#Finsubito news dalla rete – Italian Tech Alliance, investimenti VC a €1,46 miliardi nei primi nove mesi del 2026; focus sugli incentivi alle startup


Italian Tech Alliance certifica che gli investimenti Venture Capital sono in crescita a 1,46 miliardi di euro, ma servono incentivi e risposte concrete per supportare l’innovazione e competere a livello internazionale. I risultati dei primi nove mesi del 2026 confermano il potenziale del sistema eppure, sul fronte delle politiche pubbliche, il nostro Paese rimane in ritardo. 

Italian Tech Alliance ha organizzato IMPATTO, appuntamento che apre la due giorni (22 e 23 ottobre) promossa da Lazio Innova e che vede coinvolti policy makers, investitori istituzionali, founders e operatori di Venture Capital, e lancia un appello alle istituzioni: è il momento di trasformare gli impegni assunti in misure concrete, superando lo stallo che da mesi accompagna alcuni dei principali dossier per lo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione in Italia.

Storie di successo come Bending Spoons, Exein e Newcleo testimoniano che l’innovazione italiana sta raggiungendo una nuova dimensione competitiva e una maturità sempre più riconosciuta sui mercati internazionali, ma manca ancora una componente essenziale per sostenere la crescita del settore. Un quadro di policy stabile, prevedibile e adeguato ad accompagnare gli investimenti. Due le questioni più urgenti: il rinnovo dell’incentivo fiscale del 30% per gli investimenti in startup e PMI innovative e la nomina dei vertici di CDP Venture Capital.

Sul primo fronte, la richiesta di proroga/ripristino dell’agevolazione fiscale è stata ufficialmente notificata alla Direzione generale della Concorrenza della Commissione europea (DG COMP), per ottenere la nuova autorizzazione in materia di aiuti di Stato. Un passaggio necessario, ma che non cambia il dato di fondo: l’incentivo non è stato rinnovato e il sistema attende da mesi una soluzione. Un’incertezza che rischia di indebolire uno strumento importante per mobilitare capitali privati verso le imprese innovative, proprio mentre l’ecosistema dimostra di avere opportunità di investimento e prospettive di crescita. A questo si aggiunge l’assenza di una decisione sul rinnovo delle cariche di CDP Venture Capital, un passaggio rilevante per assicurare continuità e capacità di intervento a uno degli attori centrali nel sostegno al mercato italiano del Venture Capital.

“L’Italia ha oggi l’opportunità di consolidare i progressi compiuti e trasformare la crescita del Venture Capital in un’opportunità competitiva nelle numerose sfide tecnologiche che dovremo affrontare nei prossimi anni. Per farlo, però, servono decisioni. Le storie di successo che stanno emergendo dimostrano che le imprese italiane possono raggiungere dimensioni e ambizioni internazionali; ora la politica deve dimostrare di essere in grado di supportare adeguatamente questo percorso. Non chiediamo scorciatoie, ma regole chiare, strumenti funzionanti e tempi compatibili con quelli del mercato. Il costo dell’immobilismo è un’opportunità di crescita che il Paese non può permettersi di perdere” – afferma Davide Turco, Presidente di Italian Tech Alliance.

I numeri del Venture Capital confermano il potenziale dell’Italia

Nei primi nove mesi del 2026, secondo i dati dell’Osservatorio Trimestrale sul VC in Italia realizzato da Italian Tech Alliance e Growth Capital, gli investimenti in startup italiane hanno raggiunto 1,465 miliardi di euro, contro gli 855 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Il risultato si accompagna a una contrazione del numero di operazioni, passate da 306 a 210, segnale di un mercato nel quale il capitale si concentra su round di dimensioni maggiori. Il round medio ha raggiunto i 7 milioni di euro, rispetto ai 4,1 milioni del 2025, mentre il round mediano è salito a 2 milioni, contro 1,1 milioni dell’anno precedente. Il capitale investito nei primi nove mesi ha già superato il totale del 2024 e si colloca su una traiettoria che potrebbe consentire di oltrepassare anche il risultato dell’intero 2025. A guidare il mercato è il Software, che ha coinvolto un’operazione su quattro e raccolto 512 milioni di euro, pari al 35% del capitale complessivamente investito. Seguono Life Sciences, con 246 milioni, Smart City, con 209 milioni, e FinTech, con 195 milioni. Nel complesso, questi quattro comparti rappresentano il 79% del capitale investito, mentre Software, Life Sciences e Smart City concentrano il 53% delle operazioni. 

Dal 2020 gli investimenti nelle startup italiane sono cresciuti di 3,2 volte, al ritmo più rapido in Europa e con un incremento pari a 2,5 volte la media continentale. Un risultato significativo, che testimonia la maturazione del nostro ecosistema, ma che va letto alla luce del divario ancora esistente con i principali mercati europei. Nei primi nove mesi del 2026, a fronte di 1,465 miliardi di euro investiti in Italia, il Regno Unito ha raccolto 25 miliardi, la Francia 10,6 miliardi e la Spagna 2 miliardi. Proprio il confronto con quest’ultima è emblematico. A fronte di un numero di operazioni pressoché identico, la Spagna ha attratto circa 500 milioni di euro in più a conferma di una diversa disponibilità di risorse per finanziare le imprese.

“I risultati dei primi nove mesi del 2026 raccontano che l’ecosistema italiano dell’innovazione è solido, dinamico e sempre più maturo, come dimostrato anche dalle storie di successo a lungo attese, e che sono funzionali a ispirare nuovi imprenditori e ad appassionare maggiormente investitori istituzionali e decisori pubblici. Non possiamo però ignorare il ritardo sul fronte delle policy, che rappresentano sinora il vero tallone d’Achille del 2026. Il fatto che dossier importanti avanzino lentamente mina le certezze di imprese e investitori, che ne hanno invece bisogno per prendere decisioni e crescere. Se la traiettoria dell’innovazione italiana è decisamente positiva, senza un impegno concreto e tempestivo delle istituzioni continuerà a mancare una gamba fondamentale”– dichiara Francesco Cerruti, Direttore generale di Italian Tech Alliance.

Il confronto si è svolto nell’ambito di IMPATTO, il roadshow ideato da Italian Tech Alliance per raccontare agli investitori istituzionali e a un pubblico più ampio il valore del Venture Capital e le storie di successo delle imprese innovative italiane, evidenziandone il contributo strategico alla crescita del Paese. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Renato Loiero, Consigliere per le politiche di bilancio del Presidente del Consiglio dei Ministri; Philippe Tibi, Président de l’Initiative Tibi presso il Ministère de l’Économie francese; Emanuele Levi, Amministratore Delegato di CDP Venture Capital; Giovanni Maggi, Presidente Assofondipensione, Andrea Mariani, Direttore Generale, Fondo Pegaso.




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