L’UE pubblica le linee guida sui nuovi obblighi di trasparenza sui contenuti generati dall’IA



Sostenere i fornitori e gli utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale a rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act. È questo l’obiettivo delle linee guida pubblicate il 20 luglio dalla Commissione europea, in vista dell’applicazione delle nuove disposizioni dal prossimo 2 agosto 2026.

Secondo la Commissione UE, gli obblighi di trasparenza aiuteranno le persone a riconoscere quando interagiscono con l’IA o quando un contenuto è stato generato o modificato dall’IA, riducendo il rischio di inganno e manipolazione. Nello specifico, le linee guida preparate da Bruxelles chiariscono quali fornitori e implementatori devono rispettare gli obblighi di trasparenza per i sistemi interattivi di IA e per la marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’IA.

“Con le linee guida odierne, la Commissione sostiene l’applicazione agevole ed efficace della legge sull’IA, al fine di rendere più trasparenti e affidabili i sistemi di IA che interagiscono con le persone, come chatbot e agenti di IA, nonché i contenuti basati sull’IA”, ha affermato in una nota la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen. “Queste linee guida – ha aggiunto – aiutano i fornitori e gli implementatori a rispettare gli obblighi previsti dalla legge sull’IA, consentendo al contempo ai cittadini di sapere quando interagiscono con l’IA”.

Entrato in vigore il primo agosto 2024, l’AI Act è stato studiato per avere un’applicazione articolata in più fasi. Dal 2 febbraio 2025 sono divenuti operativi i divieti relativi alle pratiche di intelligenza artificiale considerate inaccettabili e gli obblighi di alfabetizzazione, mentre dal 2 agosto 2025 si sono applicate le norme sui modelli di IA per finalità generali. La maggior parte delle disposizioni diventa però pienamente applicabile dal 2 agosto 2026, mentre alcuni obblighi per i sistemi ad alto rischio incorporati in prodotti regolamentati scatteranno invece dal 2 agosto 2027.

Gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act

In base all’AI Act, i fornitori di IA dovranno progettare sistemi di intelligenza artificiale in grado di informare gli utenti quando interagiscono direttamente con un’IA e dovranno aggiungere marcatori leggibili dalle macchine per consentire il rilevamento di contenuti generati o manipolati dall’IA.

Nelle linee guida, la Commissione sottolinea che chi implementa queste tecnologie dovrà inoltre informare gli utenti quando vengono esposti a deepfake, a contenuti generati dall’intelligenza artificiale su argomenti di interesse pubblico senza revisione umana o controllo editoriale, e a sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica.

Le linee guida chiariscono inoltre alcuni concetti, in particolare la definizione di sistemi di intelligenza artificiale direttamente interattivi, come i chatbot, i contenuti sintetici, inclusi testi parzialmente o totalmente generati dall’IA, i deepfake e i testi generati dall’IA su argomenti di interesse pubblico, nonché esempi di eccezioni pertinenti, come la revisione standard, ad esempio la correzione ortografica e grammaticale.

Le eccezioni e il rischio di “stanchezza da etichettatura”

Secondo un’analisi pubblicata da Euractiv.com, la versione definitiva delle linee guida introduce un margine di flessibilità maggiore rispetto alla bozza precedente. Non tutte le modifiche realizzate con l’intelligenza artificiale comporteranno infatti l’obbligo di etichettare un contenuto come deepfake, anche quando l’intervento riguarda elementi visivamente rilevanti dell’immagine.

La sostituzione completa dello sfondo, quando effettuata per finalità chiaramente estetiche, potrebbe essere considerata dalla Commissione un intervento con un impatto minimo sulla percezione dell’autenticità dell’immagine. Nell’analisi il portale europeo ricorda che la bozza precedente limitava invece l’eccezione all’estensione dello sfondo o alla modifica di dettagli secondari.

Euractiv.com rileva inoltre che il settore pubblicitario aveva chiesto di ampliare queste deroghe, sostenendo che l’uso dell’IA per ritoccare le immagini è ormai una pratica ordinaria. Un ricorso eccessivo agli avvisi rischierebbe, secondo gli operatori, di produrre una “stanchezza da etichettatura” e di ridurre l’efficacia degli stessi segnali. Un funzionario della Commissione ha confermato che le linee guida intendono evitare questo effetto, fermo restando che la pubblicità non potrà ingannare i consumatori sulle caratteristiche reali dei prodotti.

Il testo definitivo appare più flessibile anche per le trasmissioni e i contenuti in streaming. La versione preliminare prevedeva avvisi ripetuti o persistenti, in modo da informare anche chi si collegava dopo l’inizio, e considerava insufficiente un’indicazione limitata ai titoli di coda. Nelle linee guida finali, la ripetizione dell’avviso è richiesta soltanto “ove possibile” e “secondo necessità”, mentre scompare il riferimento esplicito ai titoli di coda.

La tempistica lascia alle aziende meno di due settimane per adeguarsi prima del 2 agosto. L’applicazione concreta potrebbe tuttavia risultare disomogenea: una parte rilevante dei controlli spetterà alle autorità nazionali e alcuni Stati membri non hanno ancora definito in via definitiva gli organismi responsabili dell’attuazione, nonostante la scadenza prevista per la loro designazione.

Le linee guida spiegano anche come si possa dimostrare la conformità agli obblighi di trasparenza previsti dalla legge sull’IA, anche attraverso l’adesione a un codice di condotta, che offre certezza giuridica e un modo semplice e pratico per dimostrare la conformità alla legge sull’IA.

Bruxelles precisa che le linee guida della Commissione sulle norme di trasparenza previste dalla legge sull’IA integrano il Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA. Il Codice di condotta è stato redatto da esperti indipendenti con il contributo di centinaia di parti interessate. La Commissione e l’AI Board hanno confermato che il Codice rappresenta uno strumento adeguato e volontario a cui i fornitori e gli utilizzatori di IA possono fare affidamento per dimostrare la conformità alla legge sull’IA.

Per aiutare le organizzazioni a comprendere meglio i propri obblighi ai sensi dell’AI Act, la Commissione sta mettendo a disposizione una serie di strumenti, tra cui linee guida, il Codice di condotta e l’AI Act Service Desk, un centro informazioni accessibile e aggiornato che offre indicazioni chiare sull’AI Act.


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