Titoli dei chip a pezzi



La tempesta arrivata sul comparto dei tech si sta placando, i future di Wall Street sono leggermente positivi.
Ieri il Nasdaq Composite ha perso il 2,2%, mentre il Nasdaq 100 ha chiuso in ribasso del 3,3%. Si è trattato della sesta giornata consecutiva di variazione dell'indice pari o superiore all'1%, in entrambe le direzioni.
S&P500 -1,5%. Piatto il Dow Jones.

Le vendite si sono scatenate sulle società più esposte al tema dell’intelligenza artificiale, in particolare su quelle dei chip. Indice SOX Philadelphia Semiconductor Index -7,9%, tutti e trenta i componenti hanno chiuso in negativo.

Le azioni di Cerebras Systems hanno perso il 10% nelle contrattazioni di fine giornata, dopo che il produttore di semiconduttori, quotatosi di recente in borsa, ha pubblicato una previsione di fatturato annuale superiore alle attese degli analisti. Delusi gli investitori, i quali si aspettavano che l'azienda conquistasse una quota maggiore del mercato dei data center per l'intelligenza artificiale.

Il fatturato nel 2026 sarà compreso tra 855 e 865 milioni di dollari, ha dichiarato Cerebras martedì in un comunicato. Gli analisti, in media, avevano previsto 824,8 milioni di dollari, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

L'azienda ha pubblicato i risultati finanziari per la prima volta dopo aver raccolto 5,5 miliardi di dollari nella più grande offerta pubblica iniziale (IPO) nella storia dell'industria dei semiconduttori. Cerebras si è ritagliata una nicchia nel settore delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale con una tecnologia innovativa basata su un chip di grandi dimensioni che, a detta dell'azienda, è più efficiente nell'esecuzione di modelli di IA complessi e nella generazione di risposte rapide per gli utenti.

Dopo il debutto a 185 dollari a maggio, il titolo Cerebras ha chiuso a un massimo di 311,07 dollari.

Sui minimi da giugno dello scorso anno, a 1,136 su dollaro.
L’andamento dell’attività economica debole nella zona euro, insieme alle dichiarazioni accomodanti della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, spingono gli operatori a ridurre le scommesse sui rialzi dei tassi di interesse.

"Se l'euro chiude sotto 1,14 dollari oggi, allora c'è spazio per una correzione più profonda", ha affermato Andrew Hazlett, trader di valuta estera presso Monex.
David Powell di Bloomberg Economics afferma che l’andamento dell'indice PMI composito rivela un rallentamento della crescita economica nel secondo trimestre del 2026, nonostante il valore complessivo sia aumentato rispetto al mese precedente.

Nel complesso, ciò indica un indebolimento dell'attività economica sotto il peso degli elevati prezzi delle materie prime, pur senza un crollo. Powell prevede un ulteriore aumento di 25 punti base a settembre, prima della fine del breve ciclo di inasprimento.

Lunedì Lagarde ha dichiarato di non vedere la necessità di una risposta più energica da parte della BCE alla guerra in Iran. Si tratta di parole importanti perché la BCE "ha per lo più cercato di avallare le posizioni restrittive del mercato negli ultimi tre mesi", dice Francesco Pesole, stratega valutario di ING.

I dati di trading della Depository Trust & Clearing Corporation mostrano che l'attività sulle opzioni euro-dollaro è aumentata vertiginosamente la scorsa settimana, raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre mesi, con circa il 60% dell'interesse legato a scommesse su un dollaro più forte.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso, future del Dax di Francoforte -0,1%.

Le minacce di Trump alla NATO? E’ più rumore che sostanza dice Libby Cantrill, Head of Public Policy di PIMCO.
La presa di posizione arriva a pochi giorni dal viaggio del segretario generale della NATO, Mark Rutte, a Washington, dove è previsto anche un incontro con il presidente degli Stati Uniti.

Secondo PIMCO, le recenti uscite sull’abbandono dell’Alleanza Atlantica, sono in larga misura un bluff. Dal 2023, infatti, una legge approvata dal Congresso impedisce al presidente di ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dall’Alleanza. Per far saltare il Trattato NATO servirebbe il consenso del Senato con una maggioranza qualificata oppure un apposito atto del Congresso. In altre parole, Trump non può decidere da solo.

Non solo. Il sostegno alla NATO rimane trasversale a Capitol Hill e gode ancora di un ampio consenso nell’opinione pubblica americana. Il Congresso, sottolinea il rapporto, sta persino lavorando per evitare una riduzione significativa delle truppe statunitensi in Europa. Emblematiche le parole del senatore repubblicano Mike Rounds: “Il sostegno alla NATO non è una questione controversa” e gode di “ampio consenso all’interno del Congresso”.

Trump ama descrivere la NATO come una tigre di carta, in realtà la vera “tigre di carta” potrebbe essere proprio la minaccia di un’uscita degli Stati Uniti dall’Alleanza.

MSCI (MSCI) ha annunciato che riclassificherà la Bulgaria dallo status di Mercato Autonomo a quello di Mercato di Frontiera, citando una maggiore liquidità e una transizione agevole all'euro, come comunicato martedì dal fornitore di indici.

La decisione fa seguito a una consultazione avviata nel 2024, dopo che un numero sufficiente di titoli azionari bulgari aveva soddisfatto i requisiti di dimensione e liquidità di MSCI per i mercati di frontiera. MSCI aveva rinviato la decisione a seguito delle preoccupazioni degli investitori in merito alla liquidità limitata e alle tempistiche di adozione dell'euro da parte della Bulgaria.

Il petrolio è sempre più giù, mentre aumentano le evidenze di una ripresa importante della navigazioni lungo lo Stretto di Hormuz. Il greggio WTI tratta a 72,5 dollari il barile, -0,5%.

Oro in prossimità dei minimi da marzo, in calo dell’1,5% a 4.060 dollari.

I titoli del Tesoro sono saliti, anche perché gli ulteriori cali dei prezzi del petrolio hanno frenato le scommesse su aumenti dei tassi di interesse della Federal Reserve nel corso del prossimo anno.
Il tasso di rendimento del biennale degli Stati Uniti è sceso di circa 3 punti base al 4,20%. Decennale al 4,48%.

Un'asta di titoli del Tesoro a due anni ha registrato una forte domanda.
"Il mercato sta prezzando abbastanza bene un'ipotesi di politica monetaria più restrittiva da parte della Fed a questo punto", con i rendimenti dei titoli biennali corretti per l'inflazione ai massimi da quando la Fed ha iniziato a tagliare i tassi di interesse nel settembre 2024, ha affermato Izaac Brook, stratega dei tassi di interesse presso RBC Capital Markets.

Decennale italiano al 3,64%. A fine maggio, il Mef ha effettuato emissioni di titoli di Stato a medio-lungo termine per un importo nominale complessivo di circa 171,5 miliardi di euro. L’attività di funding, oltre a coprire il fabbisogno del settore statale, ha consentito di rifinanziare titoli di Stato a medio-lungo termine nonché titoli emessi in formato non domestico in scadenza per un importo complessivo di circa 133 miliardi di euro, inclusivi degli importi ritirati nelle operazioni di concambio/riacquisto.

Per il resto dell’anno, dall'1 giugno al 31 dicembre, l’attività di funding dovrà tener conto delle scadenze di titoli di Stato a medio-lungo termine per un importo complessivo di circa 128 miliardi di euro, ai quali va aggiunta la quota di fabbisogno del settore statale dei prossimi mesi.

La vita media del debito al 31 maggio era pari a 6,96 anni, in lieve aumento rispetto al dato del 31 dicembre 2025 (pari a 6,92). Il costo medio all’emissione fino a fine maggio 2026 è stato pari al 2,91% (contro il 2,75% medio del 2025).

Con oltre 6.000 miliardi di euro di ricchezza finanziaria detenuta dalle famiglie italiane, la sfida è trasformare questo patrimonio in un motore per imprese, innovazione e mercati dei capitali. È la domanda al centro di un report a cura dell’Università Bocconi e di EQUITA, realizzato dal Centro BAFFI, che confronta i principali regimi di investimento retail europei – ISA britannico, ISK svedese, PEA francese e PIR italiano – per capire perché l’Europa continui a registrare un significativo “equity gap” rispetto agli Stati Uniti.

Le famiglie europee detengono il 31% della ricchezza finanziaria in liquidità e depositi, contro il 14% negli USA, mentre investono meno in azioni (37% contro 47%). La Commissione europea individua tra le cause regolamentazioni frammentate, bassa alfabetizzazione finanziaria, complessità fiscale e una forte preferenza per strumenti a basso rischio.

L’Italia rappresenta il caso più estremo: nonostante la crescita delle attività finanziarie sul patrimonio familiare, i risparmi restano concentrati in immobili e strumenti conservativi. I PIR, introdotti nel 2017 per sostenere le PMI italiane, hanno raggiunto solo l’1,5% delle famiglie e lo 0,5% della ricchezza finanziaria, penalizzati dai vincoli di investimento e dalla limitata diversificazione.

C'è una curva su un grafico che dice tutto. Dalla fine degli anni Settanta, la ricchezza netta delle famiglie americane cresce molto più velocemente dei redditi da lavoro, e le due linee non si sono più riallineate. Lo spiega Frédéric Leroux di Carmignac in una nota recente: "il capitalismo nell'era dell'intelligenza artificiale si sta trasformando in un sistema in cui il capitale diventa il lavoro.

"Il meccanismo è semplice. Le azioni sostituiscono i salari. La quotazione in borsa di SpaceX ha creato oltre 4.400 milionari tra i dipendenti azionisti: chi aveva stock option è diventato ricco, chi aveva solo lo stipendio no. Negli Stati Uniti la quota dei salari sul Pil ha toccato il mese scorso il minimo storico. "I dipendenti senza azioni", scrive Leroux, sono diventati "i parenti poveri del sistema."

L'unico correttivo naturale è l'inflazione, che nei periodi 1965-1980 e 2021-2022 ha compresso i patrimoni e ridato spazio ai redditi da lavoro. Ma le due risposte possibili alle disuguaglianze — allargare la proprietà del capitale o tollerare più inflazione — sono, conclude l'autore, “incompatibili."

Indice MSCI Asia Pacific -0,3%. In calo dello 0,3%.
Hang Seng di Hong Kong +0,5%. Shanghai Composite +0,2%.
Kospi di Seul +3%.

Un consulente della banca centrale cinese ha affermato che un riequilibrio dell'economia interna è un passo successivo "cruciale" per scongiurare i rischi per la crescita. L'attenzione dei responsabili politici dovrebbe concentrarsi sull'aumento dei redditi e della fiducia dei cittadini attraverso misure come un maggiore sostegno alla sicurezza sociale per stimolare i consumi, ha dichiarato Huang Yiping, membro del comitato di politica monetaria della Banca Popolare Cinese, a Dalian.

La Cina torna al vertice mondiale della supercomputazione per la prima volta dal 2017. Il sistema LineShine, sviluppato presso lo Shenzhen Cloud Computing Center, ha conquistato il primo posto nella nuova classifica Top500, il ranking internazionale dei supercomputer più potenti del mondo aggiornato due volte l'anno.

Unicredit. Il Ceo, Andrea Orcel, ritiene più probabile di quanto fosse inizialmente previsto che la Banca centrale europea dichiari che l'istituto italiano ha il controllo su Commerzbank alla luce dei risultati dell’offerta.

Eni. L’AD, Claudio Descalzi, ha incontrato a Tirana il Primo ministro della Repubblica d'Albania, Edi Rama. Nell'ambito dell'incontro, Eni, il ministero dell'Energia e delle infrastrutture, e il ministero dell'Economia e dell'Innovazione hanno firmato un memorandum d'intenti per la realizzazione congiunta di uno studio di fattibilità mirato alla costituzione e gestione una riserva strategica nazionale di idrocarburi e di un hub energetico nel Paese.

Ferrari. Massimiliano Di Silvestre è stato nominato Chief marketing & commercial officer di Ferrari con effetto dal 1° luglio. Nel suo nuovo ruolo, Di Silvestre entrerà a far parte del Leadership Team Ferrari, riportando direttamente al Ceo Benedetto Vigna.


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