San Marino accelera sulla tecnologia: l’economia del Titano si evolve con il debutto operativo del nuovo ecosistema SMI


I progetti teorici lasciano spazio all’operatività immediata. La Sala Montelupo di Domagnano ha ospitato “San Marino SWITCH ON”, l’evento pubblico che ha sancito il varo ufficiale del rinnovato assetto normativo e tecnologico della Repubblica, concepito per far viaggiare il mondo del lavoro e l’innovazione digitale sul medesimo binario rapido. L’appuntamento, fortemente voluto dalla Segreteria di Stato per il Lavoro con delega all’innovazione tecnologca, in sinergia con San Marino Innovation, ha ridefinito le traiettorie dello sviluppo economico interno, mettendo a fuoco le dinamiche dei capitali globali. Il messaggio emerso è nitido. Il Titano si propone oggi ai mercati come un hub snello, trasparente e fortemente integrato.

Il dibattito si è acceso analizzando il posizionamento della Repubblica nello scacchiere finanziario estero, attraverso una profonda riflessione giuridica dell’avvocato Matteo Mularoni. La certezza del diritto e il rigore dei filtri d’ingresso si traducono in veri e propri asset economici quantificabili, gli unici in grado di azzerare i rischi reputazionali per i grandi gruppi che scelgono di insediarsi sul territorio. Integrare queste spinte esogene con l’economia locale resta la priorità del Paese. Su questo asse si innesta la riflessione dell’esperto di finanza Stiven Muccioli, secondo cui i grandi investitori internazionali non si muovono più soltanto alla ricerca di meri vantaggi fiscali, prediligendo invece la rapidità di esecuzione, le infrastrutture di rete e la presenza di verticali tecnologici definiti, ambiti in cui San Marino può esprimere la massima competitività attraverso il fintech e l’intelligenza artificiale. A tracciare la rotta sul tema è stato William Casali, presidente dell’Associazione Sammarinese per l’Informatica, che ha evidenziato le linee guida per creare una simbiosi reale tra le nuove realtà hi-tech e le aziende storiche sammarinesi, allontanando il rischio di creare isolate cattedrali nel deserto.

Un cambio di marcia strutturale che poggia su fondamenta politiche solide, nate per tradurre gli indirizzi macroeconomici degli Stati Generali in riforme tangibili. Il Segretario di Stato Alessandro Bevitori ha delineato gli obiettivi di lungo periodo della visione istituzionale, orientata a sbloccare nuovi indicatori di gettito e occupazione da qui ai prossimi anni. «Abbiamo superato la vecchia concezione della burocrazia difensiva», ha dichiarato Alessandro Bevitori. « Palazzo Mercuri vuole superare la sua dimensione fisica per configurarsi come un’interfaccia unica, agile e interamente digitalizzata, capace di offrire risposte immediate a chi produce valore e di trattenere sul Titano i talenti migliori. La compattezza dimostrata oggi dalle istituzioni, dagli ordini professionali e dalle categorie rappresenta il nostro reale elemento di forza nello scenario geopolitico internazionale».

E proprio il sistema economico ha fatto quadrato. Sul palco si sono alternati William Vagnini, segretario generale dell’ANIS, Luigi Tontini, presidente di OSLA, e Luigi Ceccoli in rappresentanza dell’UNAS, portando ciascuno una lettura attenta delle attuali contingenze di mercato. Il quadro dei contributi si è completato con gli interventi di Federico Gianni, alla guida dell’ABS, e di William Casali per l’ASI. Ne è scaturito un confronto costruttivo, privo di formalismi, che ha messo in luce una sostanziale sintonia d’intenti e il comune desiderio di accompagnare l’evoluzione strutturale della Repubblica con pragmatismo. Insomma, il Paese reale ha risposto all’appello.


Del resto San Marino Innovation si presenta al tessuto produttivo con un assetto operativo rinnovato e obiettivi ambiziosi. Il presidente dell’istituto, Gian Angelo Geminiani, ha espresso grande soddisfazione: «L’attrattività internazionale si costruisce sulla reputazione e sulla trasparenza delle regole, rifiutando opacità o scorciatoie regolamentari», ha affermato dal palco. «Dimostriamo ai mercati che la Repubblica è pronta ad accogliere esclusivamente capitali sani e progetti ad alto impatto tecnologico». Sul fronte operativo, il neo direttore Francesco Tabarini ha chiarito come la digitalizzazione dei flussi interni stia azzerando i tempi morti che separano l’idea imprenditoriale dall’avvio dell’attività. «La velocità di esecuzione è la nostra principale metrica di successo», ha spiegato. «L’onboarding delle imprese tech si trasforma in un percorso lineare, trasparente e privo di colli di bottiglia».

I dettagli normativi del nuovo Decreto Innovazione sono stati sviscerati da Lorenzo Borsari, legale interno della società per l’innovazione. La riforma introduce modifiche profonde: il limite temporale massimo per la costituzione societaria viene raddoppiato a 24 mesi, mentre viene introdotto il divieto assoluto di esternalizzare l’attività tecnologica prevalente, bloccando la proliferazione di società schermo. La vecchia certificazione viene sostituita da un’attestazione annuale legata all’effettivo svolgimento del progetto innovativo. Cambiano anche i requisiti strutturali per le Start Up Tecnologiche di primo e secondo livello (SUT I e SUT II) e per le Società Altamente Tecnologiche (SAT), vincolando i benefici fiscali all’assunzione reale di dipendenti e fissando tetti precisi alla distribuzione degli utili netti. Tra le novità più rilevanti figurano l’introduzione dello smart working come modalità ordinaria gestita telematicamente tramite il Portale Labor e una procedura di liquidazione speciale semplificata, pensata per favorire le dinamiche di fail-fast protette.

Nelle prime battute della giornata, l’analisi dell’istituto aveva beneficiato dei contributi dei membri del Consiglio di Amministrazione Emanuele Cangini e Samuele Guiducci, concentrati sulle risposte operative fornite alle aziende in fase di onboarding per scongiurare utilizzi distorti del regime agevolato. Il Comitato Tecnico, rappresentato dal direttore Michael Felici, dall’ingegnere Enzo Mataloni, dall’avvocato Francesco Amato e da Matteo Botteghi, insieme al neo-nominato Head of Innovation Nicolas Rossini, ha confermato la solidità dei criteri scientifici utilizzati per validare i progetti nel rispetto dei tempi serrati imposti dal mercato globale. 

Dietro l’architettura dei codici e dei passaggi burocratici si muove una squadra di professionisti che trasforma le linee guida in azioni quotidiane. Le idee, d’altronde, camminano sulle gambe delle persone. L’istituto ha colto l’occasione per presentare ufficialmente i volti operativi della struttura, un organico snello concepito per dare risposte dirette alle imprese e associare un volto umano all’efficienza tecnologica dell’ente. La spina dorsale della gestione interna fa capo ad Anna Gasperoni, nel ruolo di responsabile operativa, affiancata dalla cura strategica dell’ecosistema digitale gestita da Linda Zavoli per l’area comunicazione e social media. Le relazioni esterne e il posizionamento strategico oltre i confini del Titano vedono in prima linea Anastasia Merli, incaricata di eventi e rapporti internazionali, mentre l’equilibrio dei flussi interni è garantito dal lavoro di Giovanni Righi sul versante amministrativo. Competenze diffuse, insomma, essenziali per qualificare e rendere accessibili le professionalità dell’ente.

L’evento ha registrato un’affluenza di pubblico straordinaria sia in presenza, che collegato online: la Repubblica si accende, archiviando la stagione delle riforme sulla carta per dare il benvenuto alla concretezza dei fatti.


Segreteria di Stato per il Lavoro, la Programmazione Economica, i Rapporti con A.A.S.S., la Transizione Ecologica e l’Innovazione Tecnologica




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