“Settimana dell’accoglienza”, 15 giorni di eventi e incontri ai Giardini Luzzati


Genova. Ai Giardini Luzzati – Spazio Comune torna la Settimana dell’Accoglienza, la rassegna promossa dalla Cooperativa Il Ce.Sto in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno. Dal 14 al 21 giugno, con un appuntamento conclusivo il 30 giugno, il Centro Storico di Genova ospiterà incontri, laboratori, spettacoli, attività aggregative, mostre, momenti di confronto e iniziative aperte alla cittadinanza dedicate ai temi dell’accoglienza, dei diritti e della costruzione di comunità inclusive.

La novità di quest’anno è già nel nome della rassegna, che dopo diverse edizioni come “Settimana del Rifugiato”, diventa “Settimana dell’Accoglienza”; una scelta che nasce dalla volontà di raccontare l’accoglienza come un tema che attraversa molte dimensioni della vita collettiva e che riguarda l’intera comunità. Pur mantenendo al centro i percorsi delle persone rifugiate e richiedenti asilo, il programma allarga infatti lo sguardo anche alle fragilità sociali, alle persone senza fissa dimora, alle esperienze educative e ai percorsi di inclusione che ogni giorno interrogano la capacità delle città di costruire relazioni, opportunità e partecipazione.

La Settimana dell’Accoglienza nasce dall’incontro tra le esperienze e le competenze dei diversi servizi della Cooperativa Il Ce.Sto e coinvolge le aree educative, culturali e sociali della cooperativa, con un programma costruito collettivamente che mette in dialogo storie, linguaggi e percorsi differenti, confermando come il tema dell’accoglienza attraversa trasversalmente il lavoro quotidiano svolto sul territorio.

L’iniziativa si inserisce nel calendario delle attività promosse in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno con il sostegno del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI): una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sui diritti, la dignità e i percorsi delle persone costrette a lasciare il proprio Paese.

Spiega Federica Scibetta, Presidente Cooperativa Il Ce.Sto: “Ai Giardini Luzzati abbiamo sempre cercato di costruire spazi comuni in cui la comunità potesse confrontarsi con le questioni più urgenti del nostro tempo. Lo abbiamo fatto negli anni dando voce a temi che spesso faticano a trovare spazio nel dibattito pubblico: dai diritti sociali alle guerre che attraversano il mondo, fino alle iniziative di solidarietà e sensibilizzazione sulla Palestina. Lo abbiamo fatto perché crediamo che una comunità abbia bisogno di luoghi in cui le persone possano incontrarsi, riflettere e prendere posizione, non soltanto attraverso le parole ma anche attraverso pratiche concrete e relazioni. La Settimana dell’Accoglienza nasce dalla Giornata Mondiale del Rifugiato, ma ben presto ci siamo resi conto che non volevamo limitarci a parlare di una sola giornata. Certamente il rifugiato e la rifugiata rappresentano una realtà che va raccontata e compresa: sono persone costrette ad abbandonare il proprio Paese, i propri affetti e la propria storia a causa di guerre, persecuzioni, povertà o altre condizioni che rendono impossibile restare. Ma il tema che vogliamo mettere al centro è più ampio ed è quello dell’accoglienza. Per noi l’accoglienza non è soltanto una risposta a un’emergenza. È una dimensione fondamentale della vita umana. Accogliamo una nascita, accogliamo una perdita, accogliamo una festa, un matrimonio, una separazione, la crescita dei figli e il loro andare via di casa. Accogliamo il sole, la pioggia, il giorno e la notte. L’accoglienza attraversa continuamente la nostra esistenza e fa parte dell’ecosistema delle relazioni umane. Eppure oggi la parola accoglienza genera spesso paura. È comprensibile, perché accogliere significa mettersi in gioco. Significa confrontarsi con ciò che non conosciamo, con ciò che cambia i nostri equilibri e mette in discussione le nostre abitudini. In fondo la paura dell’accoglienza è la stessa paura che accompagna ogni trasformazione importante della vita: il primo esame, la prima volta che ci si espone davanti agli altri, ogni passaggio che ci porta verso qualcosa che non controlliamo completamente. Per questo pensiamo che l’accoglienza abbia a che fare con la metamorfosi. Quando accogliamo qualcosa o qualcuno, non cambia soltanto chi arriva: cambiamo anche noi. E forse oggi, in un mondo attraversato da guerre, crisi economiche, disuguaglianze e paure collettive, abbiamo bisogno proprio di riaprire una riflessione sul cambiamento e sulla capacità di trasformarci come comunità”.

Prosegue Scibetta: “La Settimana dell’Accoglienza vuole essere uno spazio comune in cui alcune questioni che troppo spesso diventano tabù possano emergere e trovare cittadinanza. Un luogo in cui affrontare quelle paure che nascono quando siamo chiamati a metterci in discussione. Perché accogliere non significa soltanto aiutare qualcuno: significa interrogarsi sul modo in cui viviamo insieme. Questo riguarda anche le nostre città. Troppo spesso immaginiamo che siano le persone a doversi adattare ai luoghi in cui arrivano. Noi pensiamo che il processo debba essere reciproco. Le città devono interrogarsi sulla propria capacità di accogliere. Devono chiedersi se i propri spazi, i propri servizi, le proprie politiche sociali e persino il proprio modo di concepire l’abitare siano adeguati alle trasformazioni del presente. Forse dobbiamo ripensare anche il rapporto tra pubblico e privato, immaginare forme più comunitarie dell’abitare e della convivenza, riconoscendo che gli spazi comuni appartengono a tutti e che è proprio lì che si costruisce la possibilità dell’incontro. Per questo, durante la Settimana dell’Accoglienza, parleremo di migrazione ma non soltanto di migrazione. Parleremo di tutte le fragilità che attraversano i territori. Parleremo delle persone senza dimora, delle marginalità, delle vulnerabilità che spesso restano invisibili. Perché accogliere significa anche riconoscere e accompagnare queste fragilità, senza pretendere che siano semplicemente loro ad adattarsi ai nostri modelli. Le iniziative che realizzeremo a Genova e nei territori in cui operiamo, compresa Camogli, attraverso la musica, la cultura, gli incontri e la partecipazione pubblica, nascono proprio da questa convinzione: creare occasioni di presenza, relazione e confronto che aiutino a immaginare comunità più aperte e consapevoli.
Migrare, del resto, è una condizione che appartiene alla storia dell’umanità e persino alla natura. Ci si sposta per cercare sicurezza, opportunità, relazioni, futuro. È sempre stato così. Per questo crediamo che la migrazione non debba essere trattata come un tabù o come un’anomalia, ma come una realtà con cui costruire nuovi modi di vivere insieme. La Settimana dell’Accoglienza vuole essere questo: un invito collettivo a superare la paura del cambiamento e a riconoscere nell’accoglienza non un problema da gestire, ma una possibilità di trasformazione per tutti e tutte”

I Giardini Luzzati (e spazi limitrofi) diventeranno un luogo di incontro e confronto aperto alla città. Il programma intreccia sport, fotografia, teatro, musica, arte, laboratori, testimonianze e momenti conviviali, mettendo al centro le storie delle persone accolte nei progetti SAI e CAS, ma anche le esperienze di chi ogni giorno lavora per contrastare esclusione, marginalità e disuguaglianze. Tra gli appuntamenti in programma una incontro sugli stereotipi razzisti, una giornata di proiezioni legate alla dimensione delle persone senza fissa dimora, un incontro per presentare un report sulla tratta umana tra Tunisia e Libia, attività e arte in solidarietà alla Palestina, aperitivi multiculturali, spettacoli teatrali, un incontro con Vito Fiorino. Il cuore della rassegna sarà la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno, celebrata quest’anno a Camogli in collaborazione con il Comune di Camogli e il progetto SAI del territorio. Un appuntamento particolarmente significativo che coincide con i dieci anni di esperienza del sistema di accoglienza locale e che rappresenterà un momento di restituzione pubblica del lavoro costruito insieme alle persone accolte, alle istituzioni, al volontariato e alla cittadinanza. La settimana si concluderà simbolicamente il 30 giugno con un incontro pubblico dedicato al tema delle città accoglienti e delle politiche di inclusione, alla presenza del Sindaco di Modena Massimo Mezzetti e della Sindaca di Genova Silvia Salis.




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 Nicola Giordanella

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