Il quantum computing continua a fare passi avanti e, secondo Amazon, potrebbe entrare nella fase delle prime applicazioni commerciali molto prima di quanto si pensasse fino a pochi anni fa. A rilanciare il tema è stato Peter DeSantis, da pochi mesi responsabile delle attività di intelligenza artificiale, chip e quantum computing del colosso americano, che in un'intervista a CNBC ha indicato un orizzonte di cinque-sette anni per l'arrivo dei primi computer quantistici realmente utili dal punto di vista commerciale.
Si tratta della prima previsione temporale ufficiale fornita da Amazon su una tecnologia che molti considerano la prossima grande rivoluzione informatica dopo l'intelligenza artificiale.
Secondo DeSantis, i primi sistemi quantistici commercialmente utili saranno inizialmente di piccole dimensioni, ma da quel momento potrebbero seguire una traiettoria di sviluppo simile a quella osservata per i semiconduttori negli ultimi decenni.
“Vedremo qualcosa di simile alla legge di Moore”, ha spiegato il manager, riferendosi al principio secondo cui la potenza dei chip raddoppia periodicamente grazie all'aumento del numero di transistor.
La previsione di Amazon si colloca a metà strada fra quelle formulate da altri protagonisti del settore. Google ritiene che le prime applicazioni pratiche possano arrivare entro circa cinque anni, mentre Microsoft punta ad avere una macchina quantistica commercialmente utilizzabile entro il 2029. Più prudente era stato il ceo di Nvidia Jensen Huang, che alla fine del 2025 aveva ipotizzato un orizzonte di almeno 15 anni, salvo poi attenuare successivamente quelle dichiarazioni.
Uno degli aspetti più interessanti dell'intervista riguarda la natura stessa del quantum computing. “Uno dei più grandi equivoci è pensare che un computer quantistico sarà semplicemente un computer più veloce. Non è così”, ha spiegato DeSantis.
I computer quantistici non sostituiranno i tradizionali server basati su CPU e GPU. Saranno invece strumenti specializzati, capaci di affrontare problemi che oggi risultano praticamente impossibili da risolvere anche per i supercomputer più avanzati.
Le prime applicazioni potrebbero riguardare soprattutto la simulazione di fenomeni chimici, la scoperta di nuovi farmaci, la progettazione di materiali innovativi e altri problemi legati alla fisica quantistica.
Secondo Amazon, proprio in questi ambiti i sistemi quantistici potrebbero fornire vantaggi decisivi rispetto all'informatica tradizionale.
Le stime sul potenziale economico della tecnologia aiutano a comprendere perché il settore stia attirando crescente attenzione da parte degli investitori.
Secondo McKinsey, il quantum computing potrebbe generare fra 43 e 71 miliardi di dollari di ricavi entro il 2035. Ancora più ambiziose le previsioni di Boston Consulting Group, che stima un impatto economico globale compreso fra 450 e 850 miliardi di dollari entro il 2040.
Numeri che spiegano perché i grandi gruppi tecnologici americani stiano investendo miliardi di dollari nella ricerca quantistica nonostante la commercializzazione su larga scala sia ancora lontana.
Fra le aziende quotate che rappresentano la scommessa più diretta sul quantum computing spiccano IonQ, Rigetti Computing e D-Wave Quantum.
IonQ sviluppa computer quantistici basati sulla tecnologia degli ioni intrappolati, nella quale singoli atomi vengono manipolati mediante sofisticati sistemi laser. È una delle architetture considerate più promettenti per precisione e affidabilità.
Rigetti Computing utilizza invece circuiti superconduttori raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto, un approccio adottato anche da colossi come Google e IBM.
D-Wave segue una strada differente. La società è specializzata nel cosiddetto quantum annealing, una tecnologia orientata soprattutto alla soluzione di problemi di ottimizzazione industriale e logistica.
Le tre società rappresentano approcci tecnologici differenti a una sfida che, secondo molti osservatori, potrebbe richiedere ancora anni prima di individuare un vero vincitore.
L'andamento dei titoli quantistici mostra come gli investitori guardino al settore con interesse crescente ma senza l'entusiasmo che oggi accompagna l'intelligenza artificiale.
Nell'ultimo mese IonQ ha guadagnato circa l'11%, Rigetti il 21% e D-Wave il 20%.
Performance positive, ma lontane dai movimenti registrati da alcuni protagonisti del boom dell'AI e dei semiconduttori. SanDisk, per esempio, ha guadagnato circa il 200% dall'inizio dell'anno. Intel è salita di circa il 200%, mentre AMD ha registrato un rialzo vicino all'80%.
Osservando le performance da inizio 2026 emerge un atteggiamento prudente degli investitori: IonQ guadagna circa il 22%, mentre Rigetti cede l'8% e D-Wave il 12%.
Il messaggio del mercato appare chiaro. L'intelligenza artificiale sta già generando ricavi e utili per molte aziende quotate. Il quantum computing, invece, resta soprattutto una promessa per il futuro.
Proprio questo è il motivo per cui Troy Jensen, analista di Cantor Fitzgerald, continua a definire il quantum computing come una delle scommesse tecnologiche più ambiziose di Wall Street.
Nelle scorse settimane Jensen aveva spiegato a Barron's di essere passato dallo scetticismo alla convinzione che il settore sia vicino a una svolta. Le sue stime restano prudenti, ma l'analista ritiene che i progressi tecnologici degli ultimi anni abbiano ridotto significativamente la distanza che separa il quantum dalle prime applicazioni industriali.
Le parole di Amazon vanno nella stessa direzione. La rivoluzione quantistica non è ancora arrivata. Ma, secondo un numero crescente di protagonisti dell'industria tecnologica, potrebbe essere molto più vicina di quanto il mercato pensasse fino a pochi anni fa.
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