Ogni mattina, da Marchirolo, Solbiate con Cagno, Bisuschio, Comerio, Tradate e altri comuni, diverse persone lasciano l’Italia per andare a lavorare in Svizzera. Nel sondaggio sulla mobilità quotidiana lanciato dalla redazione sono 46 su 649 pari al 7%. Di fatto il doppio del dato reale che vede coinvolta il 3,75% della popolazione della Provincia di Varese. Rappresentano una parte di un fenomeno molto più ampio: secondo i dati dell’Ufficio Federale di Statistica svizzero (UST), come riportato dal Corriere del Ticino in un’elaborazione per provincia di provenienza, dalla provincia di Varese partono ogni giorno circa 31.900 lavoratori frontalieri, di cui 31.400 diretti in Canton Ticino. Varese è, insieme a Como, il territorio con più frontalieri d’Italia, e negli ultimi dieci anni il numero è cresciuto del 21%, anche se i dati più recenti dell’UST segnalano una stabilizzazione del fenomeno nell’ultimo anno.
Le destinazioni più citate nel sondaggio sono Lugano, Mendrisio, Stabio, Chiasso, Bellinzona: i valichi storici raggiunti ogni giorno da chi parte da Marchirolo, Bisuschio, Malnate, Varese. Il mezzo scelto resta soprattutto l’automobile (24 su 46), seguito dal treno (11); una minoranza usa la bicicletta, anche elettrica.
Tempi di percorrenza più lunghi della media
Per chi attraversa il confine, gli spostamenti richiedono più tempo rispetto alla media provinciale: il 65% dei frontalieri del sondaggio impiega oltre 45 minuti per arrivare al lavoro, e quasi un terzo supera l’ora. Il problema principale segnalato è il traffico (21 su 46), seguito dalla sicurezza stradale (10) e dai ritardi dei treni (7).
Diverse testimonianze raccontano la quotidianità di chi percorre questi tragitti. “Mi muovo sempre in scooter verso la stazione, e la maggior parte degli automobilisti che incontro guida con il telefono in mano”, scrive Massimo Conrad. Piergiorgio Auteri segnala invece viale Belforte, a Malnate: “È tenuto sotto scacco dagli automobilisti indisciplinati che usano la ciclabile come parcheggio.” Davide Russotto conferma la stessa criticità: “Ancora parcheggi selvaggi sulla ciclabile.”
Un rispondente che ha scelto l’anonimato descrive così le proprie giornate: “Tanta gente che corre e sorpassa in curva superando ampiamente i limiti di velocità, solo perché non si sveglia prima la mattina. Il tragitto casa-lavoro è diventato un’incognita totale: non sai mai quando arrivi.” Nello stesso messaggio, il lettore solleva una questione che riguarda anche le risorse pubbliche legate al frontalierato: “I frontalieri portano solo i soldoni ai comuni, ma nessuna amministrazione fa mai qualcosa per la sicurezza stradale o per il traffico, tantomeno le autorità svizzere.”
I ristorni dei frontalieri
Il tema sollevato dal lettore riguarda un meccanismo concreto. I lavoratori frontalieri generano per i Comuni di confine un flusso di risorse chiamato “ristorni”: quote delle tasse pagate alla fonte in Svizzera, restituite ai territori di provenienza. Ad aprile 2026 la Provincia di Varese ha approvato il piano di utilizzo dei ristorni relativi al 2023, per un totale di oltre 5,6 milioni di euro trasferiti da Regione Lombardia, con la quota più consistente destinata a manutenzione viaria e mobilità.
Più treni in arrivo, ma l’auto resta predominante
Sul fronte ferroviario, a metà giugno 2026 Regione Lombardia e Canton Ticino hanno firmato una nuova intesa per la mobilità transfrontaliera, che prevede più treni e autobus tra Italia e Svizzera: tra le novità, lo sdoppiamento della linea S50 in una nuova RE50 più veloce tra Lugano e Varese/Malpensa, e l’aumento delle corse del RE80 Milano-Locarno.
I dati sui flussi di traffico restano nel frattempo orientati verso l’automobile: secondo i rilevamenti del Dipartimento del territorio del Canton Ticino, come riportato da ComoZero, oltre l’82% delle auto in ingresso nel Cantone ha a bordo il solo conducente, percentuale che sale all’87% tra i veicoli immatricolati in Italia. L’intesa lombardo-ticinese prevede, tra le misure indicate, lo sviluppo di parcheggi di interscambio e incentivi al car pooling e al car sharing – a fronte di un dato attuale che vede oltre otto auto su dieci viaggiare con il solo conducente a bordo
Sullo sfondo, la questione dei ristorni e della tassa sulla salute
Resta poi sempre attuale e caldo il tema della tassa sulla salute. Il 30 giugno 2026 è scaduto il termine tecnico per lo sblocco dei ristorni verso l’Italia, in un contesto di tensione legata a quest’ultima – il nuovo contributo italiano sullo stipendio dei frontalieri che il governo del Canton Ticino considera una doppia imposizione. Il tema è stato oggetto in queste ore di un confronto tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter.
L’EVENTO A MATERIA
Intanto, a Materia è in programma un incontro dedicato chi si sposta in bicicletta per andare al lavoro. Ci saranno tanti protagonisti e potete iscrivervi qui.
E tu come ti sposti? Il sondaggio è ancora aperto
Il sondaggio di VareseNews sulla mobilità quotidiana è ancora aperto. Raccontaci anche tu come ti sposti ogni giorno per andare al lavoro o a studiare.
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