Dal 1° ottobre il canale educativo abbandonerà la televisione lineare per trasformarsi nel progetto digitale RaiPlay Scuola e Learning. Al suo posto una nuova rete dedicata a territori, borghi, tradizioni e Made in Italy.
di Elena Riva
Rai Scuola lascia il digitale terrestre e si prepara a diventare un progetto interamente digitale. Dal prossimo 1° ottobre, il canale 57 sarà occupato da “Italiana”, la nuova rete annunciata dalla Rai per raccontare territori, comunità, borghi, tradizioni e trasformazioni del Paese.
I contenuti educativi non verranno cancellati, ma confluiranno nel progetto “RaiPlay Scuola e Learning”, una piattaforma integrata destinata a riunire le produzioni di Rai Cultura, il patrimonio delle Teche e i materiali didattici già disponibili.
La Rai presenta l’operazione come un’evoluzione del servizio, pensata per avvicinarsi alle modalità con cui studenti e insegnanti utilizzano oggi i contenuti audiovisivi. Le opposizioni parlano invece della perdita di un presidio educativo presente nella televisione italiana da oltre vent’anni.
Dietro il confronto politico si apre una domanda più ampia: trasferire un servizio dalla televisione lineare a una piattaforma digitale significa semplicemente modernizzarlo o anche renderlo meno accessibile a una parte del pubblico?
La Rai: «Il canale non chiude, evolve»
La posizione dell’azienda è netta. Il nuovo progetto digitale dovrebbe superare i limiti della programmazione lineare e consentire una consultazione più flessibile dei contenuti attraverso computer, tablet e smartphone.
RaiPlay Scuola e Learning sarà progettata come un ecosistema on demand utilizzabile sia in aula sia a casa, con percorsi organizzati per argomento e livello scolastico. L’obiettivo è mettere a disposizione di studenti, famiglie e docenti un archivio più facilmente consultabile rispetto a un palinsesto tradizionale.
A sostegno della scelta, la Rai richiama anche i dati di ascolto. Nei primi mesi del 2026 Rai Scuola avrebbe ottenuto uno share medio vicino allo 0,10%, una percentuale che, secondo l’azienda, mostrerebbe i limiti della televisione lineare nel raggiungere il pubblico scolastico.
Il progetto sarebbe stato approvato all’unanimità dal consiglio di amministrazione Rai.
Dalla lezione programmata al contenuto su richiesta
Il trasferimento su RaiPlay segue una trasformazione già avvenuta nelle abitudini del pubblico più giovane. Studenti e insegnanti cercano i materiali nel momento in cui servono, preferendo singole lezioni, approfondimenti e percorsi tematici alla programmazione organizzata per fasce orarie.
Da questo punto di vista, l’on demand può offrire vantaggi evidenti. Un programma trasmesso alle 10 del mattino può essere utilizzato soltanto da chi si trova davanti al televisore in quel momento; una videolezione disponibile in archivio può invece essere inserita nella didattica, condivisa e rivista.
Il vero nodo sarà la capacità della Rai di costruire una piattaforma facilmente utilizzabile. Non basterà trasferire online i programmi esistenti: serviranno un motore di ricerca efficace, cataloghi aggiornati, percorsi chiari e una presenza editoriale capace di orientare utenti con necessità molto diverse.
Il rischio di perdere il pubblico meno digitale
La scomparsa di Rai Scuola dal telecomando comporta però anche un rischio. La televisione lineare conserva una caratteristica che le piattaforme non possiedono: la possibilità di incontrare un contenuto senza averlo cercato.
Un ragazzo, una famiglia o un adulto impegnato in un percorso di formazione potevano imbattersi casualmente in un documentario, una lezione o un programma di divulgazione facendo zapping. Su una piattaforma digitale, invece, occorre conoscere il servizio, accedervi e scegliere consapevolmente cosa guardare.
Esiste inoltre una parte della popolazione che non dispone di connessioni adeguate, dispositivi recenti o competenze digitali sufficienti. La modernizzazione del servizio pubblico dovrebbe quindi essere accompagnata da strumenti capaci di evitare nuove forme di esclusione.
Sul canale 57 arriva “Italiana”
Lo spazio lasciato libero sul digitale terrestre verrà occupato da “Italiana”, la rete diretta da Angelo Mellone e dedicata al racconto del Paese. Il progetto punta su borghi, comunità, artigianato, imprese, patrimonio culturale, natura, enogastronomia, turismo, innovazione e sostenibilità.
La programmazione iniziale sarà composta prevalentemente da materiali provenienti dalle library Rai. Dall’inizio del 2027 sono previste nuove produzioni, rimontaggi e collegamenti in diretta dalle principali manifestazioni nazionali. L’offerta annunciata è di circa 720 ore all’anno.
L’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi ha definito la nuova rete una proposta distintiva, capace di valorizzare la ricchezza italiana attraverso un racconto del territorio emotivo e rivolto a generazioni differenti.
Il progetto ha però già suscitato critiche per la sua forte impronta identitaria e per la scelta di sacrificare la collocazione lineare di un canale educativo.
Il servizio pubblico cambia indirizzo
Il passaggio da Rai Scuola a RaiPlay Scuola e Learning rappresenta qualcosa di più di una modifica tecnica. Segna il trasferimento di una funzione del servizio pubblico da uno spazio universale e immediatamente accessibile, il digitale terrestre, a un ambiente nel quale la visibilità dipende dalla capacità dell’utente di cercare e selezionare.
La scelta potrà rivelarsi efficace se la nuova piattaforma sarà realmente più ricca, ordinata e utilizzabile del vecchio canale. In caso contrario, il rischio è che un patrimonio educativo continui formalmente a esistere, ma diventi meno visibile.
La sfida non consiste quindi nel decidere se il futuro della scuola sia lineare oppure digitale. Consiste nel fare in modo che, cambiando mezzo, il servizio pubblico non perda nessuno per strada.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Elena Riva
Source link





