Dalle frodi fiscali ai fallimenti pilotati, fino al riciclaggio e alle truffe online. Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, colonnello Leonardo Brandano, ha tracciato un quadro delle criticità più rilevanti che interessano l’economia locale, evidenziando fenomeni sempre più complessi e spesso collegati a reti nazionali e internazionali.
Un bilancio per il 2025 e i primi mesi del 2026
In occasione del 252esimo anniversario della Guardia di finanza, che si terrà domani, è stato fornito il bilancio delle attività del 2025 e dei primi cinque mesi del 2026: 4.260 interventi e 451 indagini a contrasto degli illeciti economico-finanziari e delle infiltrazioni della criminalità. Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, colonnello Leonardo Brandano, ha tracciato un quadro delle criticità più rilevanti che interessano l’economia locale, evidenziando fenomeni sempre più complessi e spesso collegati a reti nazionali e internazionali.
Frodi fiscali e aziende “apri e chiudi”
Tra i fenomeni che destano maggiore preoccupazione c’è quello delle imprese cosiddette “apri e chiudi“, attività che vengono costituite, accumulano debiti fiscali e contributivi e poi cessano per riaprire sotto altre forme societarie riconducibili agli stessi soggetti. Secondo Brandano, questo sistema non danneggia soltanto l’erario, ma altera profondamente il mercato, consentendo a chi non paga imposte e contributi di praticare prezzi più bassi rispetto alle aziende che operano regolarmente. Le indagini della Guardia di Finanza hanno interessato in particolare alcuni comparti manifatturieri e produttivi, portando al sequestro di macchinari, beni aziendali e crediti commerciali.
Somministrazione illecita di manodopera
Un altro fronte particolarmente delicato riguarda l’utilizzo di società che forniscono personale ad altre imprese senza versare contributi e imposte. Si tratta di un fenomeno che consente alle aziende committenti di ridurre costi e oneri organizzativi, ma che genera gravi distorsioni della concorrenza e rischi per i lavoratori. La Guardia di Finanza considera questo settore una delle priorità investigative per i prossimi anni.
Riciclaggio e trasferimento di capitali all’estero
Ravenna, grazie alla sua economia dinamica e ai numerosi rapporti commerciali internazionali, è considerata un territorio esposto al rischio di riciclaggio. Le indagini si concentrano sempre più spesso su flussi finanziari che transitano attraverso conti correnti esteri, piattaforme digitali, istituti di moneta elettronica e sistemi di pagamento online. «Molte attività apparentemente locali – ha spiegato Brandano – in realtà si sviluppano su scala internazionale e richiedono collaborazioni investigative con diversi Paesi».
Criptovalute e nuove sfide investigative
L’utilizzo delle criptovalute rappresenta una sfida crescente per gli investigatori. Il comandante ha sottolineato come la blockchain (un registro digitale condiviso che aiuta la trasparenza nda) renda le transazioni estremamente tracciabili, ma il vero problema resta identificare chi si nasconde dietro le stringhe alfanumeriche e i portafogli digitali. Sempre più spesso le attività economiche illecite sfruttano piattaforme online, exchange esteri e strumenti finanziari innovativi che rendono più difficile risalire ai reali beneficiari delle operazioni.
Truffe informatiche e frodi online
Tra i fenomeni in maggiore crescita figurano le truffe informatiche. Le segnalazioni relative a phishing, furti di identità digitale e frodi online sono in costante aumento. Secondo il comandante, Ravenna è spesso coinvolta come territorio di transito di somme provenienti da reati commessi anche all’estero. I criminali utilizzano conti correnti, piattaforme di pagamento e identità digitali false per movimentare denaro sottratto alle vittime, rendendo le indagini sempre più articolate. Il messaggio centrale emerso dall’intervento del colonnello Brandano è che i reati economici non hanno più confini territoriali. Le indagini partono spesso da Ravenna ma si sviluppano rapidamente su scala nazionale o internazionale, coinvolgendo società estere, piattaforme digitali, paradisi fiscali e circuiti finanziari globali. Una trasformazione che impone competenze sempre più specializzate e una collaborazione costante tra autorità italiane e straniere.
Controlli sui fondi pubblici e sul Pnrr
Un altro settore considerato strategico è quello della tutela della spesa pubblica. La Guardia di Finanza mantiene alta l’attenzione sugli appalti e sui finanziamenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di verificare che le risorse pubbliche vengano utilizzate correttamente e che non vi siano infiltrazioni criminali. Particolare attenzione viene riservata anche agli interventi collegati alla ricostruzione post-alluvione. Sono stati effettuati 284 interventi per verificare il corretto utilizzo di fondi europei e nazionali. Di questi, 120 hanno riguardato progetti e investimenti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per un valore di circa 43 milioni di euro. Monitorate inoltre procedure di appalto e lavori pubblici per circa 600 milioni di euro. Le frodi accertate ai danni del bilancio pubblico superano i 3 milioni di euro, mentre i danni erariali segnalati alla Corte dei Conti ammontano a oltre 4,3 milioni.
Sicurezza urbana e territorio
Accanto alle attività economico-finanziarie, la Guardia di Finanza continua a collaborare con Prefettura e forze di polizia nel controllo del territorio. I servizi vengono concentrati soprattutto nelle aree della stazione ferroviaria di Ravenna e nelle località turistiche della costa, dove durante l’estate è previsto un ulteriore rafforzamento dei controlli grazie all’arrivo di personale di supporto.
I dati del 2025
Bilancio dell’attività 2025 e dei primi mesi del 2026: sequestri per decine di milioni di euro, controlli su fondi pubblici, contrasto al lavoro nero e alle infiltrazioni criminali nell’economia del territorio. Nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026 la Guardia di Finanza di Ravenna ha eseguito circa 4.260 interventi e 451 indagini nel contrasto agli illeciti economico-finanziari. Tra le attività più rilevanti figurano 133 indagini di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 185 persone per reati tributari, con un arresto e sequestri per circa 62 milioni di euro. Particolarmente significativa la collaborazione con la Procura Europea, che ha consentito di recuperare circa 30 milioni di euro nell’ambito di complesse frodi fiscali internazionali.
L’attività ispettiva ha permesso di individuare 55 evasori totali e 173 lavoratori in nero o irregolari. Sul fronte preventivo sono state avanzate 37 proposte di chiusura della partita IVA nei confronti di soggetti ritenuti fiscalmente pericolosi. Le indagini si sono concentrate anche sulle nuove forme di evasione internazionale, comprese quelle legate alle piattaforme digitali e alle plusvalenze generate nel settore delle criptovalute.
Importanti risultati sono stati ottenuti anche nel contrasto al contrabbando. I finanzieri hanno sequestrato oltre 27 tonnellate di tabacchi lavorati e denunciato tre persone. Nel settore delle accise sono stati effettuati 52 interventi che hanno portato al sequestro di oltre tre tonnellate di prodotti energetici, individuando utilizzi illeciti di carburanti e agevolazioni fiscali destinate al comparto agricolo.
Nel contrasto al riciclaggio e all’autoriciclaggio sono stati eseguiti 47 interventi che hanno portato alla denuncia di 71 persone e al sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno inoltre denunciato 16 soggetti per abusivismo bancario e finanziario e oltre 44 persone per reati fallimentari e societari, con un arresto. Particolare attenzione è stata riservata anche alle verifiche antimafia: oltre 541 accertamenti sono stati eseguiti su richiesta delle Prefetture.
Nel 2025 sono stati sequestrati circa 13 chilogrammi di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e marijuana. Sul fronte della tutela del mercato sono stati eseguiti 232 interventi che hanno portato al sequestro di oltre 70mila prodotti contraffatti, con falsa indicazione del Made in Italy o non conformi alle norme di sicurezza. Sequestrati inoltre circa 40 chilogrammi di prodotti alimentari privi delle informazioni obbligatorie sulla provenienza e composizione.
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