Un laboratorio vivo di idee, dove la tecnologia non è solo uno strumento, ma un vero e proprio ponte che collega persone e culture. Si chiama “Next-Gen In Cloud” ed è l’innovativo progetto internazionale eTwinning che sta trasformando le aule della scuola primaria San Benedetto di Voltorre – e di altre tre scuole elementari tra Milano e la Romania – in un ecosistema educativo unico, capace di superare ogni confine geografico.
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Questo progetto di eTwinning è coordinato da Anna Maria Bergomi, docente del Corso di Scienze della Formazione Primaria dell’Università Bicocca di Milano, è supportato dalla rete Ambasciatori-Scuola di Indire ed è il progetto per la tesi di laurea dell’insegnante di Voltorre Alberto Gennaro, che ha coinvolto attivamente la collega Chiara Pozzi e i loro piccoli alunni della classe 1ª della scuola San Benedetto (IC di Gavirate).
In particolare, oltre all’elementare di Voltorre, il progetto Next-Gen In Cloud ha coinvolto anche i plessi milanesi primaria Dal Verme (IC Confalonieri, classi 1ªA e 5ªB con le docenti Francesca Forgione, Sandra Zorizza e Alessandra Anna Maria Mei ) e primaria Duca degli Abruzzi (IC Locchi, classe 3ªA con l’insegnante Handan Huriye Sanli ) e la Scoala Gimnaziala Baiculesti – in Romania – con l’insegnante Cosmin Mazilescu, e le presidi di tutte e quattro le scuole. Referente pedagogica è la docente Marina Porta e referente linguistica è la collega Giuseppina Lara Santangelo.
Una rete di eccellenza e innovazione
Il progetto nasce come un percorso di ricerca-azione supervisionato dall’Università Bicocca di Milano all’interno del progetto di tesi proprio di un insegnante di Voltorre.
La rete coinvolge attivamente i quattro diversi istituti scolastici, portatore ciascuno di proprie peculiarità.
La partecipazione della scuola rumena, ad esempio, garantisce una dimensione internazionale e insieme rurale al progetto, mentre la scuola di Voltorre porta tutta la vivacità di una realtà piccola ma dinamica, dove l’apprendimento è ludico, pratico, legato al movimento e alle esperienze attive.
I protagonisti sono circa 90 bambini tra i 6 e i 13 anni. A Voltorre, i 16 alunni della classe prima, accompagnati dalla loro mascotte (una pianta di nome Stella Lucente), hanno portato nel progetto la loro empatia e la voglia di fare nuove amicizie “vicine e lontane”.
Cittadinanza, Inclusione e un Podcast internazionale
L’iniziativa punta a integrare le tecnologie nei curricoli scolastici (Italiano, Geografia, Educazione Civica, Musica, Arte) per promuovere il benessere sociale e la cittadinanza attiva.
Tra i traguardi principali figurano lo sviluppo di competenze digitali (dalla Netiquette all’uso etico dell’Intelligenza Artificiale per i più grandi) e la promozione del plurilinguismo in contesti comunicativi reali.
Il “cuore pulsante” della collaborazione di Next-Gen In Cloud è la creazione di un podcast internazionale.
Qui è emerso l’aspetto più sorprendente e innovativo del progetto: un vero e proprio ribaltamento dei ruoli. Inizialmente gli studenti di 5ªB della Confalonieri hanno agito da tutor creando i “passaporti digitali” per il gioco di presentazione “Indovina Chi?”. In un secondo momento invece sono stati gli studenti più giovani, e in particolare i bambini della 1ª di Voltorre, a guidare i compagni più grandi della quinta Confalonieri, insegnando loro come ideare, realizzare e condividere una puntata del podcast.
Le attività del podcast hanno toccato temi diversi, a cominciare da cultura e tradizioni. In questa cornice i bambini della Locchi hanno condiviso video di ricette tipiche (come cannoli e pasta al pesto) preparate nel loro laboratorio di cucina, mentre gli alunni della San Benedetto di Voltorre hanno presentato il territorio lacustre varesino.
Dal canto loro gli amici rumeni hanno presentato tutto il fascino del Castello di Dracula (Bran) mentre ogni classe, in pieno spirito di collaborazione internazionale, ha registrato interventi brevi in inglese, inni nazionali e l’Inno alla Gioia europeo.
Per arrivare alla creazione di questo podcast internazionale, i bambini della scuola di Voltorre si sono cimentati in una serie di puntate podcast di preparazione. A QUESTO LINK uno dei primi lavori dedicato alle Olimpiadi.
Successi attesi e sorprese emozionanti
Al di là dei prodotti tangibili realizzati — quali le puntate del podcast e il logo congiunto — i risultati complessivi hanno superato le aspettative iniziali.
Come auspicato, il percorso ha favorito la nascita di una solida comunità professionale tra i docenti e ha acceso l’entusiasmo degli studenti nella creazione di contenuti digitali.
Le resistenze iniziali legate all’apertura verso l’altro e alla comunicazione in una lingua straniera si sono presto trasformate nel desiderio dichiarato di cimentarsi in future esperienze analoghe. I dati e le evidenze raccolte confermano inoltre l’efficacia didattica del progetto: l’intensità delle esperienze vissute ha permesso ai bambini di assimilare conoscenze destinate a rimanere impresse nel tempo.
Questo legame, nato in un contesto digitale, si è presto evoluto in un rapporto umano autentico e profondo, consolidato da gesti semplici ma significativi, come il dono da parte degli alunni rumeni di dettagliati disegni del castello di Bran da colorare.
La forza della rete è poi emersa di fronte agli imprevisti e alle inevitabili difficoltà logistiche tipiche di un progetto così ampio: in ogni momento di criticità, la collaborazione tempestiva e il supporto dei partner internazionali hanno permesso di trovare soluzioni pronte ed efficaci.
In questo “viaggio europeo”, la tecnologia non è stata un semplice mezzo, ma un ponte che ha reso l’apprendimento un processo condiviso e orientato al futuro.
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