Un punto di partenza per il mondo della pedagogia dagli zero ai sei anni. È il manifesto pedagogico e delle pratiche educative del sistema integrato dell’Unité des Communes Valdôtaines Mont-Cervin.
Fonte di ispirazione e, allo stesso tempo, bussola per orientarsi, il documento è stato presentato oggi, sabato 20 giugno, a Saint-Vincent nella Sala Monte Bianco del Grand Hôtel Billia in occasione del convegno “Farsi Foresta 06”.
Uno strumento che esprime la visione educativa condivisa nel territorio dell’Unité des Communes Valdôtaines Mont-Cervin, che dal 2016 gestisce i servizi alla prima infanzia della zona. Cinque nidi, che hanno come referente pedagogica Stefania Sasso: uno a gestione diretta (a Châtillon) e quattro a gestione indiretta (ad Antey-Saint-André, Saint-Vincent, Valtournenche e Verrayes).
Il gruppo staff 0-6 e i principi del manifesto che mette al centro il bambino.
Sotto lo sguardo attento della formatrice Jessica Omizzolo, coordinatrice pedagogica laureata in psicologia clinico-dinamica, a realizzare il manifesto è stato il gruppo staff 0-6 così composto: Barbara Bosonin, Barbara Mérivot, Daniela Seris, Delia Joyeusaz, Elisabetta Perucca, Erica Sarteur, Laura Scarfò, Sabina Fazari, Sabrina Rota, Simona Comola, Stefania Grivon, Stefania Sasso e Valentina Chappoz.
Sono quattro i principi del manifesto che mette al centro il bambino e la responsabilità condivisa tra professionisti, famiglie e territorio: l’immagine del bambino, il ruolo dell’adulto educatore, gioco e apprendimento e la relazione con le famiglie. Principi ben scritti che corrispondono ad azioni concrete. Lo testimoniano le fotografie del quotidiano. Immagini che raccontano spazi, ritraggono bambini e mostrano materiali destrutturati (‘giochi’). Costruzioni e percorsi che cambiano di continuo, tubi in cartone che diventano gallerie, legni per costruire torri instabili. Perché, in assenza di istruzioni, di fronte a un oggetto, il bambino gioca esprimendo pensiero logico e creatività.
L’immagine del bambino: non esiste un modo giusto o sbagliato di giocare.
“È stato smentito che il bambino è una tabula rasa. Appena nasce, qualcosa dentro di lui lo spinge ad esplorare il mondo”. “Nel poter fare esperienze il bambino prova e riprova” spiega Jessica Omizzolo. “L’apprendimento sta nella conferma”. Funziona così: “provare, riprovare e capire nei propri inciampi”.
Il manifesto descrive l’immagine di un bambino libero di esplorare, scoprire e imparare cose. In un ambiente organizzato, pensato per l’esplorazione spontanea, dove non esiste un modo giusto o sbagliato di giocare. Anche i tempi sono dilatati perché l’esperienza segue la capacità del bambino, non l’orologio. Ogni bambino infatti ha tempi propri, che vanno rispettati e sostenuti.

Favorire l’autonomia: il ruolo dell’educatore.
Regista del contesto, l’educatore 0-6 osserva e organizza spazi, materiali e tempi per favorire l’autonomia dei bambini e l’aggregazione spontanea in piccoli gruppi.
L’educatore di cui parla il manifesto non programma, bensì progetta in itinere. Questo perché “siamo Foresta in evoluzione e in crescita. Non sappiamo chi saremo domani” dice Jessica Omizzolo. Da qui l’impossibilità di preordinare attraverso decisioni prese a tavolino. “La progettazione parte prima dell’arrivo dei bambini e prosegue, in itinere, in una loro continua osservazione” precisa la formatrice.

L’apprendimento non si insegna: il gioco libero.
Precisando che le attività adulto-guidate attivano adattamento e compiacenza, non competenza autentica, Jessica Omizzolo insiste sull’importanza del gioco spontaneo. “L’unico strumento per imparare è l’esperienza spontanea”. L’apprendimento non si insegna.
Le immagini dei nidi e delle scuole dell’Unité Mont-Cervin mostrano contesti progettati per l’apprendimento spontaneo. Ambienti che rispondono alle reali esigenze dei bambini, che possono così muoversi in autonomia e sperimentare percorsi, ombre e geometrie. Dove il concetto di gioco libero – che precisa Omizzolo “non è anarchia” – diventa una scelta pedagogica irrinunciabile.

“I servizi educativi non sostituiscono la famiglia”: la relazione con i genitori.
“Se non ci fossero le famiglie, oggi non saremmo qui” ricorda Sabina Fazari, coordinatrice della scuola dell’infanzia della Fondazione Crétier-Joris di Saint-Vincent. “I servizi educativi non sostituiscono la famiglia. La accompagnano, la coinvolgono e costruiscono con lei un’alleanza educativa”.
“Le famiglie sono una risorsa” aggiunge la coordinatrice, insistendo su quanto sia fondamentale coinvolgerle. Un coinvolgimento “attivo e non giudicante” in momenti diversi: dagli incontri di gruppo alle feste organizzate dalla scuola. Anche in questo caso sono le immagini a parlare. Immagini che mostrano mamme e papà impegnati a ballare con i propri bimbi durante la festa di Natale, a leggere libri in lingua straniera e, ancora, a costruire una libreria in legno per l’asilo.

Fornire servizi all’avanguardia per contrastare la denatalità
Prima di entrare nel vivo del manifesto, durante i saluti istituzionali, è intervenuto, fra gli altri, Maurizio Castiglioni, Assessore comunale di Saint-Vincent al Sistema educativo, alle attività culturali e alle politiche giovanili.
“L’obiettivo è mettere al centro la formazione dei nostri bambini e delle nostre bambine. Uno degli strumenti per contrastare la denatalità e proporci come territori competitivi è quello di fornire servizi all’avanguardia e attirare nuovi nuclei familiari” dichiara l’Assessore.
Proprio a Saint-Vincent è in corso la ristrutturazione dell’asilo nido Crétier-Joris, che una volta conclusa aumenterà i posti a disposizione. L’intervento – come ricorda l’Assessore – è stato ammesso al finanziamento nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Alice Dufour
Source link


