Questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Oggi Consiglio dei ministri

Nuova leggera risalita per i prezzi medi dei carburanti in Italia. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,017 euro al litro per la benzina e 2,137 euro/l per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,092 euro/l per la benzina e 2,208 euro/l per il gasolio.

In Sicilia

Questi, invece, i prezzi in Sicilia: gasolio (self) a 2,154 euro el litro, benzina (self) a 2,028, Gpl (servito) a 0,799 euro, metano (servito) a 1,881.

Oggi il Consiglio dei ministri: sul tavolo una misura ponte

La premier Giorgia Meloni ha deciso di convocare per oggi mercoledì 26 agosto un Consiglio dei ministri dedicato al caro carburanti. L’urgenza viene ribadita dalla premier durante la call con gli alleati: i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’uomo che tiene i cordoni della borsa e che dovrà trovare i soldi necessari a finanziare il provvedimento.

Il Cdm dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al governo di lavorare a un intervento più mirato. Quella in scadenza, viene precisato, non sarà dunque la soluzione definitiva, ma servirà a guadagnare il tempo necessario per mettere a punto l’intervento strutturale, destinato a supportare le fasce più deboli. L’obiettivo, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo”.

La linea è confermata da Salvini: “Faremo un Consiglio dei ministri, intanto prorogheremo lo sconto diesel. Poi stiamo ragionando più a lungo termine, occorrono dei soldi ovviamente e i soldi vanno chiesti laddove ci sono”. La proroga sarà “di alcuni giorni, fino a settembre immagino. Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso”.

Anche Lupi insiste sulla necessità di superare la logica delle proroghe: il Cdm “prorogherà l’intervento che fino a oggi c’è stato”, ma servirà “per permettere alla maggioranza del governo di individuare una risposta più strutturale”. L’obiettivo, dice, è “smetterla di inseguire gli aumenti delle accise ma fare interventi strutturali però mirati”. Resta il nodo delle coperture. “Siccome si tratta di un intervento strutturale e importante, si troveranno le coperture necessarie. Troveremo come sempre una sintesi”, assicura Lupi.

Confesercenti: “Spesa +1,8 miliardi per italiani in vacanza”

Questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sulla mobilità e sui consumi turistici. È la stima dell’Ufficio economico Confesercenti, elaborata a parità di consumi sulla base dei dati Mimit e con le rilevazioni di agosto ormai quasi definitive: nel complesso, a luglio e agosto 2026 gli automobilisti hanno sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025.

Il confronto con un anno fa dà la misura dell’aumento. Nell’estate 2025 la benzina si attestava intorno a 1,70 euro al litro e il gasolio a 1,63 euro.

Ad agosto 2026 la media viaggia invece intorno ai 2 euro per la benzina e oltre questa soglia per il diesel. Dal 4 luglio, con la scadenza del precedente intervento sulle accise, i prezzi alla pompa hanno ripreso a crescere proprio mentre la rottura della tregua tra Iran e Stati Uniti riportava lo Stretto di Hormuz al centro delle tensioni internazionali sul greggio. Da allora la benzina è aumentata del 10,8% e il gasolio del 12,4%, senza che le successive oscillazioni abbiano prodotto una reale inversione di tendenza. Il solo effetto di questa risalita vale circa 780 milioni di euro nei due mesi. Senza l’intervento pubblico, il conto per gli automobilisti sarebbe stato ancora più pesante.

Nei soli mesi di luglio e agosto, il taglio delle accise ha ridotto la spesa per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro. Un beneficio concentrato soprattutto sul gasolio. In assenza del provvedimento, un pieno da 50 litri sarebbe costato circa 8,50 euro in più. La benzina, invece, dall’inizio di luglio non è mai rientrata nel perimetro dell’intervento. La previsione di un’ulteriore proroga è dunque senz’altro utile: in assenza di nuove risorse, i 17 centesimi tornerebbero quindi a gravare interamente sul prezzo alla pompa proprio nel pieno del controesodo e alla vigilia di settembre, mese in cui sono attesi almeno 15 milioni di turisti e che continua a rappresentare una fase importante della stagione.

“Il caro carburanti non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi. “Il protrarsi delle tensioni internazionali, e quindi di una fase di elevata volatilità dei prezzi energetici, non può purtroppo essere escluso. I livelli raggiunti oggi alla pompa da benzina e gasolio rischiano già di penalizzare la stagione turistica di settembre e, soprattutto, di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche – un fronte cui fare particolare attenzione questo autunno. Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi”.

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Edoardo Ullo

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