del Concerto “La Primavera”, che normalmente gli esecutori moderni suonano “staccato”, appare nel Coro che apre l’opera lirica “Dorilla in tempe”, il che rivela nel modo più evidente la natura cantabile di questa famosa frase musicale che va quindi eseguita con tale espressione e fraseggio.

Villa Necchi Campiglio aprirà nuovamente le sue porte alle note domenica 13 settembre alle ore 21, in occasione del concerto “Omaggio all’Ambasciatore Luca Attanasio”. Durante la serata il pubblico potrà assistere all’esecuzione integrale dell’Opera Decima di Antonio Vivaldi, raccolta di sei concerti per flauto, archi e basso continuo.

Il programma comprende il Concerto in fa maggiore n. 1 “La Tempesta di mare”, il Concerto in sol minore n. 2 “La Notte”, il Concerto in re maggiore n. 3 “Il Gardellino”, il Concerto in sol maggiore n. 4, il Concerto in fa maggiore n. 5 e il Concerto in sol maggiore n. 6. Diretti da Giuliano Carella, I Solisti Veneti affiancano il flautista Massimo Mercelli in un viaggio attraverso una delle raccolte più celebri e rappresentative del Vivaldi strumentale e descrittivo. Qui il flauto diventa strumento narrativo e pittorico: evoca tempeste marine, atmosfere notturne, canto degli uccelli e paesaggi sonori di limpida invenzione. Il concerto è dedicato, per il quarto anno consecutivo, all’alta figura dell’Ambasciatore Luca Attanasio, trucidato nel 2021 durante una missione umanitaria nella Repubblica del Congo.

Villa Necchi ospiterà anche la serata conclusiva del ciclo concertistico I Solisti Veneti per il FAI 2026. L’appuntamento è per venerdì 2 ottobre alle ore 21 con “Il clavicembalo di Bach”, primo concerto dell’integrale dei Concerti per uno, due, tre e quattro clavicembali di Johann Sebastian Bach.

Il programma comprende il Concerto in la maggiore BWV 1055, il Concerto in fa minore BWV 1056 e il Concerto in re maggiore BWV 1054, tutti per clavicembalo e archi. Con I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, sarà protagonista Roberto Loreggian, clavicembalista che vanta il più esteso numero di registrazioni discografiche al mondo. Il concerto chiude il percorso con Bach, vertice di architettura musicale, rigore formale e vitalità contrappuntistica. Dopo il teatro, la memoria, Mozart e Vivaldi, il festival approda alla chiarezza costruttiva bachiana, in un finale che guarda al clavicembalo come strumento di pensiero, energia e invenzione.

I Solisti Veneti
Storica orchestra di Padova fondata nel 1959 da Claudio Scimone con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della musica classica, divulgare nel mondo l’immenso patrimonio culturale veneto e italiano, offrire esperienze culturali d’eccellenza accessibili a tutti. Ascesa rapidamente ai vertici della fama internazionale, con più di 6.000 concerti in 90 diversi Paesi da oltre sessant’anni continua oggi a destare l’incondizionato entusiasmo del pubblico esplorando nuovi progetti e modalità di fruizione sotto la guida di Giuliano Carella, dal 2018 Direttore artistico e musicale e successore di Scimone.

Info e biglietti: www.solistiveneti.it

VII EDIZIONE

I SOLISTI VENETI PER IL FAI 2026
Diretti da Giuliano Carella
a Villa Necchi Campiglio, Milano
giovedì 27 agosto, ore 21
Concerto “Antonio Vivaldi – Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione”
Opera Ottava – Il Primo Libro

Sei Concerti per violino, archi e basso continuo comprendenti LE QUATTRO STAGIONI
esecuzione integrale

domenica 13 settembre, ore 21
Concerto “Omaggio all’Ambasciatore Luca Attanasio”
Antonio Vivaldi – Opera Decima
Sei Concerti per flauto, archi e basso continuo
esecuzione integrale

venerdì 2 ottobre, ore 21
Concerto “Il clavicembalo di Bach”
Concerti per clavicembalo e archi




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