Un Egitto che non vuole più essere percepito solo come la terra delle piramidi o del Mar Rosso, ma come un Paese capace di offrire un ventaglio di esperienze che vanno dal Mediterraneo alle oasi, dal deserto nero ai villaggi dove si mangia nelle case delle famiglie locali. È questa la visione che il nuovo ministro del Turismo, Sherif Fathi, porta al trade internazionale, mentre il Paese registra numeri record e guarda a nuove forme di collaborazione. Tra le novità più interessanti per i nostri agenti di viaggi, c’è l’idea – discussa con il ministro del Turismo italiano – di creare pacchetti combinati Italia–Egitto, pensati per i mercati long haul che cercano itinerari multi-destinazione. Un progetto che potrebbe aprire scenari inediti per tour operator e network.
Ministro, lei parla spesso di “diversità senza paragoni” come punto di forza dell’Egitto. Cosa significa concretamente per il mercato turistico?
L’Egitto non può più essere raccontato solo attraverso i suoi simboli classici. È un Paese che offre una varietà di esperienze unica: coste sul Mediterraneo e sul Mar Rosso, deserti spettacolari, oasi, itinerari religiosi come il Holy Family Trail (Cammino della Sacra Famiglia), crociere sul Nilo che oggi puntano al lusso più elevato. La nostra strategia si pone l’obiettivo di far conoscere questa diversificazione e incoraggiare i turisti a combinare più esperienze nello stesso viaggio. È ciò che già vediamo: chi arriva al Cairo visita il museo e le piramidi, poi si sposta ad Alessandria, prosegue verso la North Coast e magari conclude a Siwa, tra wellness ed eco-turismo.
Sta dicendo che l’Egitto vuole superare la classica distinzione tra “mare” e “cultura”?
Esattamente. Non vogliamo più che il turista scelga una sola dimensione. Anche se ama il mare, può comunque aggiungere due notti al Cairo; se viene per la cultura, può scoprire il deserto o il Mediterraneo. La distanza tra un’esperienza e l’altra è breve, e questo rende il Paese ideale per itinerari combinati. Inoltre, creare motivi diversi per tornare è fondamentale: chi la prima volta sceglie la cultura, la seconda può orientarsi verso natura, wellness o mare.
Un altro tema che lei sottolinea è l’autenticità. Perché è così importante?
Perché è ciò che i turisti ci riconoscono con più forza. I feedback internazionali mostrano che l’esperienza autentica – il contatto con le comunità locali, il cibo tradizionale, la vita nei villaggi – è uno dei motivi principali di soddisfazione. Esistono pacchetti che prevedono di mangiare nelle case egiziane o di svolgere delle attività con gli artigiani. Non è un prodotto costruito: è la vita reale del Paese, ed è ciò che i visitatori cercano sempre di più.
Parliamo di numeri: il turismo egiziano ha superato i livelli pre-pandemia?
Sì, in modo molto significativo. Abbiamo raggiunto pre-Covid e l’abbiamo superato con oltre il 40% in più. E continuiamo a crescere. Solo nei siti archeologici e nei musei abbiamo registrato 18 milioni di visitatori nel 2025, con un aumento del 33% sull’anno precedente. Il GEM, Grand Egyptian Museum, aperto appena lo scorso novembre, ha già accolto quasi tre milioni di persone e sta attirando anche chi non aveva programmato un viaggio culturale.
E l’Italia? I dati sembrano particolarmente positivi.
L’Italia è uno dei mercati più dinamici. Lo scorso anno abbiamo superato 1,1 milioni di arrivi e nei primi mesi del 2025 siamo già oltre il +15%, nonostante non sia alta stagione. Ma il dato più interessante è un altro: la crescita più forte riguarda Luxor e Aswan. Gli italiani non si limitano più al Mar Rosso, sono presenti ovunque, anche nei luoghi della storia islamica del Cairo e nella North Coast, che è una destinazione emergente con numeri sorprendenti.
Durante la sua visita in Italia ha incontrato il ministro del Turismo italiano. È emersa l’idea di pacchetti combinati Italia–Egitto. Di cosa si tratta?
È stata una conversazione molto interessante. L’idea è nata dal fatto che i mercati long haul – penso a Stati Uniti, America Latina, Asia – cercano sempre più spesso itinerari multi-destinazione. Italia ed Egitto non sono concorrenti: sono complementari. Chi arriva da molto lontano può vivere un’esperienza culturale o gastronomica in Italia e poi completare il viaggio con mare, deserto o storia millenaria in Egitto. Parliamo di due ore di volo: è un’opportunità concreta. Il collega italiano ha mostrato grande apertura e credo che questa collaborazione possa diventare un prodotto reale per i tour operato
A proposito di North Coast: perché sta crescendo così rapidamente?
Perché offre un Mediterraneo diverso, moderno, con strutture di alto livello. È una destinazione nuova per il mercato europeo e l’anno scorso è cresciuta del 540%. A giugno avevamo già 16.000 italiani, un dato che ci ha sorpreso per rapidità e anticipo sulla stagione.
Quali mercati internazionali stanno mostrando maggiore dinamismo?
Gli Stati Uniti sono cresciuti di circa il 30%, la Cina tra il 15 e il 20%, il Giappone sta ripartendo nonostante problemi di connettività. In totale abbiamo registrato arrivi da 179 Paesi, con aumenti praticamente ovunque.
La connettività aerea resta però una sfida, soprattutto con l’aumento dei costi del carburante.
È vero. Il costo del volo è oggi uno dei principali ostacoli, perché il carburante rappresenta oltre il 45% dei costi delle compagnie. Per questo abbiamo introdotto un programma di incentivi che permette alle compagnie di volare anche con load factor più bassi. Inoltre, abbiamo ridotto per tre mesi alcune tasse aeroportuali per chi si impegna a crescere. Se vogliamo una ripresa economica globale, dobbiamo sostenere il trasporto: non solo il turismo, ma la mobilità di persone e merci.
L’Egitto sta puntando molto sul lusso, ma non rischia di perdere il turismo più accessibile?
No, perché il nostro punto di forza è il value for money. È vero che stiamo assistendo a un boom di prodotti di fascia alta, soprattutto a Luxor, Aswan e nella North Coast. Ma allo stesso tempo offriamo servizi di livello elevato a prezzi competitivi. I turisti europei lo percepiscono chiaramente: possono vivere un’esperienza cinque stelle a un costo molto più accessibile rispetto ad altre destinazioni.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Giampiero Moncada
Source link



