È quanto emerso nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ardea, dove il consigliere Edelvais Ludovici ha presentato un’interrogazione per chiedere aggiornamenti sullo stato della pratica e sul futuro della struttura.
La scuola, realizzata solo in parte grazie anche a finanziamenti pubblici della Regione Lazio, sorge su un terreno legato alle convenzioni urbanistiche della lottizzazione di Colle Romito, sul litorale di Ardea.
Da anni il tema riguarda il trasferimento delle aree al patrimonio comunale e la possibilità per l’ente di completare un’opera rimasta incompiuta.
Lottizzazione di Colle Romito: una questione aperta da decenni
Durante il dibattito è stato ricostruito il complesso iter amministrativo che riguarda la lottizzazione di Colle Romito, avviata negli anni Sessanta attraverso una serie di convenzioni urbanistiche che prevedevano la cessione al Comune di aree destinate a opere pubbliche.
Tra queste figura anche il terreno sul quale insiste la scuola incompiuta di Colle Romito.
Nel corso degli anni sono stati adottati diversi atti amministrativi finalizzati all’acquisizione delle aree, ma la situazione non è mai arrivata a una definitiva soluzione. Proprio per questo motivo il tema continua a riemergere periodicamente nel dibattito politico cittadino.
La consigliera Ludovici ha chiesto chiarimenti sullo stato delle trascrizioni catastali e patrimoniali, ricordando l’esistenza di documenti comunali del passato che indicavano l’area come inserita nell’elenco dei beni immobili del Comune.
Le verifiche avviate dall’amministrazione
A rispondere è stata l’assessore Ferrante, che ha spiegato come l’amministrazione comunale di Ardea abbia affidato un incarico specifico all’avvocato Peppino Mariano per seguire le questioni legate ai consorzi e, in particolare, anche quella relativa alla scuola di Colle Romito.
Secondo quanto riferito in aula, dopo una comunicazione inviata dagli eredi della proprietà interessata, il Comune ha avviato ulteriori approfondimenti giuridici e tecnici.
Nel corso delle verifiche sarebbero emersi alcuni elementi che rendono particolarmente complessa la vicenda.
Tra questi figurano formalità e trascrizioni pregiudizievoli presenti sugli immobili interessati. Una situazione che richiede ulteriori accertamenti legali prima di arrivare a una soluzione definitiva.
L’amministrazione ha spiegato che sono in corso interlocuzioni e approfondimenti, ma che al momento non è ancora possibile comunicare dettagli sulle trattative in atto.
Il futuro della scuola di Colle Romito resta legato alla disponibilità dell’area
Nel dibattito è emerso anche un altro tema. La scuola di Colle Romito compare infatti nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2026-2028 con una previsione di intervento per il completamento dell’edificio.
La presenza dell’opera nella programmazione comunale ha spinto la consigliera Ludovici a chiedere se esista una concreta volontà di completare il plesso:
«Mi faccio una domanda: ma questa iscrizione di questa scuola di Colle Romito sul piano triennale delle opere, dei lavori pubblici, si ha intenzione di completarla? Questo volevo sapere».
Sul punto è intervenuto l’assessore ai Lavori Pubblici Quartuccio, chiarendo che qualsiasi investimento resta subordinato alla piena disponibilità dell’area.
Secondo l’assessore, prima di qualsiasi intervento sarà necessario risolvere definitivamente la questione patrimoniale e verificare anche la conformità della struttura alle normative attuali, profondamente cambiate rispetto a quando il fabbricato venne progettato oltre vent’anni fa.
L’inserimento della scuola nel Piano Triennale rappresenta quindi una manifestazione di interesse dell’amministrazione verso l’opera, ma non comporta al momento né la richiesta di finanziamenti né l’attivazione di mutui per il completamento dei lavori.
Ludovici: «Ci sono soldi pubblici investiti in quell’opera»
Nel suo intervento il consigliere Edelvais Ludovici ha ricordato l’importanza della questione per il territorio di Colle Romito:
«Io volevo sapere ad oggi se naturalmente era stato fatto oppure si sta lavorando, non lo so, visto che non si è avuta più risposta in merito, volevo sapere se questa area c’è l’impegno da parte del Comune di trasferirla o di averla già trasferita».
Ludovici ha inoltre sottolineato il valore pubblico dell’intervento rimasto incompiuto:
«Anche perché, ripeto, comunque lì sopra c’è un’opera pubblica dove sono stati investiti comunque soldi pubblici da parte della Regione Lazio e oltretutto la scuola naturalmente è rimasta incompiuta. La scuola la ritengo una opera strutturale abbastanza importante per la collettività».
Ferrante: «Stiamo lavorando per verificare come risolvere la questione»
L’assessore Ferrante ha confermato che l’amministrazione sta affrontando il problema attraverso un percorso tecnico e legale:
«A seguito di questa missiva che è pervenuta all’ente abbiamo dato incarico specifico all’avvocato Mariano di verificare i contenuti di questa missiva e replicare alla stessa».
L’assessore ha poi spiegato che al momento la vicenda è ancora aperta:
«Ci sono stati degli incontri tra legali che hanno affrontato la questione, ma allo stato la questione è riservata perché non siamo giunti ad una risoluzione».
Ferrante ha inoltre rivelato che durante le verifiche sarebbero emerse criticità sugli immobili interessati:
«Siamo venuti a conoscenza che vi sono iscritte delle pregiudizievoli e stiamo lavorando proprio per verificare se è possibile e come pervenire ad una risoluzione della questione».
Quartuccio: «Prima dobbiamo avere la disponibilità dell’immobile»
Sulla possibilità di completare la scuola è intervenuto anche l’assessore Quartuccio:
«Quando l’amministrazione comunale ha disponibilità, pieno possesso dell’immobile può intraprendere azioni di investimento in tali opere».
L’assessore ha ricordato che senza la piena disponibilità del bene qualsiasi investimento pubblico rischierebbe di esporre l’ente a problemi di natura contabile e amministrativa:
«Dobbiamo prendere intanto la disponibilità e il possesso dell’immobile, nel momento in cui abbiamo il possesso e la disponibilità dell’immobile si può fare tutto il resto».
Infine ha spiegato perché la scuola continui a comparire nella programmazione delle opere pubbliche:
«Quando mettiamo mano al piano triennale delle opere togliere un plesso scolastico da una località molto importante per il nostro territorio ci andiamo con i piedi di piombo».
E ha concluso:
«Noi abbiamo previsto di fare un intervento, però è chiaro che tanto lì di fatto, a parte mettere l’importo su carta, non abbiamo chiesto al momento né mutui e nemmeno finanziamenti. Qualora si definisse il tutto, poi l’amministrazione se ne può fare pure carico, però come stavamo dicendo prima, prima dobbiamo averla».
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Bruno Fabbri
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